Le donne parlano troppo? I romani la pensano così….
Gli scrittori romani fanno spesso riferimento all’incapacità delle donne di tenere a freno la lingua
Matrone romane – immagine creata con intelligenza artificiale
Macrobio, scrittore latino del IV-V secolo d.C. nei Saturnalia riporta la storia di Papirio, giovane appartenente ad una importante famiglia aristocratica romana, che racconta alla madre un’enorme bugia pur di mantenere un segreto e tenere fede ad un impegno, incoraggiando le matrone romane a protestare contro il Senato.
Nella prima età repubblicana, era usanza dei senatori farsi accompagnare in Senato dai giovanissimi figli. Papirio era presente il giorno in cui si discuteva un argomento molto delicato e importante tanto che, non trovando un accordo comune, l’assemblea decise di rinviare la discussione al giorno seguente raccomandando il massimo riserbo.
La madre di Papirio insisteva con il figlio per conoscere il tema della seduta, ma Papirio pur di rimanere fedele all’impegno a tacere, le disse che l’argomento era se fosse stato meglio e più utile allo Stato ad acconsentire che gli uomini potessero prendere due mogli o alle donne due mariti.
La bugia era talmente paradossale, che avrebbe dovuto apparire alla madre come tale, ma la curiosità e l’incapacità della donna di tenere a freno la lingua spinsero la matrona a premurarsi di informare immediatamente le altre.
Il giorno seguente le matrone si presentarono all’ingresso del Senato chiedendo a gran voce, che venisse approvata la mozione che consentiva alle donne di avere due mariti e respinta quella opposta.
I senatori erano esterrefatti per ciò che stava avvenendo, finché, in Senato, prese la parola Papirio spiegando l’accaduto. Papirio fu lodato dai senatori per la sua saggezza, nonostante la sua giovane età, cioè per non avere confidato a una donna, nemmeno alla propria madre, l’argomento dibattuto in quanto le donne stesse erano ritenute geneticamente incapaci di mantenere un segreto.
Secondo i romani il parlare femminile doveva essere contenuto. Plutarco, in Precetti coniugali, scriveva che la matrona non potesse parlare in pubblico, perché “parlare è come denudarsi” secondo una norma risalente al re Numa sul rapporto tra parola femminile e pudore, tanto che le donne onoravano la dea Tacita Muta, una ninfa chiacchierona a cui Giove, secondo Ovidio, per contrappasso aveva strappato la lingua.
Francesca Cenerini, La Donna Romana, Il Mulino, Ed.2009, Bologna
Artemisia
09/07/2026