Origine dei tattoo
Storia di una antichissima arte ornamentale e non solo
Alcuni dei tattoo nel corso degli anni - Immagine generata con IA
Ritenuti un mero ornamento estetico non sempre ricco di significato, in realtà il tatuaggio (e l'arte che ne deriva per la sua realizzazione) ha radici antichissime ed i suoi usi variavano dal sacro, al sociale al bellico. Servivano per raccontare la propria identità, la propria cultura, il propprio rango sociale e la propria fede.
Le prime testimonianze dei tatuaggi affondano le loro radici addirittura nella preistoria e più precisamente su uno dei suoi soggetti più conosciuti: Ötzi (noto anche come "l'Uomo venuto dal ghiaccio" o "del Similaun"), il quale, presentava sul suo corpo più di sessanta tattoos composti da linee e simboli geometrici probabilmente aventi, secondo gli esperti, una funzione terapeutica o rituale, simile a una forma primitiva di agopuntura. Altro uso della pratica tatuatoria era quella di identificare determinate classi sociali o persone: gli antichi greci e romani tatuavano gli schiavi, i prigionieri o i criminali per identificarli (pratica ripresa anche dai nazisti nei campi di concentramento dove gli ebrei recavano il loro numero di matricola sul braccio o in rari casi sull'addome). Il tattoo aveva quindi qui una valenza negativa e di punizione; al contrario delle popolazioni norrene o "barbare" (secondo i romani) le quali si marchiavano il corpo a scopo bellico per incutere timore o a scopo rituale o spirituale (rune,...). In Asia, invece, il tatuaggio sviluppò significati più complessi dando vita alla straordinaria arte del tatuaggio giapponese, conosciuta come irezumi, caratterizzata da grandi composizioni colorate raffiguranti draghi, carpe koi, samurai e creature mitologiche. Discorso analogo per i famosi tattoo Maori della Nuova Zelanda le cui tribù si tatuavano il volto con simboli complessi richiamando un significato di forza, bellezza ed identità culturale. Con il Medioevo ed il diffondersi del Cristianesimo, la pratica tatuatoria venne denigrata in quanto la Chiesa la considerava come rovinare una creazione divina [il corpo umano], facendola quasi sparire dall'Europa. Con l'arrivo della modernità si cominciò a riscoprire tale affascinante pratica, soprattutto tra i marinai e soldati, con un significato particolare: protezione durante il viaggio, ricordo della famiglia oppure esperienza accumulata nelle guerre.
La storia dei tattoo si intreccia a quella umana da migliaia di anni. Dalle antiche tribù preistoriche ai moderni studi artistici, il tatuaggio ha attraversato culture, religioni e continenti assumendo significati differenti, esso rappresenta ancora oggi un modo profondo e storico per esprimere chi siamo davvero.
Paolo Macchia, Maria Nannizzi, Sulla nostra pelle. Geografia culturale del tatuaggio, Pisa University Press, 2019
Jerome Pierrat, Tatuaggi. Storia di una pratica ancestrale, Sonda, 2019
30/10/2026