ARTICOLO DEL GIORNO

05/02/2026

Un strano cannone multinazionale

Il 7,5 cm Panzerabwehrkanone 97/38

Cannone anticarro da 7,5 cm PaK 97/38 posizionato a difesa del porto di una località nord europea, 1941-1945. Archivio Fotografico Museo Storico Italiano della Guerra.

Il 7,5 cm Panzerabwehrkanone 97/38 trae origine dal noto canon de 75 mm Modèle 1897 Déport, sviluppato in Francia alla fine del XIX secolo, prodotto dalla Schneider in migliaia di esemplari. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale il cannone era ancora in uso presso gli eserciti polacco e francese e molte centinaia di pezzi vennero catturati dai tedeschi. Al momento dell’invasione dell’URSS nel 1941, l’esercito tedesco incontrò corazzati contro i quali il pezzo controcarri da 5 cm in dotazione era insufficiente. D’altra parte lo sviluppo del nuovo potente 7,5 cm PaK 40 era in ritardo. Per colmare il momentaneo vuoto, le autorità tedesche decisero di adattare la bocca da fuoco francese, la quale sopperiva alla bassa velocità alla voltata con una buona celerità di tiro. L’affusto originale però, oltre ad essere troppo alto e visibile, permetteva un modesto angolo di tiro e non consentiva il traino a velocità adeguate. Esso fu sostituito con l’affusto del 5 cm PaK 38 a code tubolari e rinculo costante, con due ruote metalliche gommate e scudo inclinato. Oltre 3000 esemplari furono prodotti fra il 1941 e il 1943. L’arma utilizzava munizioni perforanti ed esplosive di preda bellica francese e polacca, inoltre, data la modesta velocità iniziale, fu adottato un proietto a carica cava con capacità di penetrazione fino a 75 mm. Dieci pezzi furono anche istallai sullo scafo del carro armato di preda bellica sovietica T26, con cui fu costituita una piccola unità cacciacarri che operò fino alla primavera del 1944. Nel complesso, il PaK 97/38 svolse il suo compito sufficientemente bene, per quanto fosse piuttosto impreciso e avesse un rinculo violento nonostante il freno di bocca. Quando fu in linea un numero sufficiente di 7,5 cm PaK 40 la Wermacht cedette i propri PaK 97/38 a diversi alleati, tra cui Finlandia, Ungheria e Romania, che li utilizzarono sul fronte russo. Anche il Regio Esercito italiano ottenne nove batterie su sei pezzi che furono assegnate a ciascuna alle divisioni dell’Armata Italiana in Russia (tranne la Vicenza). Nella primavera del 1943 alcune batterie furono schierate anche in Sardegna, Sicilia e Francia meridionale.



Bibliografia:

Enrico Finazzer, Davide Zendri, Le artiglierie di preda bellica del regio esercito nella Seconda guerra mondiale: la collezione del Museo Storico Italiano della Guerra, in AAVV, Annali, N. 31, 2023, Museo Storico Italiano della Guerra, Rovereto, 2024.

Autore:

Davide Zendri

Data di pubblicazione:
05/02/2026