Galeotto Manfredi e le mannaie
Storia di una mattanza all'italiana
Uomo medievale con in mano una mannaia - Immagine creata con IA
Le mannaie sono lame affilate dalla forma squadrata smussata ai lati, molto utili per smembrare la carne e quindi da sempre usate come strumento prediletto nelle macellerie e nelle fondine di briganti e malintenzionati. Entrate anche nella cultura pop come arma di molti serial killer e personaggi horror. Proprio a tal riguardo la mannaia fu protagonista di un macabro evento accaduto nell'Italia di pieno Medioevo - più precisamente nel 1488 - tanto da dare il nome a tale episodio funesto: il massacro delle mannaie.
Queta cronaca all'italiana piena di sangue, morte, amore e tradimento inzia con due persone: Galeotto Manfredi - Signore di Faenza - e Francesca Bentivoglio, figlia di uno degli uomini più ricchi ed influenti di Bologna. I due, uniti in matrimonio a fini politici e con un figlio, non andavano da tempo d'accordo per via di una focosa storia di amore passata tra Galeotto e una certa Cassandra - figlia di un ricco speziale - la quale si vide infrangere la promessa di matrimonio dal Manfredi. La cosa fece infuriare il padre di Francesca, Giovanni, il quale venne calmato solo dall'intervento di Lorenzo il Magnifico che negò la relazione con Cassandra per favorire (anche per i suoi scopi politici) quella con Francesca. Galeotto però non volle saperne di rinunciare a Cassandra e così nel 1487 la fece sistemare in un monastero di Faenza per poterla poi invitare a palazzo quando voleva, sotto le finte spoglie di monaca, mandando avanti la relazione in segreto. Essa venne però scoperta nel 1488 e, per vendetta, Francesca fece uccidere Galeotto da tre sicari, innescando un clima di sospetti e violenze che sfoceranno nel già nominato "massacro delle mannaie".
Non felici di essere comandati da una donna, la quale aveva ucciso il marito, il popolo di Faenza decise di ribellarsi e di chiedere l'aiuto del "Magnifico" il quale coordinò da dietro le quinte la rivolta popolare per impossessarsi della città. Il 4 Giugno 1488, mentre i nobili di Faenza erano riuniti a cena nel castello, il castellano (complice di De Medici) aprì le porte ai rivoltosi al grido di: “Muoiano tutti i traditori!” In men che non si dica una folla inferocita armata di mannaie salì le scale del castello precipitandosi alla porta del salone dove si teneva il banchetto e dopo averla sfondata massacrarono chi sfortunatamente non era riuscito a mettersi in salvo.
Il massacro delle mannaie rappresenta un mix di violenza, passione, tradimento ed intrighi politici più affascinanti del XV secolo. Altra faccia della bellezza rinascimentale italiana.
Bernardi Andrea, Cronache Forlivesi dal 1476 al 1517, Legare Street Press, 2022
27/08/2026