ARTICOLO DEL GIORNO

19/01/2026

Un aviatore Guardia del Re

Vita e morte di Italo Luigi Urbinati

Aeroplano austro-ungarico abbattuto sul Monte San Michele, 1917. Archivio fotografico Museo Storico Italiano della Guerra, Rovereto

Nato nel 1891 a Modane in Francia, Italo Luigi Urbinati si arruolò volontario nel Regio esercito al pari dei suoi fratelli e divenne autiere. Durante il suo servizio fu notato da ufficiali dei Carabinieri che, vista la sua imponente statura, lo indirizzarono al corpo dei Corazzieri. Allo scoppio del conflitto Urbinati chiese di essere trasferito nell’arma aerea divenendo, nell’estate 1916, pilota ricognitore marittimo. Dal campo di aviazione di Marcon, vicino Venezia, Urbinati compì varie missioni di osservazione della flotta austro-ungarica alla fonda nelle basi navali di Pola a Cattaro. Nel 1917 alla squadriglia di Urbinati, composta da aerei Caproni, vennero affidati anche compiti di bombardamento, nei quali l’aviatore si distinse, al punto da vedersi affidato il compito di istruttore al combattimento notturno. A seguito della battaglia di Caporetto tutte le forze aeree vennero mobilitate per ritardare l’avanzata delle truppe austro-tedesche e per coprire il ripiegamento dell’esercito italiano sul Piave. Il 2 novembre 1917 la squadriglia di Urbinati ricevette l'ordine di bombardare un accampamento austriaco a Motta di Livenza dove, durante una pericolosa azione di mitragliamento a bassa quota, il pilota corazziere fu colpito al capo dal fuoco anti-aereo. Italo Luigi Urbinati fu, insieme ad Albino Mocellin, uno dei due Carabinieri guardie del Re caduti durante la Grande Guerra. Gli fu assegnata una Medaglia d'Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:

Carabiniaere Guardia del Re chiese ed ottenne di far passaggio nell'aviazione, dimostrando, in tutte le azione cui prese parte, sprezzo del pericolo e singolare audacia. Incaricato di bombardare un accampamento nemico presso Motta di Livenza, scese a quota talmente bassa da essere investito da una raffica di mitragliatrici nemiche che lo ferì gravemente alla testa ed infranse gli organi di comando dell'apparecchio il quale, rimasto senza guida, precipitò a terra riducendolo boccheggiante fra il groviglio di rottami. Motta di Livenza, 2 novembre 1917.



Bibliografia:

Francesco Frizzera, Davide Zendri, L’Esercito Italiano nella Prima guerra mondiale, l’uniforme grigio-verde 1909-1919, Verlag Militaria, Vienna, 2022.

Nastro Azzurro, anagrafica dei decorati al valor militare

Autore:

Davide Zendri

Data di pubblicazione:
19/01/2026