A ognuno la sua maschera
Un’evoluzione tecnologica forzata
Soluzioni innovative contro il gas - Il mondo delle Reflex
Come è noto, nella Prima Guerra Mondiale, con i primi attacchi tedeschi con gas al cloro, i paesi belligeranti si prodigarono per distribuire ai soldati e anche ai civili, le maschere antigas. Ma è interessante analizzare come le autorità cercassero di pensare a tutti: soldati in trincea, civili, bambini e anche animali.
Importante fu la protezione dei bambini dagli agenti chimici. Si pensò allo sfollamento dalla zona pericolosa, in maniera organizzata. Le autorità erano responsabili di classificare la popolazione infantile: bambini che partivano con le proprie famiglie, in gruppi oppure ricoverati in colonie o scuole situate in località sicure. Qualora lo sfollamento non fu possibile, fu necessario attivare dei sistemi di protezione, che variavano a seconda dell’età. Per i bambini inferiori ai 2 anni, a causa della scarsa potenza dei muscoli respiratori, non si potevano usare maschere anti-gas e vennero così inventati i “ricoveri portatili”, che dovevano aver un peso trasportabile per la madre e l’aria era introdotta con soffietti, pompe o più semplicemente attraverso la maschera dello stesso portatore. Qualora non si disponesse dei ricoveri portatili, si consigliava di avvolgere i bambini in teli impermeabili e mettere davanti alla bocca un fazzoletto imbevuto di una soluzione di bicarbonato di sodio. Per i bambini dai 2 ai 5 anni, a causa del loro peso, fu ideato un dispositivo intermedio tra il ricovero portatile e la maschera, che proteggeva solo la testa. Alcune fra le autorità, ritenevano che non fosse possibile utilizzare la maschera fino ai 12 anni, ma questa teoria si rivelò infondata. In Russia, Germania, Inghilterra e anche in Italia, vennero realizzate delle maschere adattabili ai bambini di 5-6 anni, con adeguato e progressivo allenamento all’uso.
Si pensò anche alla protezione degli animali domestici che, sebbene specialmente il cane e il cavallo, avessero una resistenza superiore agli agenti chimici di quella dell’uomo, andavano comunque protetti. I sistemi di protezione erano pressocché simili a quelli dell’uomo, ma la difficoltà nasceva a causa della bava degli animali che doveva essere scaricata fuori dalla protezione. Per proteggere le zampe furono adottate fasciature o calzari protettivi.
A ognuno dunque la sua protezione: uomini al fronte, civili, bambini e persino animali domestici; un’evoluzione in risposta alle atrocità della guerra chimica.
Sito: Biblioteca Medica Statale di Roma - "Difesa Passiva" e guerra chimica - Dott. U. Serafini, assistente medico (consultato Aprile 2025)
Artemisia
23/03/2026