L’alleanza che non nacque mai
Quando Polonia, Francia e URSS mancarono l’ultima occasione per fermare la Seconda guerra mondiale
Stretta di mano tra Stalin ed il ministro degli Esteri tedesco Ribbentrop, in occasione dell'accordo tra Germania ed Unione Sovietica seguito al fallimento dell'asse con gli occidentali - Wikimedia
In una sala del Cremlino, nell'agosto 1939, da una parte ci sono generali francesi e britannici, arrivati con una missione d’urgenza; dall’altra i sovietici, freddi e immobili. Sul tavolo c’è una proposta di alleanza militare contro la Germania nazista, che si stava palesemente preparando alla guerra. Ma nessuno si fida davvero di nessuno. Il protagonista silenzioso di questa crisi è Joseph Stalin che, dopo le purghe interne e anni di isolamento diplomatico, osserva l’Europa cercando di capire chi guadagnasse tempo e chi avesse tradito per primo.
Il punto più fragile è la Polonia. Il governo polacco, guidato dal ministro degli Esteri Józef Beck, teme l’URSS quanto la Germania. E non senza ragioni, perchè l’Unione Sovietica rivendica storicamente territori a est, abitati da bielorussi e ucraini. Per Varsavia, l’idea di far entrare l’Armata Rossa in Polonia “per difenderla” è inaccettabile, perché significherebbe aprire la porta al possibile occupante. Nel frattempo, Francia e Regno Unito cercano disperatamente una soluzione.
Il governo francese di Édouard Daladier sa che senza l’URSS non si può contenere la Germania a est. Ma senza la Polonia, l’URSS non si muove. I sovietici propongono che, in caso di attacco tedesco, l’Armata Rossa sarebbe entrata in Polonia per combattere la Wehrmacht. Ma la risposta polacca è netta: nessun soldato sovietico sarebbe dovuto entrare sul proprio territorio, in nessuna circostanza. E questo blocca tutto. A Mosca, il ministro degli Esteri Vyacheslav Molotov attende, ma dietro le quinte Stalin sta già valutando un’altra strada. Se l’alleanza con l’Occidente non è possibile, quando diventa chiaro che Polonia, Francia e URSS non riusciranno a coordinarsi, Stalin prende una decisione radicale. Il 23 agosto 1939, l’Unione Sovietica firma il patto con la Germania. È l’opposto dell’alleanza mancata, ovvero non un fronte contro Hitler, ma un accordo di non aggressione con Hitler con la divisione dell'Europa centro-orientale in sfere d'influenza.
Pochi giorni dopo, il 1° settembre 1939, la Germania invade la Polonia e Francia e Regno Unito dichiarano guerra. Ma l’asse che avrebbe potuto bloccare tutto (Parigi, Varsavia, Mosca) non esiste più. La Seconda guerra mondiale non nasce solo da un’aggressione, ma anche da un’alleanza mancata.
R. Overy, Sull'orlo del precipizio. 1939. I dieci giorni che trascinarono il mondo in guerra, Feltrinelli, 2011.
Andrea Ricasoli
31/10/2026