Il re di cristallo
Carlo VI e la sua infermità mentale
Re Carlo VI di Francia convinto di essere di cristallo - Immagine generata con IA
La cultura pop odierna spopola di personaggi eroici o meno con corpi particolarmente resistenti e composti da elementi naturali: superman "l'uomo d'acciaio", Johnny la "torcia umana" o mr Fantastic fatto di gomma; eppure anche la Francia medievale poteva vantare un re con una simile componente fisica... o almeno era quello che Carlo VI di Valois (1368 -1422) credeva di sé.
Passato alla storia come "il re folle", Carlo VI divenne re accompagnato da grandi speranze ed aspettative, cadendo poi in una sempre più oscura follia che porterà la Francia ad un disastroso destino nella Guerra dei Cent'anni. Tra i numerosi deliri associati al re francese, il più famoso era certamente quello per il quale esso era convinto che il suo corpo fosse fatto interamente di cristallo e di vetro e che il minimo urto o contatto troppo deciso, lo avrebbe fatto rompere in mille pezzi e quindi morire. Tale ossessione era abbastanza diffusa nell'Europa medievale dove molte persone si convincevano che i loro corpi fossero in realtò fatti di materiali estremamente fragili (il vetro rappresentava allo stesso tempo purezza e vulnerabilità). Questo delirio portò re Carlo VI ad isolarsi dai cortigiani, proibire alla gente di toccarlo, indossare abiti imbottiti a scopo protettivo e di conseguenza peggiorò la sua già fragile instabilità mentale (oggi si pensa soffrisse di bipolarismo e schizofrenia) causando disordini al regno in quanto un re inadatto in gran parte a governare (il potere venne spartito tra i suoi parenti come la famiglia dei Borgognoni). Negli ultimi anni della sua vita Carlo VI visse quasi completamente isolato dalla realtà. Le crisi di follia divennero sempre più frequenti e lunghe.
La vicenda di Carlo VI di Valois rappresenta uno dei casi più affascinanti di intreccio tra storia, politica e malattia mentale (all'epocamedievale trattata come un tutt'uno col dolore fisico e vista come una punizione divina o un abominio da allontanare). Il suo celebre delirio di essere fatto di cristallo è diventato simbolo della fragilità umana e del peso psicologico del potere, il quale non sempre trovava uomini in grado di reggerlo, ma che venivano schiacciati sotto la stessa corona che erano chiamati a portare. Dietro la figura del “re folle” si nascondeva infatti un uomo tormentato, vissuto in un’epoca violenta e instabile, incapace di distinguere la realtà dalle proprie paure. La sua malattia non cambiò soltanto la sua vita, ma influenzò profondamente il destino della Francia medievale (risollevato poi da Giovanna D'arco).
R. Brusegan, Fabliaux. Racconti francesi medievali, Einaudi, 1997
08/10/2026