Il mito di Alessandro Magno per i Romani
Gli emuli del Macedone
Cesare piange davanti alla statua di Alessandro - Immagine generata con IA
È noto che l'eco delle conquiste di Alessandro il Grande si fosse diffusa in tutto il Mediterraneo, ma a Roma l’attenzione per il condottiero macedone dovette manifestarsi intorno al III secolo a.C., sulla spinta di un nascente interesse romano per i costumi ellenistici.
Il primo ad esserene interessato, e di cui ci sono pervenute esplicite informazioni, fu di certo Scipione l’Africano: filoellenico, con la sua pars, durante le prime conquiste in oriente, cercò di imporre un modello egemonico di Roma sull’Ellade, presentando tutto ciò come una sorta di patrocinium romano verso le elité locali. La sua linea fu però contrastata da quella più radicale dei suoi avversari, orientati verso un dominio diretto del territorio. Secondo Plinio, fu inoltre Scipione a diffondere la consuetudine di radersi, emulando proprio Alessandro, il quale pare si radesse perché gli cresceva poca barba, imponendo la stessa abitudine anche ai suoi sottoposti per non sfigurare.
Tuttavia, era Pompeo a essere considerato “l’Alessandro romano”: in primo luogo, sembra che da giovane avesse una certa somiglianza fisica con il Macedone, cosa che si può verificare osservando il suo busto conservato presso il Louvre, anche se non è da escludere che l'artista, per ingraziarselo, avesse utilizzato come base il ritratto di Alessandro di Lisippo, soprattutto per la capigliatura; inoltre, Pompeo estese il dominio di Roma in buona parte dell’Oriente. Per quanto riguarda Cesare, è ben noto l’episodio in cui, trentenne, davanti a una statua di Alessandro, pianse perché alla sua età, a differenza del Macedone, non era ancora riuscito a imporsi; la campagna partica che avrebbe dovuto condurre dopo le idi di Marzo era dettata anche da ciò. Il mito infatti non mancò di essere indirettamente causa di spedizioni fallimentari, come la sconfitta di Crasso a Carre (53 a.C.) e le campagne di Marco Antonio (37-33 a.C.), entrambi decisi a emulare Alessandro. Favorevole sarà invece all'imperatore Traiano durante le sue campagne contro i Parti tra il 113 e il 117 d.C., riuscendo nella conquista di Armenia e Mesopotamia.
Per quanto concerne invece l'imperatore Caracalla, grande ammiratore del Macedone, egli non si limitò solo alla organizzazione di una nuova spedizione partica per emularlo, ma creò anche una nuova unità in seno all'esercito romano che richiamasse gli antichi Spartiati.
Plutarco, "Vite Parallele", books XIV, XVI, XVII, XXI published by UTET, 2013.
Plinio il Vecchio, "Naturalis Historia", edited by Einaudi,1997.
Svetonio, "Vite dei Cesari", Book I published by Bur-Rizzoli, 1982.
Cassio Dione, "Storia Romana", book LXXVIII published by Bur-Rizzoli, 2018.
G. Brizzi, "Roma. Potere e identità dalle origini alla nascita dell'impero cristiano", published by Pàtron Editore Bologna, 2012.
20/06/2026