La congiura dei Pazzi
Il giorno in cui i Medici si presero definitivamente Firenze
L'omicidio di Giuliano de' Medici nel Duomo di Firenze - Wikimedia
È domenica di Pasqua, 26 aprile 1478. La città è raccolta in preghiera nel Duomo e, quando il sacerdote solleva l’ostia, scatta il segnale. Due pugnali colpiscono all’improvviso. Giuliano de’ Medici cade sotto una raffica di coltellate e suo fratello Lorenzo, bersaglio principale, riesce invece a sottrarsi al colpo mortale e si rifugia nella sagrestia, ferito ma vivo. È la "congiura dei Pazzi".
Firenze, in quegli anni, è il cuore pulsante del Rinascimento, una città ricca, colta e potente. Formalmente è una repubblica, ma il potere reale è nelle mani dei Medici, una importantissima famiglia di banchieri. I Pazzi, antica famiglia di banchieri rivale dei Medici, non accettano di restare nell’ombra. Attorno a loro si coagulò una rete di interessi più ampia, poiché la Firenze medicea era diventata un soggetto ricco e potente negli equilibri italiani: gli alleati papa Sisto IV ed il re di Napoli Ferdinando I, insieme ad altri stati italiani, si avvicinarono ai Pazzi per metterli contro i Medici, questi ultimi vicini alla Milano sforzesca che si ponevano l'obiettivo geopolitico di mantenere l'equilibrio dei poteri in Italia. Venne quindi pianificata una congiura per ridisegnare gli equilibri della penisola, con i Pazzi posti come esecutori. Il piano è quello di eliminare Lorenzo e Giuliano de' Medici nello stesso momento, prendere il controllo della città e presentarsi come liberatori.
Mentre nel Duomo si consuma l’assassinio, in un altro punto della città l’arcivescovo Francesco Salviati tenta di occupare il Palazzo della Signoria, ma il colpo non riesce. Jacopo de’ Pazzi cavalca tra le strade gridando “libertà”. Ma la città non lo segue e, al contrario, si schiera con i Medici. In poche ore, la congiura si rovescia contro i suoi stessi autori e la vendetta è immediata. I congiurati vengono catturati, impiccati alle finestre del Palazzo della Signoria e trascinati per le strade. In totale, decine di persone pagano con la vita.
Lorenzo il Magnifico sopravvive e da quel momento diventa il simbolo stesso di Firenze. Il fallimento della congiura rafforza proprio ciò che voleva distruggere. Il consenso intorno ai Medici cresce, l’opposizione viene annientata e la città si compatta attorno al suo signore.
F. Cardini, La Congiura: Potere e vendetta nella Firenze dei Medici, Laterza, 2018.
Monaci Diego
24/09/2026