La pace di Nicola II
La convenzione dell'Aja voluta dall'ultimo zar di Russia
Ritratto di Nicola II - Wikipedia
In un'epoca, tra l'Ottocento e la prima metà del Novecento, in cui tutte le maggiori potenze spendevano anche i tre quarti delle loro risorse nel campo degli armamenti, sia a scopo difensivo sia offensivo, lo zar Nicola II Romanov (1868–1918) decise di intraprendere una strada diametralmente opposta: quella della pace.
Da sempre di natura mite e pacifista, il giovane zar Nicola disprezzava la guerra e la violenza, tanto che, poco dopo essere diventato zar di tutte le Russie, decise di indire nel 1898, anche su invito del suo lungimirante ministro Witte, una vera e propria conferenza alla quale parteciparono le principali potenze europee, con molte delle quali lo zar era imparentato: Germania, Danimarca, Inghilterra. Lo scopo era il disarmo e la pace sul continente: la Conferenza dell’Aja, dalla quale prenderà il nome anche la Convenzione da essa nata. Sebbene con diffidenza, i leader delle grandi potenze risposero all’appello di Nicola II, presentandosi alla conferenza indetta dallo zar; tuttavia, a causa del carattere considerato troppo buono del sovrano e del clima della corsa agli armamenti dell’epoca, pochi avevano fiducia nella riuscita del progetto.
Nicola II controllò personalmente, con la “premura di un padre” il testo della Convenzione del 16 agosto 1898 da destinare alle grandi potenze, ponendo così le basi per il diritto bellico, ancora oggi in uso, e per la costituzione della Corte Permanente di Arbitrato (CPA), anch’essa tuttora in vigore, rendendola la più antica istituzione giuridica sovranazionale ancora attiva. Inoltre, vennero discussi gli usi, o i divieti, di armamenti nocivi (come gas e proiettili esplosivi). Il 29 luglio 1899 la Convenzione venne firmata, per poi entrare in vigore il 4 settembre 1900. I punti cardine prevedevano: una corte per risolvere le dispute sul continente; il divieto di operazioni belliche non necessarie; la regolamentazione del trattamento umano dei prigionieri; la regolamentazione della guerra marittima; il divieto di armi considerate moralmente inaccettabili.
Nonostante le diffidenze iniziali, uno zar considerato inetto come Nicola II Romanov riuscì nella grande impresa personale di consegnare ai posteri un’importante Convenzione di pace tra Stati, talmente rilevante da costituire ancora oggi uno dei fondamenti dei principi su cui si basano i conflitti, contribuendo a renderli meno inumani.
Marco Locatelli, Nicola II: la solitudine dei numeri uno, Amazon, Milano, 2026
03/08/2026