Un banchetto mortale
Sbarazzarsi di un rivale
Nerone offre la coppa a Britannico - Immagine creata con IA
Tra gli episodi più controversi legati all’ascesa di Nerone vi è, senza dubbio, il suo presunto ruolo nell’avvelenamento di Britannico, figlio dell'imperatore Claudio e della sua terza moglie, Messalina. Nato come Tiberio Claudio Cesare Germanico, il titolo onorifico di Britannico gli venne attribuito dal padre due anni dopo la nascita. Claudio, infatti, rifiutò il medesimo titolo offertogli dal Senato per la conquista della Britannia e decise di conferirlo al figlio.
Dopo la morte dell’imperatore – che si diceva fosse stato avvelenato dalla nipote e moglie Agrippina tramite funghi velenosi, di cui era ghiotto – Nerone, che anni prima era già stato adottato da Claudio grazie all’influenza della madre, fu acclamato nuovo princeps, scalzando così Britannico, che in quel momento aveva dodici anni e non era certamente in grado di opporsi al potere di Agrippina.
Non passò molto tempo prima che si ritenesse che Britannico, pur avendo solo tredici anni, potesse rappresentare un ostacolo. Le motivazioni che portarono a ciò che accadde in seguito sono piuttosto fumose: si diceva che Agrippina, timorosa di perdere il suo ascendente sul figlio, volesse sostituirlo con Britannico, benché tale teoria risulti improbabile alla luce delle sopracitate - e presunte - macchinazioni di Agrippina per portare il figlio – e di conseguenza sé stessa – al potere. Probabilmente influenzato da Seneca o da chi gli stava vicino, Nerone pare fosse stato infine convinto a sbarazzarsi di Britannico, onde evitare possibili problemi.
Nel 55 d.C., il giovane trovò quindi la morte per avvelenamento durante un banchetto, al quale erano presenti sia Nerone sia il giovane Tito Flavio Vespasiano. Tito doveva essere vicino alla corte, in quanto suo padre Vespasiano fu uno dei principali legati imperiali durante le campagne britanniche di Claudio. Il futuro imperatore, amico di entrambi, pare abbia avuto un malore per aver assunto accidentalmente una parte del veleno. La morte di Britannico fu fatta passare per un attacco epilettico, il che tuttavia non è del tutto da escludere come possibile causa del decesso, dato che si diceva che il giovane ne soffrisse fin dalla nascita e si presume che la sua esclusione dalla successione fosse attribuibile anche a ciò. Il complotto che Svetonio attribuisce a Nerone potrebbe inoltre essere spiegato con la ben nota ostilità delle principali fonti nei confronti degli imperatori giulio-claudi, in particolare proprio Nerone e lo zio Caligola.
Anni dopo, Tito, durante il suo breve principato, fece erigere diverse statue in onore dell’amico.
Svetonio, Vite dei Cesari, Bur-Rizzoli, Milano, 1982.
Tacito, Annali, Bur-Rizzoli, Milano, 1981.
31/08/2026