ARTICOLO DEL GIORNO

21/04/2026

Da apologeta ad apostata

Storia e parabola religiosa di Fabian Fucan, giapponese deluso dai gesuiti

Illustrazione raffigurante Fabian Fucan risalente al 1665. - Commons Wikimedia.

Fabian Fucan nacque nella regione di Kyoto, in Giappone, intorno al 1565. Inizialmente entrato in un monastero buddhista, nel 1583 si convertì al cattolicesimo, divenendo dojuku (catechista legato alla Compagnia di Gesù) l’anno dopo. Nel 1586 fu ammesso tra i gesuiti in qualità di iruman (confratello laico), collaborando con i missionari nella traduzione di opere europee in giapponese, predicando pubblicamente e partecipando a dispute con buddisti e neoconfuciani. Nel 1605 scrisse il Myotei Mondo (il dialogo tra Myoshu e Hyu), in cui, attraverso il dialogo tra due nobildonne, presentava al pubblico la religione cristiana e confutava le altre fedi e dottrine presenti in Giappone (Shintoismo, buddhismo e confucianesimo). In quest’opera è evidente la formazione ricevuta dai gesuiti: Fabian, infatti, presenta diversi concetti estranei alla cultura giapponese e propri della filosofia occidentale, come quello di anima razionale, di Dio come causa efficiente, di sostrato e di materia. Nell’opera fa espliciti riferimenti al contesto giapponese. Scrive infatti che, nel comandamento di adorare un unico Dio, è implicito il divieto di venerare i kami, che Fabian definisce come forme assunte dal demonio. A proposito dell’onorare il padre e la madre, parla invece esplicitamente di pietà filiale, un concetto caro alla cultura giapponese. Difende anche i gesuiti europei dalle accuse di essere agenti di potenze straniere e fomentatori di discordia tra i giapponesi, affermando al contrario che i cristiani erano fedeli sudditi dell’imperatore e dello shogun e che la cristianizzazione del paese avrebbe portato a prosperità e armonia. Nonostante fosse suo desiderio, i gesuiti non lo ammisero mai al sacerdozio: è possibile, infatti, che questi ultimi avessero cambiato idea sulle sue abilità in seguito ad un suo disastroso dibattito contro un saggio neoconfuciano. Fucan lasciò dunque la Compagnia, e alcuni anni dopo riapparve come collaboratore della autorità giapponesi negli anni delle persecuzioni anti-cristiane dello shogunato dei Tokugawa. Non era infatti raro che le autorità si servissero di apostati giapponesi per ottenere informazioni e nomi di cristiani. Egli non si limitò ad abiurare la propria fede e passare dalla parte dei suoi persecutori: nel 1620 infatti scrisse un’opera, Ha Daisu (Contro il dio cristiano), in cui esponeva la falsità e la pericolosità della dottrina cristiana e dei missionari. In particolare, Fucan accusava i gesuiti europei di razzismo, dal momento che, a detta sua, essi si rifiutavano di ammettere al sacerdozio i giapponesi.



Bibliografia:

Adriana Boscaro, Ventura e sventura dei gesuiti in Giappone (1549-1639), Cafoscarina Publishing House, 2008

Site: Pierre Humbertclaude, Myotei Mondo. Une Apologetique Chretienne Japonaise de 1605, Monumenta Nipponica, 1939, Vol. 2, No. 1, 1939, Accessed July 2025

Autore:

Leone Buggio

Data di pubblicazione:
21/04/2026