Il Disco di Festo
Un mistero storico-archeologico, con una particolarità unica nel mondo antico
Immagine da Wikimedia Commons
Il disco di Festo è un disco di argilla ritrovato all’inizio del XX secolo per l’appunto a Festo, nell’isola di Creta, e rappresenta ancora oggi un enigma indecifrato per gli studiosi. Scoperto da una spedizione archeologica italiana è datato a circa il 1700 a.C., pur con opinioni discordanti al riguardo tra gli studiosi.
Con un diametro di circa 16 cm, il disco presenta una successione di simboli su entrambi i lati, disposti in modo spiraliforme e chiaramente separati tra di loro in gruppi di numero vario.
Dov’è il mistero in tutto ciò?
Nessuno sa che vogliono dire i simboli, nessuno sa in che lingua è scritto, nessuno sa a cosa serviva il disco. Non si è nemmeno sicuri se il disco sia originario di Creta (ipotesi ad oggi maggioritaria) o se vi sia arrivato da altre zone. Storici, linguisti, archeologi e studiosi dilettanti si sono cimentati nell’impresa di decifrare il testo del disco, ma con risultati per nulla soddisfacenti e convincenti.
Sono state fatte le più disparate ipotesi sul suo uso: da un gioco da tavolo a un racconto, da un testo sacro a un sillabario o logografia. Quest’ultima è l’ipotesi ad oggi sostenuta dalla maggioranza degli studiosi.
Oltre al mistero, il disco ha una caratteristica che lo rende un unicum nel mondo antico: è un oggetto stampato. I simboli risultano essere impressi nell’argilla attraverso un sistema simile a quello dei caratteri mobili, come quello utilizzato da Gutenberg secoli e secoli dopo. Nessun altro manufatto del mondo antico risulta avere questa caratteristica: ci si chiede quindi come mai la tecnica di stampa non si è diffusa? E anzi, come è stato possibile che sia stata usata una sola volta?
Il mistero e l’eccezionalità del manufatto, oggi conservato al Museo Archeologico di Candia a Creta, hanno portato alcuni studiosi a metterne in dubbio l’autenticità; ma la maggioranza di essi ritiene che esso sia un vero reperto archeologico del mondo antico.
Ad oggi si è molto scettici sulla possibilità di una decifrazione del disco di Festo, proprio a causa della sua unicità e dell’assenza quindi di altri documenti analoghi, per lingua e uso, con cui confrontarlo. Ma la storia è piena di scoperte inaspettate…
Louis Godart, Il disco di Festo. L'enigma di una scrittura, M. Perosino (a cura di), Giulio Einaudi Editore, Torino, 1994
Louis Godart, L'invenzione della scrittura, Piccola Bibilioteca Einaudi, Torino, 2011
Roberta Rio (2011): New Light on Phaistos Disc, AuthorHouse, 2011
Jared Diamond, Armi acciaio e malattie, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1997
Carlo De Vita
07/04/2026