La grande scissione del mondo musulmano
La disputa che creò la prima divisione tra i musulmani
Ad oggi, il mondo musulmano è diviso in diverse correnti. Le due più importanti, però, sono la corrente sciita e quella sunnita, che da sempre si sono combattute e che ancora oggi sono in conflitto tra loro sia sul piano teologico che politico. L'origine di questa disputa risale a molti secoli or sono, quando l'Islam era ancora agli albori; si trattò di un evento che segnò profondamente la storia della religione musulmana. - Immagine generata con IA
Nel 632 d.C. morì il profeta Maometto, il fondatore dell'Islam nonché il capo della prima comunità musulmana che si era formata negli anni precedenti grazie alla sua predicazione e alle sue vittorie militari. Ma prima di spirare egli non diede indicazioni precise su chi dovesse essere il suo successore. Questo portò subito a scontri fra i seguaci del profeta, divisi tra una fazione maggioritaria che sosteneva che la scelta doveva avvenire per elezione secondo specifici criteri tribali e una fazione minoritaria che considerava invece Alì, cugino e genero di Maometto, l'unico erede. La prima fazione venne definita "sunnita", letteralmente "seguace della Sunnah" (ossia l'insieme dei comportamenti e delle tradizioni del profeta) ed essa scelse Abu Bakr, amico di Maometto, come primo califfo e quindi capo politico della comunità musulmana; i sostenitori di Alì, invece, furono chiamati "sciiti" (da "shi'at", cioè "partito" o "fazione" in arabo). Questa rivalità, nata per una disputa politica, nei decenni seguenti si consolidò e portò alla formazione di differenze anche sul piano teologico, come per esempio il Corano, che secondo i sunniti sarebbe un testo così perfetto da dover essere seguito alla lettera, mentre per gli sciiti avrebbe bisogno di essere correttamente interpretato dai mujtahid, autorità religiose e legislative islamiche. Ma la differenza fondamentale riguarda la concezione dell'imam, che per i sunniti è il capo della comunità che guida la preghiera e ha solo funzioni religiose, mentre per gli sciiti è sia una guida spirituale che politica in quanto egli sarebbe successore di Alì (e quindi di Maometto) e avrebbe quindi ricevuto l'investitura da Dio stesso. Attualmente gli sciiti costituiscono circa il 10-15% dei fedeli islamici, ma nonostante siano una minoranza la loro fazione è tutt'altro che in declino e la loro rivalità con i sunniti, unita alle varie differenze di concezione teologica e politica che si sono affermate nel corso dei secoli, permane influenzando considerevolmente le relazioni tra gli Stati musulmani, come quella tra l'Iran (la principale roccaforte sciita del mondo musulmano) e l'Arabia Saudita (uno dei più rigidi Stati sunniti al mondo), due Paesi in lotta per estendere la propria influenza nel Medio Oriente. Si può quindi affermare che la disputa originaria, inerente alla successione del profeta Maometto, sia stato uno degli episodi più importanti della storia dell'Islam, tanto che ancora oggi essa costituisce un motivo di diatriba, quando non odio puro, tra i due gruppi di questa fede religiosa.
Fred M. Donner, Maometto e le origini dell’islam, Einaudi, 2011.
Massimo Campanini, Ideologia e politica nell’islam, Il Mulino, 2008.
Massimo Campanini, I sunniti, dalle origini allo stato islamico, Il Mulino, 2016.
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13/04/2026