La crisi di Fashoda
Quando due imperi sfiorarono la guerra per un villaggio
Carta dell'Africa centrale e orientale all'epoca della crisi - Wikimedia
Nel 1898, due imperi arrivarono faccia a faccia nel cuore dell’Africa. Sarebbe bastato poco per far scoppiare una guerra europea. Il luogo era Fashoda, un villaggio isolato sul Nilo, nel Sudan. Un punto minuscolo sulla carta, ma decisivo per gli equilibri coloniali, poiché qui si incrociavano due visioni opposte dell’impero. La Francia voleva costruire una linea continua da ovest a est, dall’Atlantico al Mar Rosso, mentre la Gran Bretagna puntava a collegare il continente da nord a sud, “dal Capo al Cairo”. Era inevitabile che prima o poi si scontrassero.
Nel 1897, una spedizione francese guidata da Jean-Baptiste Marchand attraversò l’Africa per oltre un anno, in condizioni estreme. L’obiettivo era occupare Fashoda e assicurarsi il controllo dell’alto Nilo. Nel luglio 1898, issò la bandiera francese sul fortino. Nel frattempo, però, i britannici avanzavano da nord. Dopo aver sconfitto le forze locali a Omdurman, che si erano ribellate al dominio inglese, l’esercito guidato da Herbert Kitchener risalì il Nilo. Il 18 settembre 1898 arrivò a Fashoda e trovò i francesi. Marchand però aveva poco più di cento uomini, mentre Kitchener ne aveva oltre millecinquecento. Lo scontro armato sembrava inevitabile, ma invece non accadde. I due comandanti si incontrarono, si parlarono con cortesia, evitarono provocazioni. Ma il vero conflitto non era lì, bensì a migliaia di chilometri di distanza, nelle capitali europee. A Parigi e Londra la tensione esplose e tutti parlavano di guerra, sia opinioni pubbliche che classi dirigenti. Le due potenze si accusavano reciprocamente di aggressione e le flotte vennero mobilitate. Per settimane, l’Europa visse sull’orlo di un conflitto tra le due maggiori potenze coloniali, ma, militarmente, la Gran Bretagna era in posizione dominante. La Francia invece, isolata e indebolita anche da crisi interne, non era pronta per una guerra, così il ministro degli Esteri francese Delcassé ordinò il ritiro. Nel novembre del 1898, la bandiera francese venne ammainata. Marchand e i suoi uomini lasciarono Fashoda e il Sudan restò sotto controllo britannico.
La crisi si concluse senza guerra, ma per la Francia fu una sconfitta diplomatica e un’umiliazione nazionale. Per la Gran Bretagna, una conferma del proprio dominio in Africa. La crisi di Fashoda però segnò la fine della rivalità coloniale diretta tra Francia e Gran Bretagna. Le due potenze compresero che lo scontro aperto non conveniva a nessuna delle due e, pochi anni dopo, nel 1904, firmarono l’Entente Cordiale, ponendo le basi per una futura alleanza.
J. Joll, Le origini della prima guerra mondiale, Laterza, 1999.
Andrea Ricasoli
30/09/2026