ARTICOLO DEL GIORNO

05/06/2026

L’Accordo delle percentuali

Il destino dell’Europa post-bellica deciso da due uomini e un foglietto

Copia autografa di Churchill della lista: Wikimedia

Durante i colloqui anglo-sovietici del 10 Ottobre 1944 a Mosca, Churchill e Stalin si trovavano seduti nella stessa stanza per discutere il futuro dell’Europa sconvolta dalla macchina bellica tedesca. I due cominciavano a delineare le sfere d’influenza della potenza orientale e delle potenze occidentali e la modalità con cui fu imbastito un primissimo prototipo di accordo fu quantomeno peculiare. Churchill cominciò a scarabocchiare su un foglietto di carta e, dopo aver finito, lo porse a Stalin, il quale lo segnò con una penna di colore blu per comunicare la sua approvazione. In quel piccolo pezzo di carta venivano decisi preliminarmente i destini di molteplici stati europei, che in quelle ore venivano occupati dalle armate degli Alleati, attraverso delle semplici percentuali.

La Romania veniva posta sotto la quasi totale influenza sovietica assieme alla Bulgaria, complice l’interesse russo nel governare i commerci marittimi del Mar Nero,  la Grecia, invece, veniva posta sotto l’egida britannica e la sua influenza sul Mar Mediterraneo. Altri paesi come la Iugoslavia e l’Ungheria vennero spartiti a metà tra i due uomini. Questa divisione sommaria e semplicistica di paesi che contavano decine di milioni di anime è un chiaro segno di un modo di fare politica e relazioni internazionali cinico e freddo, cosa che non passò inosservata allo stesso Churchill, il quale chiese a Stalin, una volta finalizzata l’intesa, se fosse il caso di bruciare il pezzo di carta, proposta che, però, venne tranquillamente rigettata dal capo di stato sovietico.

In seguito il primo ministro inglese si difenderà con il presidente americano Roosevelt affermando che erano solamente delle trattative temporanee ed emergenziali e che ogni decisione permanente e ufficiale sarebbe stata presa solo dopo la fine del conflitto con la presenza della delegazione americana. Per quanto riguarda il tono cinico dell’accordo, Churchill si giustificò dicendo che era tutto stato fatto per delineare delle zone di influenza il prima possibile e evitare delle guerre civili nei paesi occupati, mentre gli storici sovietici, dopo la morte di Stalin, rigettarono l’avvenimento come frutto di fantasia, in quanto il loro capo di stato non si sarebbe mai abbassato ad accordi del genere di stampo imperialista.



Bibliografia:

Sito: Albert Resis, The Churchill-Stalin Secret "Percentages" Agreement on the Balkans, Moscow, October 1944 The American Historical Review Vol. 83, No. 2 (Apr., 1978), pp. 368-387, Jstor.org (consultato settembre 2025)

Bruno Bongiovanni, Storia della Guerra fredda, Laterza, 2001

 

Autore:

Lilliu Federico

Data di pubblicazione:
05/06/2026