Piccole pesti

I bambini cristiani e la distruzione fisica della religione pagana tra Messico e India

Bambini e giovani indigeni del Messico che si divertono a dar fuoco ai simboli del culto precristiano insieme ai frati francescani spagnoli. - Immagine generata con l'intelligenza artificiale.

Nelle missioni cattoliche di età moderna, i bambini erano considerati più recettivi ed entusiasti del messaggio cristiano, essendo stati meno influenzati dalla cultura pagana rispetto ai genitori e agli adulti in generale. Dunque i missionari europei si affidarono spesso ai bambini e ai giovani indigeni convertiti, per la diffusione della fede cattolica e lo sradicamento, anche fisico, dei culti precristiani. Il francescano Geronimo de Mendieta racconta infatti che in Messico, ancora alcuni anni dopo la conquista spagnola, erano aperti al pubblico i templi pagani, nei quali si svolgevano cerimonie religiose e sacrifici umani, nonostante i divieti da parte delle autorità. Nel 1525 in diverse città della regione tra cui Città del Messico, Texcoco, Tlaxcala e Guexozingo, i frati francescani decisero di distruggere tali luoghi di culto. In questa impresa, essi furono aiutati da numerosi bambini e giovani, molti dei quali erano figli dei cacicchi indigeni ed erano stati educati fin da piccoli alla fede cristiana, proprio dai frati. Mendieta racconta dunque come i giovani indios diedero fuoco ai templi pagani, paragonando l'avvenimento all'episodio biblico del crollo delle mura di Gerico, il tutto accompagnato dalle risate e dalla gioia dei bambini cristiani. Anche il gesuita Francesco Saverio, nel contesto delle missioni cattoliche nella costa del Malabar negli anni '30 del '500, descrive l'entusiasmo con cui i fanciulli cristiani si impegnavano per sradicare l'idolatria. Infatti insieme, quando i bambini scoprivano la celebrazione di cerimonie pagane o la costruzione di idoli religiosi, informavano il gesuita, il quale si recava nel luogo incriminato. Qui i fanciulli procedevano alla distruzione dei simboli religiosi pagani, accanendosi contro di essi anche con sputi e offese al demonio. È possibile interpretare queste dinamiche non solo nell'ottica di un fanatismo religioso espressione del fervore ed entusiasmo tipico dei giovani, ma anche come una sorta di ribellione giovanile contro le famiglie e gli anziani della società, visti dai giovani convertiti come ostili alla nuova fede, in quanto legati alla religiosità tradizionale.



Bibliografia:

Jeronimo de Mendieta, Historia eclesiastica indianaLinkgua Ediciones, 2024

Francesco Saverio, Dalle terre dove sorge il sole: lettere e documenti dall'Oriente 1535-1552Città Nuova, 2002

Autore:

Leone Buggio, studente triennale dell'Università Ca'Foscari di Venezia

Data di pubblicazione:
2025-12-22