ARTICOLO DEL GIORNO

08/07/2026

Quando Paperino lanciò un pomodoro in faccia ad Hitler

Der Führer's Face e la propaganda animata durante la WWII

Un opuscolo teatrale del cinema Hōgaku-za (oggi Marunouchi Piccadilly), Tokyo, 27 marzo 1940, numerato 13. Sulla copertina c'è Paperino dal cortometraggio Self Control (1938). Nella collezione Cherrygarden, acquisita dalla libreria Sawaguchi, Jimbocho, Tokyo; scansione di Fred Cherrygarden - WikimediaCommons.

Der Fuehrer’s Face, realizzato nel 1943 da Jack Kinney per la Disney Production, rappresenta uno degli esempi più significativi e conosciuti della propaganda cinematografica americana durante la Seconda guerra mondiale. Il corto animato, con protagonista Donald Duck (in ita. Paperino), ottenne un forte impatto culturale arrivando a vincere addirittura l’Oscar come miglior corto, segno della sua efficacia nel trasmettere un messaggio politico accessibile.

Il film animato si apre con una sequenza musicale in cui compaiono le caricature di Goebbels, MussoliniTōjō e altri gerarchi nazisti, presentati in modo volutamente grottesco. Così dall’inizio il corto stabilisce il suo intento satirico: ridicolizzare i leader dell’Asse e smontare la loro retorica attraverso l’umorismo e l’esagerazione comica. L'ambiente è tipico delle campagne tedesche, in cui troviamo un caseggiato marchiato dal regime: all'interno di esso Donald dorme tranquillamente, ma viene svegliato dalla musica e da una sveglia del Reich. Si intravede un orologio a cucù con il volto del Führer e i ritratti dei gerarchi dell’Asse. Dopo aver fatto una colazione molto razionata, Donald, viene scortato dalla banda musicale al lavoro.

Paperino in fabbrica è costretto a seguire ritmi frenetici, a compiere continui saluti nazisti alle raffigurazioni di Hitler e a subire la pressione psicologica del regime. L’uso della comicità, alternata a momenti di tensione, permette così di criticare aspramente il culto della personalità hitleriana e di mostrare l’illogicità del sistema totalitario. Si scopre alla fine essere tutto un incubo. Il corto si conclude in maniera iconica: Paperino, al suo risveglio, lancia un pomodoro in faccia ad una raffigurazione del Führer, scena questa che rimarrà nella memoria storica.

La realizzazione del corto si inserisce nel quadro più ampio della propaganda statunitense. Nel 1942, l'Office of War Information (OWI), nuova istituzione del governo, permise un'enorme mobilitazione propagandistica (domestic propaganda), e in particolare quella dei grandi studios cinematografici, come quelli della Disney, Warner Bros e MGM, i quali ebbero un ruolo centrale nella produzione di materiali mediatici al sostegno dello sforzo bellico.

In questi cartoons, le figure dei leader dell’Asse venivano caricaturizzate ed enfatizzate: Hitler come un personaggio isterico, Mussolini come un alleato goffo e Hiroito e Tōjō con stereotipi razziali. Queste rappresentazioni non avevano solo una funzione comica, ma contribuivano a costruire un’immagine del nemico facilmente riconoscibile e criticabile.



Bibliografia:

M. Bonura, Cinema, Vignette e Baionette. La propaganda politica (1930-1945) nel cinema d’animazione, Palermo University Press, Palermo, 2020.

A.G. Alonge, Il disegno armato. Cinema di animazione e propaganda bellica in Nord America e Gran Bretagna (1914-1945), CLUEB, Bologna, 2000.

G. Bendazzi, Animazione. Una storia globale, UTET, Milano, 2017.

Sito: Der Fuehrer’s Face, Internet Archive. (consultato novembre 2025)

Autore:

Michele Vitale laureando in Scienze Storiche a UniFi

Data di pubblicazione:
08/07/2026