L’uomo che rifondò la Francia
Come Charles de Gaulle trasformò una crisi in una nuova Repubblica
Il presidente Charles De Gaulle nel 1961 - Wikimedia
Nel maggio 1958 la Francia è sull’orlo del collasso. Il governo cade, l’esercito è in rivolta ad Algeri e la guerra d’Algeria sta lacerando il Paese. A un passo dal colpo di Stato, la Quarta Repubblica mostra tutta la sua fragilità, con governi brevi e instabilità cronica.
In mezzo al caos, torna a circolare il nome di Charles de Gaulle. Il generale è fuori dal potere da anni, ma non è mai davvero scomparso. Convinto di incarnare la Francia stessa, De Gaulle aspetta. Egli è convinto che la IV Repubblica, una repubblica parlamentare nella quale il governo è strutturalmente debole, non può sopravvivere a lungo. E quando la crisi raggiunge il punto di rottura, si fa avanti.
Il 13 maggio 1958, ad Algeri, militari e coloni francesi creano un “Comitato di salute pubblica”. Temono che Parigi abbandoni l’Algeria. Vogliono un uomo forte, ovvero De Gaulle. A Parigi, il governo è paralizzato. Il rischio è concreto: o si affida il potere a de Gaulle, o l’esercito potrebbe prenderlo con la forza. Il 1° giugno 1958, il Parlamento vota. De Gaulle diventa presidente del Consiglio con poteri straordinari. Egli però ha un progetto preciso: non solo quello di risolvere la crisi d'Algeria, ma anche cambiare le regole del gioco. Per lui, la debolezza della Francia nasce dalla sua costituzione. Troppo potere ai partiti, governi instabili, nessuna guida solida. Serve un esecutivo forte e legittimato dal popolo, così, in pochi mesi, lavora a una nuova carta costituzionale.
Il testo rafforza la figura del presidente, a cui affida più poteri, più stabilità, più continuità. È una rifondazione, una nuova repubblica. Il 28 settembre 1958, i francesi votano al referendum ed approvano in modo plebiscitario la carta costituzionale. Nasce così la Quinta Repubblica. Il presidente non è più una figura simbolica, ma è il centro del potere politico. Può sciogliere l’Assemblea, indire referendum, guidare la politica estera e di difesa.
Nel 1959, de Gaulle diventa il primo presidente della nuova Repubblica e finalmente governa come aveva immaginato. Ma la prova decisiva è la crisi d’Algeria. Molti dei suoi sostenitori si aspettano che la mantenga francese. De Gaulle, invece, capisce che la guerra è insostenibile, così cambia linea e nel 1962 concede l’indipendenza ai nordafricani. È una scelta che spacca il Paese e provoca attentati, ma segna anche la fine di un conflitto sanguinoso.
La Quinta Repubblica sopravvive a crisi, proteste e cambi di leadership, compresa quella dello stesso de Gaulle. Quando lascia il potere nel 1969, dopo aver perso un referendum, lo fa senza forzature.
U. Coldagelli, La quinta Repubblica. Da De Gaulle a Sarkozy. L'evoluzione di un presidenzialismo extra-costituzionale, Donzelli, 2009.
Monaci Diego
03/11/2026