ARTICOLO DEL GIORNO

02/10/2026

La guerra per il trono di Belgrado

Obrenovic contro Karadordevic: rivalità, colpi di stato e assassinii nella Serbia dell'Ottocento

Milos Obrenovic, il primo sovrano della Serbia autonoma dall'Impero ottomano nel 1815 - Wikimedia

Nella Serbia dell’Ottocento, il potere non si conquistava solo con la politica, ma anche con le armi, con i complotti, e spesso con il sangue. Per oltre un secolo, due dinastie si contesero il trono: gli Obrenovic e i Karadordevic.

Tutto ebbe inizio con le rivolte contro l’Impero ottomano. Da una parte la memoria di Karadorde Petrovic, simbolo della lotta armata e dell’indipendenza conquistata con la forza. Nel 1804 si pose infatti a capo della rivolta dei serbi contro i dominatori ottomani, i quali concessero autonomia agli slavi, ma una nuova offensiva nel 1813 riportó il territorio serbo sotto il pieno dominio ottomano. Dall’altra Milos Obrenovic, abile negoziatore, capace di ottenere autonomia con compromessi e diplomazia a seguito di una nuova rivolta nel 1815. Divenne infatti primo principe di Serbia, ma vassallo di Costantinopoli. Nel corso del XIX secolo, il trono serbo passò più volte da una dinastia all’altra, tra colpi di Stato, pressioni straniere e crisi interne. Gli Obrenovic tendevano a guardare all’Austria-Ungheria, cercando stabilità e riconoscimento internazionale. I Karadordevic, invece, erano più vicini alla Russia e al nazionalismo slavo. Nel 1878 la Serbia ottenne l'indipendenza formale dall'Impero ottomano e gli Obrenovic ottennero la dignità di re.

Il punto di rottura arrivò nella notte tra il 28 e il 29 maggio 1903. Nel palazzo reale di Belgrado, un gruppo di ufficiali fece irruzione. Il re Alessandro I Obrenovic e la regina Draga furono catturati, uccisi brutalmente e i loro corpi gettati dalla finestra. La dinastia Obrenović venne cancellata e sul trono salì Pietro I Karadordevic. La Serbia cambiò strategia, avvicinandosi alla Russia e sostenendo con più decisione i movimenti nazionalisti nei Balcani. Il nuovo corso serbo alimentò tensioni crescenti con l’Impero austro-ungarico, che aveva al suo interno sudditi serbi, croati e sloveni. Negli anni successivi, Belgrado divenne un centro di fermento politico e cospirativo, dove si intrecciavano esercito, società segrete e ideali nazionalisti. Quando nel 1914 venne assassinato a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando, il mondo precipitò nella Prima guerra mondiale. E dietro quell’attentato c’era anche il clima politico nato da quella lunga rivalità dinastica.



Bibliografia:

E. Hosch, Storia dei Balcani, il Mulino, 2006.

Autore:

Monaci Diego

Data di pubblicazione:
02/10/2026