Ombre elleniche

Lo spionaggio nell'antica Grecia

Come l'IA immagina un uomo nell'Antica Grecia che giunge in possesso di informazioni delicate. 

Quando pensiamo alle poleis greche, pensiamo subito ad un mondo fatto da templi, filosofi, artisti e alla città di Atene, la culla della democrazia; in realtà, già nell'Antica Grecia possiamo notare delle forme di spionaggio. Come dimostrato dallo storico inglese Christopher Andrew nel suo saggio The Secret World, la Grecia fu tra le prime civiltà a riconoscere l'importanza strategica dell'intelligence in guerra e in politica. Uno dei primi mitologici esempi è quello del cavallo di Troia, reso immortale da Omero e passato alla storia come un capolavoro di guerra psicologica e spionaggio indiretto. Venendo però alle testimonianze storiche, non si può non menzionare una fonte cruciale: Tucidide. Nella sua Guerra del Peloponneso, lo storico ateniese raccontava di come la città di Atene impiegasse i proxenoi, cioè cittadini stranieri filo-ateniesi, che lavoravano come talpe e informatori in città nemiche. Un esempio di maestro dell'inganno strategico fu Temistocle, il quale riuscì a depistare i Persiani: tramite il suo doppio agente Sicinno, fece recapitare false informazioni a Serse per attirare la flotta persiana nello stretto di Salamina, dove fu poi sconfitta nella celebre battaglia del 480 a.C. Inoltre - e questa sarà una costante nel corso dei secoli successivi - i mercanti e viaggiatori erano le personalità perfette per fare da spia. Grazie alla loro mobilità, ai loro commerci e alla possibilità di introdursi in tanti contesti, costoro raccoglievano e trasmettevano informazioni cruciali: movimenti di truppe, crisi politiche, alleanze segrete e molto altro. Siccome nel mondo greco il confine tra ambasciatori e spie era molto labile, la rete informativa era tanto fondamentale quanto invisibile. In ultima analisi, la Grecia antica fu un vero e proprio laboratorio delle prime pratiche di intelligence, dove l'astuzia e la capacità di infiltrarsi e di ottenere informazioni chiave facevano la differenza tra la vittoria e la disfatta di una poleis.



Bibliografia:

Christopher Andrew, The Secret World, New Haven e Londra, Yale University Press, 2018, pp. 27-39. 

Tucidide, La guerra del Peloponneso, Milano, Rizzoli, 1996. 

Autore:

Giacomo Tacconi - Dottore Magistrale Unibo 

Data di pubblicazione:
2025-12-20