Audie Murphy
Il vero Captain America
Fotografia d'epoca di Audie Murphy in abiti militari - Wikimedia Commons
Audie Murphy (1925 -1971) è da molti considerato "il vero Captain America" per via delle sue eroiche gesta sul campo di battaglia della Seconda guerra mondiale (erroneamente, a quanto si crede non ispirò il superoe della Marvel, in quanto Audie e gli USA entrarno in guerra a fianco degli Alleati nel 1941, mentre il privo volume di Capitan America uscì nel 1940).
Settimo di 12 fratelli, Audie tentò fin da giovane di entrare nell'esercito degli Stati Uniti (Marina, Areonautica..) ma, esattamente come il l'eroe dei fumetti Steve Rogers (Captain America), venne scartato in quanto troppo esile di corporatura e basso di statura. Con la successiva morte dei genitori, il giovane Murphy, sentitosi ancor più in dovere di provvedere al mantenimento dei fratelli e delle sorelle, ritentò l'ingresso nell'esercito, questa volta con successo, anche grazie all'aiuto della sorella maggiore nel dimostrare, tramite un sotterfugio (documenti falsi), di avere raggiunto la maggiore età per l'arruolamento (Audie ne aveva appena 16 nel 1941).
La domanda del giovane Audie venne ufficialmente accolta nel 1942 ed il ragazzo texano si ritrova a combattere prima a Casablanca, in Marocco, e poi nella capagna d'Italia (1943-1945) per liberare la penisola dagli occupanti tedeschi. Proprio nel Bel Paese Murphy forgerà la sua leggenda: durante una imboscata riuscì a distruggere la mitragliatrice nemica con una granata e a salvare la vita ai suoi compagni; inoltre, per il suo coraggio, venne promosso a sergente di plotone 1944, anno in cui avrà un ruolo attivo nella liberazione di Roma. Audie però non si fermò qui e, spostato sul fronte francese, rimase vittima di un'altra imboscata tedesca che lo costrinse a ripararsi con i suoi uomini in un vecchio rudere. Qui riuscì a recuperare una mitragliatrice e, incurante del pericolo, uccise ben 15 soldati nazisti, salvando ancora una volta i suoi compagni e guadagnandosi la "Disitnguished Service Cross" al valore in combattimento. Durante il resto della guerra Audie continuò a portare avanti azioni individuali spericolate (ferendosi anche più volte), guadagnandosi la fama di eroe sul campo di battaglia. Nel 1945, sempre in Francia, riuscì perfino a recuperare un carro armato, costringendo i tedeschi alla ritirata dal paesino che stavano difendendo. Murphy si guadagnò così la Medaglia al Valore, rispondendo "stavano uccidendo i miei amici" alla domanda sul perché avesse tentato un'azione così avventata.
Finita la guerra, scrisse la sua biografia e si dedicò al cinema; diventò un attore di successo, tanto quanto fu eroico sul campo di battaglia.
Audie Murphy, All’inferno e ritorno, Longanesi, 1965
12/08/2026