L'ultimo romano
Belisario: da eroe a senzatetto
"Belisarius", di Jacques-Louis David (1781) - Wikimediacommons
“Date un obolo a Belisario.” Cosi parlava l'imperatore romano d'Oriente Giustiniano riferendosi all'ormai ex generale del suo esercito Belisario (500 d.C. - 565 d.C.) ormai caduto in disgrazia e costretto - vista anche la sua cecictà - a mendicare. Questa parabola discendente è ben visibile anche nel quadro di Jacques-Louis David [vedi foto sopra] il quale mostra un anziano Belisario che con l'aiuto di un fancuillo chiede dei soldi ai passanti (ignari di chi esso sia ad eccezione della guardia sullo sfondo che riconosce ugualmente il suo ex condottiero) per sopravvivere. Un eroe dell'impero decaduto ora costretto a fare la fame dimenticato da chi una volta lo osannava.
In realtà, questa immagine decadente di Belisario - conseguenza dell'incrinarsi dei rapporti con Giustiniano - è quello che si dice un "falso storico". Entrato nell'esercito fin dalla giovane età, Belisario si distinse subito per coraggio, intelligenza ed abilità nel combattimento tanto da diventare successivamente parte della guardia personale dell'imperatore Giustiniano. Nel 530 d.C. ottenne una celebre vittoria nella battaglia di Dara contro i Persiani, utilizzando tattiche innovative e una perfetta organizzazione difensiva. Questa vittoria rese chiaro che Belisario non era soltanto un comandante coraggioso, ma anche uno stratega eccezionale.
Tuttavia, l’anno successivo subì una sconfitta a Callinicum. Nonostante ciò, il suo prestigio rimase altissimo grazie alle sue capacità complessive e alla fiducia che Giustiniano riponeva in lui. Nel 532 d.C. - duranta la cosi nota "rivolta di Nika" - fu Belisario stesso a salvare il trono dell'imperatore guidando eroicamente i suoi uomini contro i rivoltosi uccidendoli con estremo cinismo e durezza. Questo evento consolidò definitivamente il potere di Giustiniano e la fama di Belisario al quale venne affidata poi una ambiziosa missione: conquistare il Nord Africa occupato dai Vandali. Senza nemmeno dirlo l'operazione militare fu un successo e già nel 535 d.C. Belisario venne mandato a combattere in italia contro i Goti conquistando rapidamente alcune importanti città del Sud (Siracusa, Napoli,...). Fu in questo momento che il rapporto con il suo imperatore cominciò ad incrinarsi.
Giustiniano si cominciò a sentire sempre più messo in ombra dalla crescente fama e potere del suo più eroico generale tanto da arrivare più volte a richiamarlo a Costantinopoli e privarlo del suo potere. Belisario però mai si ribellò e restò fedele all'impero fino alla fine. Per questo - oltre che per la sua grande abilità militare - è ricordato come "l'ultimo romano".
Alberto Magnani, Flavio Belisario. Il generale di Giustiniano, Graphe.it, 2017
18/10/2026