Salvatore Todaro
Il Capitano gentiluomo
Salvatore Todaro in una foto prima di partire per un attacco nel Mar Nero nel 1942. - Wikimedia Commons
Sono molti i soldati italiani che nei due conflitti mondiali effettuarono delle azioni militari che li resero famosi e conosciuti anche al di fuori della Penisola, così come sono molti quelli di cui, nonostante gesta incredibili, non conosciamo la storia, Salvatore Todaro è uno di questi. Nato a Messina nel 1908, figlio di un Sottoufficiale del Regio Esercito decise a sua volta di arruolarsi all’accademia della Marina Militare a soli 15 anni. Divenne prima Sottotenente di Vascello, superò il corso osservazione aerea e il 1° luglio del 1940 riuscì finalmente a raggiungere il grado di Capitano di Corvetta prendendo il comando prima del sommergibile Luciano Manara e poi del Comandante Cappellini. Con l’inoltrarsi della Seconda Guerra Mondiale raggiunse la base navale tedesca di Bordeaux chiamata BETASOM e da lì prese parte a quella che gli storici tendono a definire “La battaglia dell’Atlantico”, ovvero la battaglia che prevedeva l’utilizzo di sommergibili al fine di interrompere gli approvvigionamenti dei convogli inglesi e americani. È proprio durante una di queste cacce che Salvatore avvista un piroscafo, sono le 23.25 del 15 ottobre 1940, dopo un’estenuante battaglia il sommergibile italiano affonda in emersione il suo rivale, ed è qui che nasce la leggenda del Capitano: non rispettando gli ordini decise di avvicinarsi al relitto e scorgendo dei superstiti scelse volontariamente di trainarli in un porto sicuro, salvandoli da morte certa. Raggiunse il porto delle Azzorre dove scaricò l’equipaggio del piroscafo. Passato alla X Mas prese il comando del motopeschereccio armato Cefalo e nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 1942, durante il rientro da un attacco al porto di Bona (Algeria) uno Spitfire inglese, volando a bassa quota, colpì il Cefalo e una scheggia vagante trapassò il metallo giungendo nella stanza del Capitano uccidendolo sul colpo. A piangere la sua morte, oltre a tutto l’equipaggio, troviamo la moglie e i suoi due figli. Oltre alle varie onorificenza Salvatore Todaro ricevette anche la medaglia d’oro al valore militare alla memoria, massima onorificenza ottenibile da un soldato.
Cinzia Gibin, Il Comandante Salvatore Todaro (1908-1942). Cittadino di Chioggia, Il Poligrafo, Padova, 21 ottobre 2022
Enrico Petrucci, Comandante Todaro la storia oltre il mito, pubblicazione indipendete, 2 novembre 2023
Gianni Bianchi, Salvatore Todaro. La storia di uno dei più audaci e umani comandanti di sommergibili, Edizioni Sarosta, Massa , 2007
Sito: Salvatore Todaro nella pagina della Marina Militare Consultato gennaio 2025
Rossi Stefano - Studente Magistrale di Storia - Ca'Foscari
03/04/2026