ARTICOLO DEL GIORNO

03/06/2026

Il principe triste

Reggere l'eredità di Augusto

Ritratto di Tiberio - Immagine generata con IA

Tiberio è forse uno degli imperatori romani più sottovalutati nei manuali: esperto militare e amministratore, non lasciava nulla di irrisolto. Ma Tiberio era stato soprattutto il successore di Augusto e, a differenza dell'illustre predecessore, non aveva avuto un evangelion (buona novella) a cui richiamarsi. Se per un esponente di estrazione senatoria Augusto aveva "restaurato" la res publica dopo aver messo fine alle guerre civili, cosa aveva fatto Tiberio, un patricius e loro pari, per meritarsi la sua posizione di princeps? Chi era davvero Tiberio?

Nato il 16 novembre del 42 a.C., figlio del patrizio Tiberio Claudio Nerone e di Livia Drusilla, alla morte del padre biologico il piccolo Tiberio venne cresciuto nella casa di Ottaviano, anni dopo che quest'ultimo, avendo convinto il padre a divorziare dalla madre, la sposò mentre era ancora incinta del fratello Druso. Nel corso degli anni, Tiberio ebbe modo di distinguersi in diversi settori civili e militari, ma soprattutto in Germania, dove, insieme al fratello Druso, si fece notare per la prudenza con cui affrontava le questioni militari; fu grazie alle campagne condotte dai due fratelli in loco se Roma si espanse oltre l'arco alpino, fino al fiume Elba. Per quanto riguarda la sua vita privata, Augusto lo costrinse a divorziare dalla prima moglie Vipsania, figlia di Agrippa con cui aveva avuto il figlio Druso minore, per sposare la propria figlia Giulia, decisione che di certo contribuì a esacerbare il suo carattere già di per sé chiuso e riflessivo.

Alla morte dei nipoti diretti di Augusto, non senza sospetti di coinvolgimento da parte di sua madre Livia, Tiberio fu infine adottato dall'imperatore, succedendogli alla sua morte nel 14 d.C. Tuttavia, secondo Tacito, non era l'unico candidato papabile alla successione, poiché lo storico riporta le provocazioni ricevute da Tiberio in Senato dai suoi pari durante il discorso di insediamento, fra i quali Asinio Gallo, figlio del celebre Asinio Pollione e Lucio Arrunzio. Il suo non fu però un principato sereno, poiché si vide costretto a eliminare gli elementi sovversivi all'interno della propria famiglia come Agrippina Maggiore, moglie del nipote Germanico o a far fronte duramente alle trame del suo prefetto del pretorio Seiano; tutto ciò, unito al suo continuo ricorrere al reato di lesa maestà verso gli oppositori, non fece che alienargli diverse fonti storiche dell'epoca. Ciononostante, l'Impero beneficiò della sua accortezza: alla sua morte, nel 37 d.C. lasciò al successore Gaio Giulio Cesare Germanico (Caligola) un bilancio in attivo e confini stabili.



Bibliografia:

Tacito, "Annales", libri XII-XIII editi Bur-Rizzoli, 1981.

Svetonio,"Vite dei Cesari", libro III edito Bur-Rizzoli, 1982.

Velleio Patercolo, "Storia Romana", libro II edito Bur-Rizzoli, 2016.

Autore:

Alessandro Pagano

Data di pubblicazione:
03/06/2026