HILDEGARDE VON BINGEN
Come fu che un mal di testa portò una donna ad essere ammirata da un Papa
Hildegarde Von Bingen, 240x340 mm, inchiostro e matite colorate. Illustrazione di Giovanni Almici.
Era nata nel 1098 a Bermersheim von der Höhe, in Assia, ultima dei dieci figli del cavaliere Hildeberth. Ultimogenita, donna e di salute precaria, venne avviata ad una vita di studi, che nel XII secolo vuol dire ancora monastero: le Università sono una cosa relativamente nuova e stanno giù, là, in Italia, a Bologna e a Salerno, sicuramente non sul Reno, dove il freddo e la distanza favoriscono la diffusione di piccoli monasteri autosufficienti. Hidegarde entra in uno di questi, a Disibodenderg, a otto anni. Una monaca di San Benedetto, devota alla preghiera ed al lavoro. Un lavoro che è soprattutto intellettuale: la giovane si interessa di tutti gli ambiti della scienza medievale e dal 1136, ormai quarantenne, comincia a dare al pubblico le sue opere, frutto, nelle sue parole, di visioni mistiche. Opere di medicina come il Causae et curae infirmitates ma anche di carattere teologico come lo Scivias (1151). Hildegarde fu anche musicista: del 1151-1158 è la Symphonia harmoniae celestium revelationum che raccoglie le sue liriche.
È un periodo di grandi sconvolgimenti per la chiesa cattolica: gli anni della lotta per le investiture sono appena terminati e da più parti i fedeli chiedono una riforma nella Chiesa percepita solo come un organismo avido di potere. La città di Roma, sulla scia della rivoluzione comunale aveva cacciato il papa, Eugenio III, dandosi un ordinamento repubblicano di stampo pauperistico seguendo le prediche del frate eretico Arnaldo da Brescia. Nel 1147 Eugenio, dopo aver contrattato il suo rientro in città con i rivoluzionari, legge pubblicamente gli scritti di Hildegarde nel Concilio di Treviri, affascinato dalle nuove idee teologiche della badessa di Bingen. Da allora la fama politica della mistica e scienziata è destinata a crescere in tutta l’Europa cristiana, tra predicazioni nelle maggiori cattedrali dell’Impero Tedesco e rapporti epistolari anche molto accesi con le maggiori personalità politiche dell’epoca, dal Conte di Fiandra a Barbarossa. Tutto questo mentre soffre cronicamente di fortissime emicranie; quelle che, interpretate come visioni, avevano dato avvio molti anni prima alla sua vastissima produzione letteraria.
Sito: Almici Giovanni, Hildegarde Von Bingen. Come fu che un mal di testa portò una donna ad essere ammirata da un Papa.
Mariateresa Fumagalli Beonio Bocchieri (cur.), Ildegarda di Bingen, San Paolo Edizioni, Cinisello Balsamo (MI), 2000.
Ildegarda di Bingen, Cause e cure delle infermità, a cura di Paola Calef, Sellerio editore Palermo, 2019.
Thomas Kuhn, La rivoluzione copernicana. L'astronomia planetaria nello sviluppo del pensiero occidentale, Einaudi, Torino, 2000 (prima ed. USA 1957)
François Menant, L’Italia dei comuni (1100-1350), curatore Igor E. Mineo, Viella, Roma, 2020.
Sito del Dizionario Bibliografico degli Italiani, Arnaldo Da Brescia, (consultato il 25/10/2024)
Sito dell' Encyclopaedia britannica, Scivias, (consultato il 25/10/2024)
Sito dell' Enciclopedia Treccani, Ildegarda di Bingen, santa, (consultato il 19/10/2024)
Almici Giovanni, studente di Scienze Storiche all'Università di Trento.
2026-03-10