La vittoria di Vittoria

Quella volta in cui i parmigiani si impadronirono del tesoro di Federico II

Attacco da parte dei parmigiani all'accampamento di Federico dalla Cronica figurata di Giovanni Villani. Immagine da Stupormundi.

Siamo nell’inverno dell’anno 1248 e da quasi un anno Parma è posta sotto assedio dall’Imperatore Federico II nell’ambito delle sue campagne per sottomettere i comuni guelfi del nord Italia. Per rendere ancora più simbolica la vittoria, l’Imperatore ha fondato sul proprio accampamento a circa un miglio dalle mura cittadine una nuova città chiamata, appunto, “Vittoria” con la quale intende sostituire Parma quando questa sarà distrutta. A difesa di Parma sta l’esercito guelfo composto da parmigiani e contingenti guelfi alleati, mentre Federico è al comando di una vasta armata che include cavalieri tedeschi, arcieri saraceni, truppe dal Regno di Sicilia e da comuni ghibellini. Mantenere un esercito così grande per un lungo periodo è troppo costoso per le dissanguate finanze dell’Imperatore, che nell’inverno ha congedato molti degli alleati perdendo parte della superiorità numerica. In questo contesto, i guelfi aspettano l’occasione per una sortita decisiva. Essa viene fornita proprio da Federico che, annoiato dai tempi morti dell’assedio, parte con una nutrita scorta di cavalieri per una battuta di caccia lontano da Vittoria. Visto questo, i parmigiani escono con una forza di cavalleria che funge da diversivo e dirotta altri cavalieri imperiali. All’improvviso, l’esercito di Parma al suono delle campane esce dalle mura e attacca il campo ghibellino. Gli imperiali, impreparati, escono in campo aperto, ma vengono sbaragliati dalla superiorità numerica dei nemici. I parmigiani dunque attaccano l’accampamento con frecce infuocate e in breve il panico si diffonde nello schieramento ghibellino che sbanda, mentre i guelfi sfondano le deboli difese poste attorno all’accampamento e iniziano il saccheggio. Per Federico è un disastro e un’umiliazione. Oltre a un migliaio di morti tra soldati filoimperiali e altrettanti prigionieri, i parmigiani catturano un enorme bottino in armi, animali, denaro e gli stessi oggetti personali di Federico, compresa la cancelleria imperiale. La vittoria guelfa non è risolutiva, ma contribuisce al complessivo fallimento del progetto di Federico di dominio sul nord Italia. Per Parma è la fine dell’assedio e uno scampato pericolo.



Bibliografia:

Paolo Grillo, Federico II. La guerra, le città e l’Impero, Mondadori, 2023.

Autore:

Lopiano Emanuele - Laurea magistrale in Scienze storiche - Università degli studi di Milano

Data di pubblicazione:
2026-01-22