Mountain Meadows
Una strage nel nome di "Dio" (e del potere del West)
Illustrazione del Massacro di Mountain Meadows - Wikimedia
Di recente la miniserie American Primeval, per il suo successo, ha riportato sotto i riflettori un macabro episodio della storia americana, spesso passato in sordina: il massacro di Mountain Meadows. Da inquadrare nella più ampia e nota "guerra dello Utah" del 1857 - 1858 alla quale parteciparono nativi americani, governo federale, coloni e coloni mormoni. Per questo detta anche "rivolta mormone".
Il territorio dello Utah fu colonizzato dai mormoni nel 1857 con la loro guida Brigham Young nella doppia veste di leader spirituale e governatore dello stato. In virtù di questi eventi e dei già noti disordini tipici di un terrirorio selvaggio come il West, si innescarono una serie di rappresaglie e guerriglie tra le varie parti che abitavano il territorio (indiani, mormoni e federali), tanto da richiedere la legge marziale e l'intervento dell'esercito. Mentre Washington inviava soldati per ripristinare l'ordine, i mormoni sotto gli ordini di Young si ribellavano alle leggi del governo e impedivano a chiunque di attraversare lo Utah senza un permesso. Di conseguenza i cittadini si ritrovavano senza possibilità di viaggiare liberamente, mentre mormoni, indiani ed esercito si massacravano a vicenda in uno dei luoghi più ostili degli Stati Uniti.
In questo scenario una carovana di 150 persone (tra uomini, donne e bambini) partita dall'Arkansas e diretta in California guidata da John T. Baker e da Alexander Fancher, nel 1857, si ritrovò ad attraversare le deserte lande desolate dello Utah passando per Salt Lake City. L'8 Settembre, nei pressi di Mountain Meadows, vennero attaccati da pellerossa e mormoni travestiti da questi ultimi (indiani e mormoni avevano un accordo commerciale in atto) per ingannare le autorità. Dopo quattro giorni di strenua resistenza - nei quali i coloni erano rimasti anche senza acqua e viveri - un vescovo mormone, tale D. Lee, con l'inganno riuscì a convincere gli assediati ad uscire allo scoperto in cambio di provviste. Nel momento in cui i pionieri abbassarono le difese, vennero immediatamente attaccati all'ordine "Fate il vostro dovere!" impartito da Lee. Fu un massacro. Nativi e mormoni bruciarono ciò che non presero per loro ed uccisero uomini donne ed anche bambini (tranne 18 che portarono con loro) per evitare che potessero fare da testimoni. Una sopravvissuta al massacro, tale Nancy, spinse poi il governo americano per avere giustizia per le vittime di Mountain Meadows. Due anni dopo la strage i corpi venenro finalmente sepolti e, vent'anni dopo a seguito di nuove indagini, Lee venne impiccato rendendo finalmente giustizia.
Giovanni Borgognone, Storia degli Stati Uniti, Feltrinelli, 2021
Juanita Brooks, The Mountain Meadows Massacre, Univ of Oklahoma Pr, 1991
Marco Locatelli, laureando in Scienze Storiche presso Unimi
29/06/2026