Il sistema di Canton
Come connettere le potenze europee attraverso il tè
Le 'factories' a Canton alla metà dell'Ottocento. Sullo sfondo si scorgono la bandiera americana, quella francese, quella britannica e quella danese. Autore anonimo. - WikiCommons.
Nel corso del Settecento, la città cinese di Canton (Guangzhou) divenne uno snodo commerciale strategico per il commercio globale del tè, bevanda particolarmente richiesta dai britannici, rappresentati dalla celeberrima Compagnia delle Indie Orientali (East India Company). Nel 1757, l'imperatore cinese Qianlong ordinò che tutti gli uffici doganali - escluso quello di Canton - venissero chiusi. Canton non fu una scelta casuale: grazie alla sua posizione geografica, la regione di Canton (detta anche Guangdong) aveva infrastrutture portuali molto avanzate che non solo la collegavano agli altri porti dell'Asia, ma anche al suo entroterra. Di conseguenza, data l'altissima domanda di tè in Europa, tantissime compagnie commerciali europee furono costrette a stabilirsi a Canton, inaugurando un sistema che durò fino alla prima guerra dell'oppio (1839-1842). Prima di tutto, i cinesi, nonostante fossero sospettosi del numero crescente di mercanti europei stanziati a Canton, erano consapevoli che il tè era cruciale per la loro economia; di conseguenza, il loro obiettivo era quello di mantenere un saldo controllo sull'area. Per fare ciò, si costruì un vero e proprio quartiere tra le mura della città e il Fiume delle Perle: gli edifici in cui vivevano i mercanti venivano chiamati 'factories', un termine inglese che indica la fabbrica ma che può essere tradotto come 'magazzino', dato che in essi venivano conservate le scorte e materie prime da commerciare. Ognuna di queste 'factories' (o, in cinese, Shisanhang) era identificata con la bandiera della nazione lì installata: tra esse, si possono annoverare, oltre alla EIC, le compagnie americane, francesi, olandesi, danesi e persino svedesi. Questo sistema, dunque, aveva il preciso scopo di limitare il più possibile l'influenza dei mercanti provenienti dall'estero nelle transazioni dirette. A sovrintendere questo sistema e a garantirne il corretto funzionamento, vi era un funzionario chiamato Hoppo, il quale era in contatto con la corporazione dei mercanti cinesi e supervisionava le trattative con le compagnie commerciali europee.
Paul van Dyke, The Canton Trade: Life and Enterprise on the China Coast, 1700-1845 Hong Kong University Press, Hong Kong, 2005
Chung-yam Po, 'Conceptualizing the Blue Frontier: The Great Qing and the Maritime World in the Long Eigteenth Century', Tesi di Dottorato, Università di Heidelberg, 2013, pp. 146-203.
Erika Rappaport, A Thirst for Empire: How Tea Shaped the Modern World Princeton University Press, Princeton, 2017
24/04/2026