Pellegrini e pellegrine a Roma nel Medioevo
L'accoglienza dei fedeli nella Città Eterna nel corso dei secoli
Pellegrini a Roma per il primo Giubileo nell'anno 1300 - Wikimedia Commons
Si avvicina il Giubileo indetto da Papa Francesco per il 2025 e Roma si prepara ad accogliere pellegrini e pellegrine da tutto il mondo. La Città Santa è però abituata a dover gestire l'accoglienza e l'afflusso dei fedeli sin dall'Alto Medioevo, in quanto centro spirituale della Cristianità.
Le fonti, tutte ecclesiastiche, testimoniano come già dal VII e VIII secolo arrivava a Roma un flusso costante di pellegrini, man mano che le popolazioni europee si convertivano al Cristianesimo: prima angli e sassoni, poi svedesi, norvegesi, persino islandesi. Ad attrarre i fedeli non era ancora il Giubileo (che sarà istituito solo nell'anno 1300 da Bonifacio VIII) ma le tombe degli apostoli Pietro e Paolo, le tantissime reliquie, la Veronica e poi sempre più la vendita delle indulgenze per i fedeli che si recavano in città.
Se è difficile fare una stima riguardo il totale dei pellegrini che si recarono a Roma nel corso dei vari secoli (spesso le fonti riportano lo stupore degli abitanti per il gran numero dei fedeli e la forte concorrenza tra gli albergatori) possiamo però affermare che tra di essi vi era un gran numero di donne, secondo alcuni studi anche un terzo del totale, e tra di esse la più importante fu senza dubbio santa Brigida di Svezia.
Furono tre le principali istituzioni, oltre ad alberghi ed osterie, fondate dai Papi per la gestione dei pellegrini. Dapprima le diaconie, nate per l'alimentazione dei romani ma ben presto con funzioni di aiuto anche verso i pellegrini, e gli xenodochia, ostelli destinati esplicitamente per l'ospitalità degli stranieri, ma solo per un breve soggiorno. Più importanti divennero le scholae, che a partire dal VII secolo sorsero intorno la Basilica di San Pietro. Divise man mano a seconda della nazionalità (così troviamo una schola sassone, una franca, ecc.) esse ospitavano gli stranieri per lunghi periodi: molti decidevano di restare a vita nella Città Eterna, fondando vere e proprie colonie di nuovi e stabili cittadini. L'insieme di queste scholae formò una cittadella cosmopolita, che divenne quella che ancor oggi è chiamata la Città Leonina (da papa Leone IV).
Una storia millenaria quindi, che si prepara a ripetersi il prossimo anno.
Andrè Vachez, Roma Medievale, Bari 2001, Editori Laterza, pagg. 214-240, con particolare riferimento al saggio "Pellegrini, stranieri, curiali ed ebrei" di Anna Esposito
Carlo De Vita
26/01/2026