La sfida (vinta) lanciata da Metternich a Napoleone
Storia del celebre incontro di Dresda tra l'abile cancelliere austriaco e l'Imperatore dei francesi
Napoleone e Metternich a colloquio a Palazzo Marcolini, Dresda. L'imperatore punta il dito con rabbia verso l'austriaco, considerando irricevibili le sue richieste. - Wikimedia
Il 26 giugno 1813 avvenne a Dresda, a Palazzo Marcolini, l'incontro tra gli alleati Napoleone e Metternich. Il cancelliere austriaco si diresse là con l'obiettivo di una mediazione tra i principali contendenti, Francia da una parte e Russia, Prussia e Gran Bretagna dall'altra, possibilmente a vantaggio dell'Austria. Egli aveva in mente, infatti, che il sistema europeo tornasse ad una situazione di equilibrio, senza che ci fosse un chiaro egemone, come in quel momento era la Francia (il cui potere si estendeva dalla Spagna alla Germania orientale, dopo aver perso la Polonia a seguito della sconfitta nella campagna di Russia). Le sue richieste verso l'Imperatore furono quelle di rientrare nei confini storici francesi, tra Pirenei, Alpi e Reno, evacuando quindi l'Italia, la Spagna ma soprattutto la Germania, area decisiva per l'esistenza o meno di un equilibrio di potere in Europa in quanto situata al centro del continente. Napoleone rifiutò seccamente, spiegando che “il mio potere non sopravviverà al giorno in cui io avrò cessato di essere forte e, di conseguenza, di essere temuto”. Un potere, quindi, dalle radici precarie, figlio della forza e delle vittorie militari e che vive solo nel presente; una sua evidente sconfitta innescherebbe delle aspre rivolte non solo nei territori occupati, ma anche da parte dei francesi, in guerra ininterrottamente da oltre 20 anni e che vedrebbero i loro figli e familiari caduti invano.
Passarono nove ore, ma nessuno aveva ceduto sulle proprie posizioni; per cui Metternich si congedò con tono di sentenza: "Voi siete perduto, Sire. Ne avevo il presentimento venendo qui; ora che me ne vado, ne ho la certezza".
Metternich e l'imperatore d'Austria Francesco I vivevano in modo sofferente l'alleanza in subordine alla Francia, dopo essere stati sconfitti militarmente ben 3 volte (Marengo 1800, Austerlitz 1805, Wagram 1809) e rischiando lo smembramento dell'Impero d'Austria, scongiurato soltanto dalla concessione a Napoleone di poter sposare la figlia di Francesco I, Maria Luisa. La sconfitta in Russia e la formazione della 6^ coalizione antifrancese, con inizialmente Russia, Gran Bretagna e Prussia, consentì a Metternich di avere un ampio margine di manovra a Dresda, dando a Napoleone 2 opzioni: ritirarsi da Germania, Italia e Spagna, oppure l'Austria si sarebbe unita alla 6^ coalizione.
Napoleone rifiutò e l'Austria si unì alla coalizione, che sconfisse le armate francesi il 19 ottobre 1813 a Lipsia. Fatto che diede avvio al progressivo ritiro francese dai territori occupati, fino all'abdicazione di Napoleone il 6 aprile 1814.
L. Mascilli Migliorini, Metternich. L'artefice dell'Europa nata dal Congresso di Vienna , Roma, Salerno Editrice, 2014.
Diego Monaci
12/07/2026