ARTICOLO DEL GIORNO

21/09/2026

L'uomo nell'ombra: Torcuato Fernandez-Miranda e la transizione spagnola

Il giurista che smontò il franchismo dall'interno

Torcuato Fernandez-Miranda nel 1975, allora presidente delle Cortes - Wikimedia

Quando Francisco Franco morì nel 1975, la Spagna si trovò davanti a un bivio: continuare con il regime o aprire alla democrazia. Venne scelta la seconda dal re Juan Carlos, ma dietro quella transizione, non inevitabile, ci fu un uomo che agì nell’ombra: Torcuato Fernandez-Miranda. Giurista raffinato, uomo di fiducia del regime e professore di diritto dell’attuale re quando era giovane, Fernandez-Miranda conosceva perfettamente i meccanismi del franchismo. Da quella base voleva quindi cambiare tutto senza distruggere formalmente nulla.

Il suo rapporto con il re fu decisivo. Ne era stato precettore e consigliere, contribuendo a formarlo politicamente. Quando Juan Carlos salì al trono, molti si aspettavano una continuità con il passato, ma Fernandez-Miranda aveva un piano diverso. Non una rottura rivoluzionaria, la sua idea era quella di usare le stesse leggi del regime per superarlo. “De la ley a la ley” (dalla legge alla legge), diceva. In sostanza, una trasformazione democratica in continuità col regime precedente.

Nel 1976 Fernandez-Miranda, allora presidente delle Cortes franchiste, fu l’architetto della “Legge per la Riforma Politica”. Il parlamento del regime doveva votare la propria fine, ovvero organizzare un’assemblea costituente, eletta a suffragio universale, per riscrivere una Costituzione, che avrebbe nei fatti sostituito le “Leggi fondamentali” precedenti. La Legge passó con una larga maggioranza.

Il sistema franchista, legalmente, si stava smantellando da solo, ma nulla era scontato. L’esercito osservava con sospetto, i nostalgici del regime temevano il cambiamento, mentre le opposizioni chiedevano riforme più rapide. In questo equilibrio fragile, Fernandez-Miranda operava come mediatore silenzioso, costruendo consenso senza esporsi troppo. Poco dopo, lasciò spazio a Adolfo Suarez come capo del governo, ma senza il lavoro preliminare di Fernandez-Miranda, quel passaggio sarebbe stato molto più incerto.

Nel 1977 si tennero quindi le prime elezioni democratiche, che composero l’Assemblea costituente che avrebbe redatto la nuova Costituzione democratica della Spagna, lasciandosi alle spalle 40 anni di dittatura. In un’epoca in cui le rivoluzioni spesso passavano attraverso rotture violente, Fernandez-Miranda dimostrò che si poteva trasformare un sistema dall’interno, con precisione giuridica e intelligenza politica.



Bibliografia:

C, Adagio, A. Botti, Storia della Spagna democratica. Da Franco a Zapatero, Mondadori, 2014.

Autore:

Monaci Diego

Data di pubblicazione:
21/09/2026