ARTICOLO DEL GIORNO

31/07/2026

Il santo senza testa

La curiosa rappresentazione di San Dionigi

San Dionigi con in mano la sua testa - sursumcorda

I Santi nella iconografia cristiana sono spesso raffigurati con specifiche caratteristiche che li rendono immediatamente riconoscibili: San Paolo con la spada che aveva quando era un soldato romano, San Pietro con le chiavi del Paradiso e cosi via. Osservando le varie statue, mosaici e quadri dedicati a tali personaggi vi sarà però capitato di notare un Santo raffigurato in modo particolare: senza testa; o per meglio dire tenente la sua testa mozzata tra le mani. Non è una scena macabra, ma un preciso codice visivo. Nel Medioevo queste figure erano chiamate “cefalofori”, letteralmente portatori di testa.

Il Santo in questione è San Dionigi di Parigi (??? - 285): vescovo romano nonché primo vescovo di Lutezia (odierna Parigi, Francia) e patrono di Francia (il cui giorno si festeggia il 3 Ottobre). La Chiesa romana affidò a lui ed ai suoi compagni, il compito di diffondere la parola di Dio in Gallia, all'epoca provincia romana, ma posizione remota, ancora terra dove le credenze pagane erano ben radicate sia tra la popolazione autoctona che tra i conquistatori romani. Per via della sua incessante predicazione, non volendo - spinto dalla sua grande fede - desistere dal spargere il verbo di Dio, venne imprigionato prima in una cava e poi in una prigione su ordine del prefetto romano di Lutezia. Venne poi sottoposto alla tortura della graticola e, rifiutatosi di rinunciare alla sua fede ed alla sua missione, condannato alla decapitazione su una collina. Dionigi venne però decapitato a metà strada dai soldati romani.

Miracolo vuole che una volta morto il Santo prese la sua testa e continuò la salita della collina, dove, una volta in cima si lavò la testa e proseguì fino a quando una vecchia credente non ne seppellì il corpo. Per questo San Dionigi viene rappresentato con la sua testa tra le mani ed in abiti vescovili. La sua iconografia, per quanto macabra possa essere alla vista, rappresenta il fatto che  il martirio non spezza la santità. Anche quando il corpo è distrutto, la fede continua a parlare.



Bibliografia:

Sofia Boesch Gajano, Santità, culti, agiografia, Viella Libreria Editrice, 2011

Autore:

Marco Locatelli, laureando in Scienze Storiche presso Unimi

Data di pubblicazione:
31/07/2026