ARTICOLO DEL GIORNO

27/02/2026

L'ultimo metropolita greco della Rus'

La sfortunata vicenda di Isidoro di Kyiv

Isidoro di Kyiv di fronte a Basilio II di Mosca (Cronaca illustrata di Ivan il Terribile -Wikimedia Commons)

Nel 1437 all’interno di un contesto dominato dalle discussioni relative all’Unione delle Chiese cattolica e ortodossa, il patriarca di Costantinopoli Giuseppe II nominò metropolita di Kyiv e di tutta la Rus’ (carica la cui sede si trovava però a Mosca sin dal 1325) Isidoro, religioso originario della Tessalonica e favorevole all’Unione, che fu l’ultimo capo spirituale greco della Rus’.

Dopo l’investitura Isidoro raggiunse Mosca, ma vi si trattenne solo per pochi mesi poiché si diresse rapidamente in Italia, dove stava per prendere avvio il Concilio di Ferrara-Firenze, il cui obiettivo era conseguire proprio l’Unione delle Chiese. Fu ciò che avvenne il 6 luglio 1439, quando alla presenza dell’imperatore bizantino Giovanni VIII Paleologo e di papa Eugenio IV venne sottoscritta la bolla Laetentur coeli, professante la riunificazione tra la Chiesa romana e quella greca e tra i cui firmatari figurava anche Isidoro, in tale sede nominato cardinale.

In seguito ai fatti fiorentini egli fece ritorno a Mosca, dove il 22 marzo 1441, Domenica delle Palme, tenne una funzione nella cattedrale della Dormizione del Cremlino in cui lesse l’atto d’Unione e recitò una preghiera per il papa. Prese poi parte assieme al granduca Basilio II ad una processione per le strade della città in presenza di una grande croce latina.

Appena tre giorni dopo Isidoro venne fatto arrestare da Basilio, influenzato dal clero locale veementemente ostile all’Unione, con l’accusa di apostasia. A questo punto Mosca richiese al nuovo patriarca unionista di Costantinopoli Metrofane di Cizico il diritto di eleggere autonomamente un nuovo metropolita, ma la risposta fu negativa; di fronte a tale rifiuto, nel 1443 il sinodo vescovile russo procedette comunque con l’elezione autonoma di Giona, rivale di Isidoro, sancendo la fine della dipendenza amministrativa della Chiesa moscovita da Costantinopoli e avviando quel processo che in pochi anni avrebbe portato alla sua autocefalia.

Quale fu il destino di Isidoro? Rilasciato dalla prigionia si diresse nella Seconda Roma, dove si trovava nel momento in cui la città venne presa dai Turchi nel 1453. In seguito a ciò fuggi nuovamente, stavolta a Roma, dove morì nel 1463.



Bibliografia:

G. Codevilla, Storia della Russia e dei Paesi limitrofi: Chiesa e Impero, vol. I: Il medioevo russo, secoli X-XVII, Milano, Jaca Book, 2016.

M. P. Pagani, Il “perfido” protagonista: Isidoro di Kiev al concilio di Firenze del 1439, in G. De Rosa, F. Lomastro (a cura di), L’età di Kiev e la sua eredità nell’incontro con l’Occidente. Atti del convegno, Vicenza 11-13 aprile 2002, Roma, Viella, 2003, pp. 157-180.

Autore:

Marco Gianese - studente magistrale di Storia, Università Ca' Foscari Venezia.

Data di pubblicazione:
27/02/2026