ARTICOLO DEL GIORNO

28/06/2026

L'eroica difesa del Pe - Tang

Un dimenticato atto di eroismo all'interno della guerra dei boxer

Immagine che raffigura idealmente le truppe italiane che si difendono dall'assedio del Pe - Tang da parte delle forze armate cinesi e dei boxer - Immagine generata con IA

La Ribellione dei Boxer (1899-1901) esplose in Cina come reazione violenta contro l’influenza straniera e le missioni cristiane, accusate di sovvertire l’ordine sociale e imporre valori estranei alla tradizione imperiale. Il movimento, sostenuto da settori conservatori della corte Qing, si trasformò rapidamente in un’insurrezione armata che prese di mira diplomatici, commercianti, missionari e convertiti cinesi. Nella primavera del 1900, la situazione precipitò: i Boxer raggiunsero Pechino e, con l’appoggio di reparti regolari dell’esercito imperiale, circondarono il quartiere delle Legazioni, dove si erano asserragliati diplomatici e civili stranieri. L’assedio durò 55 giorni e l'evento rieccheggiò sui giornali di tutto il mondo che omisero tuttavia di trattare dei successivi massacri e saccheggi compiuti dalle truppe giunte in soccorso a danno della capitale cinese e dei suoi abitanti. 

Parallelamente, nel nord della città, si trovava il vasto complesso cattolico del Pe-Tang, una missione lazzarista francese che dava rifugio a migliaia di cristiani perseguitati. Nonostante sia meno noto della difesa delle Legazioni, il Pe-Tang affrontò condizioni altrettanto critiche: scarsità di viveri, bombardamenti continui, fallimenti nei tentativi di comunicare con gli altri difensori. Il perimetro era fragile e la presenza di numerosi civili rendeva la tenuta ancor più difficile. Era concreta una vera e propria minaccia di sterminio, poiché i Boxer consideravano i convertiti cinesi traditori e i missionari agenti dell’influenza occidentale.

Nel cuore di questa difesa si distinse un piccolo reparto internazionale, tra cui alcuni militari italiani. Tra essi figurava il tenente di vascello Angelo Olivieri, della Regia Marina, che operava sotto il comando di un capitano francese. Durante uno dei più violenti bombardamenti che colpirono il Pe-Tang, un’esplosione fece crollare parte delle strutture difensive: il comandante francese rimase schiacciato dalle macerie davanti ai suoi uomini, perdendo la vita. In quel momento di caos, Olivieri assunse immediatamente il comando delle forze presenti, riorganizzando la difesa, stabilendo nuove postazioni di tiro e riuscendo a respingere gli assalti successivi. La sua prontezza evitò il cedimento del settore e contribuì in modo decisivo alla sopravvivenza del complesso, resistito fino all’arrivo della colonna di soccorso internazionale nell’agosto 1900; per le sue azioni il tenente Olivieri sarà poi insignito della medaglia d'oro al valor militare.



Bibliografia:

Alberini, P. & Rainero, R.H. (edited by), Missioni militari italiane all’estero in tempo di pace 1861-1939: Atti del Convegno di studi (Milano, 25-26 ottobre 2000), Rome: Italian Commission of Military History, 2001.

Autore:

Borsoi Lorenzo - Studente in magistrale di relazioni internazionali comparate Ca' Foscari 

Data di pubblicazione:
28/06/2026