ARTICOLO DEL GIORNO

08/01/2026

Locusta: la galla dalle uova d'oro

Una strega alla corte di Nerone

Joseph-Noël Sylvestre, Lucusta che sperimenta un veleno su uno schiavo, olio su tela, 1870-1880 - Wikimedia Commons

Nell’impero romano, durante il regno di Claudio, giunge come schiava a Roma dalla Gallia una ragazzina, che verrà conosciuta in seguito con il soprannome di Locusta. Cresciuta nelle campagne d’oltralpe, impara a miscelare e a conoscere tutti i tipi di erbe per farne medicinali, filtri, pozioni… e veleni. Finita in carcere a causa delle leggi contro streghe, stregoni e indovini, Locusta, una volta libera, avvia la sua bottega sull’Aventino diventando la negoziante di fiducia delle matrone della capitale. Attira ben presto l’attenzione di Agrippina. Dopo aver visto con che abilità la strega prepara i suoi veleni, studiando l’abitudine della vittima, il suo corpo e le sue abitudini alimentari, decide di usarla per i suoi scopi: eliminare il partito avverso al figlio Nerone, uccidendone il pupillo, l’Imperatore Claudio. L’augusto viene ucciso con il suo cibo preferito, i funghi, avvelenati da Locusta con un preparato che prima annebbia le facoltà mentali e poi divora lentamente, ma non troppo, il corpo dall’interno. Morto Claudio, Nerone diventa imperatore, come Agrippina aveva pianificato e Locusta viene coperta di onori. Poco dopo, però, a causa di un nuovo editto contro le streghe, Locusta viene imprigionata di nuovo. La libertà, questa volta, è offerta da Nerone in cambio dell’eliminazione dell’ultimo ostacolo per il potere: il fratellastro tredicenne Britannico. Nerone organizza un banchetto con tutta la corte e fa servire del vino bollente a Britannico. Il ragazzino, allora, chiede dell’acqua per raffreddarlo, ma appena beve un sorso, muore rapidamente tra le convulsioni. Eliminato l’ultimo rivale, Nerone regna fino al 68 d.C. e Locusta diventa il personaggio più importante a corte, dove commette, indisturbata, omicidi su richiesta. La sua gloria termina il 9 gennaio del 69 d.C. poco dopo la caduta di Nerone. Condannata a morte dal nuovo imperatore Galba, secondo la leggenda, venne trascinata in catene per Roma, fatta violentare da una giraffa e gettata tra le belve feroci al circo. Fu un’avvelenatrice “seriale”, su commissione però, che uccise, secondo le testimonianze, più di quattrocento persone. Insomma, un nome, una garanzia.



Bibliografia:

- A., A., Pedatella, Le donne più malvagie della storia d'Italia, Newton Compton Editori, Roma, 2016. (Newton Compton Editori)

- Giovenale, Satire, tr. it. a cura di U., Dotti, Feltrinelli, Milano, 2013. (Feltrinelli)

Autore:

Scarpato Deborah - studentessa magistrale Università Ca' Foscari - Venezia

Data di pubblicazione:
08/01/2026