ARTICOLO DEL GIORNO

24/03/2026

Il golpe Borghese

Quando l'Italia rischiò un colpo di Stato

Nel 1970, nel pieno della Guerra Fredda e degli anni di piombo, l'Italia rischiò di diventare ancora una volta uno Stato autoritario. Junio Valerio Borghese, uno dei più importanti volti dell'estrema destra italiana durante e dopo la Seconda guerra mondiale, organizzò infatti una congiura che avrebbe reso l'Italia una dittatura neofascista. Il golpe, condotto nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, fallì solo per poco - Wikimedia

Junio Valerio Borghese, membro di una famiglia principesca, partecipò alla Seconda guerra mondiale anche come comandante della X Flottiglia MAS, uno dei più feroci reparti della Repubblica di Salò. Dopo il conflitto si accordò con i servizi segreti statunitensi, che lo protessero da varie condanne, poiché videro in lui una figura utile in chiave anticomunista, nel contesto della Guerra Fredda; così, Borghese fu libero di intessere rapporti con l'estrema destra italiana, nella quale divenne noto come il "Principe Nero", in riferimento alle sue origini aristocratiche. Negli anni successivi aderì al Movimento Sociale Italiano, che nel 1968 lasciò per fondare il proprio movimento: il Fronte Nazionale. Poco dopo si alleò con Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, altre due organizzazioni neofasciste guidate rispettivamente da Clemente Graziani e Stefano Delle Chiaie, ma anche con diversi membri dei Carabinieri e dell'esercito. Con loro organizzò una congiura che avrebbe dovuto portare all'occupazione dei Ministeri dell'interno e della difesa, delle sedi Rai e l'arresto di vari membri del Parlamento, cui sarebbe seguita la nascita di una nuova dittatura fascista con a capo Borghese. Sotto di lui, l'Italia si sarebbe alleata con gli allora regimi autoritari di Spagna, Grecia e Portogallo, ma avrebbe anche mantenuto l'alleanza con gli Stati Uniti, che avrebbero inviato ingenti prestiti economici in cambio dell'invio di truppe italiane per sostenerli nella guerra del Vietnam. Il golpe iniziò nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, in un periodo in cui il Paese era segnato da crisi economiche, governi fragili, attentati e lotte tra gruppi di estrema sinistra ed estrema destra. Dapprima, tutto sembrò andare secondo i piani, fino a che Borghese non ricevette una telefonata: dopo aver riattaccato la cornetta, egli ordinò ai suoi uomini di ritirarsi subito. Nessuno ha mai scoperto chi ci fosse dall'altro capo del telefono, ma chiunque fosse riuscì a convincere il Principe Nero ad abbandonare i suoi piani e a fuggire nella Spagna di Francisco Franco, dove morì nel 1974. Il tentato golpe venne scoperto solo alcuni mesi dopo e ciò portò a diverse inchieste giudiziarie ai danni di diversi militari e neofascisti. Queste, però, furono lente e ostacolate da depistaggi, mancanza di documenti ufficiali e interferenze politiche; si sarebbero concluse solo nel 1986, quando la Corte di Cassazione assolse tutti gli imputati per mancanza di prove. Ciononostante, quella notte l'Italia rischiò di diventare una dittatura e fu solo una telefonata misteriosa a salvarla



Autore:

Saluzzo Marco

Data di pubblicazione:
24/03/2026