ARTICOLO DEL GIORNO

04/09/2026

Le trattative per un governo proibito

Gli ostacoli e le fatiche di Aldo Moro per la costruzione del governo Andreotti IV col voto favorevole dei comunisti

Stretta di mano nel giugno 1977 tra il segretario del Pci Enrico Berlinguer e il presidente della Dc Aldo Moro - Wikimedia

Il governo Andreotti III era un monocolore democristiano retto dall'astensione in Parlamento di 5 partiti (dai comunisti ai liberali). Esso era chiaramente appeso a un filo e a fine 1977 andò in crisi. Per ricostruire una maggioranza, il Psi chiedeva che il Pci si responsabilizzasse votando la fiducia al governo, mentre il Psdi avrebbe partecipato solo se Pci e Psi fossero stati concordi. Anche Moro e Berlinguer fecero passi concreti per far avvicinare il Pci all'area governativa, ma i paesi occidentali rifiutavano l’idea di una qualsiasi apertura ai comunisti; posizione ribadita dal nuovo ambasciatore statunitense Gardner. Il capogruppo Dc alla Camera Flaminio Piccoli precisava che otto deputati su dieci erano contro i comunisti nella maggioranza e lo stesso ribadì il capogruppo al Senato Bartolomei. Piccoli era molto pessimista riguardo alla situazione, cogliendo «aria di crisi non risolvibile» e decise di scrivere una lettera a Moro per invitarlo a riflettere sulla gravità della situazione, ma infine decise di non inviarla.

Il confronto con i gruppi parlamentari ci fu il 27 febbraio 1978; Moro tenne un discorso esemplare, nel quale convinse gli interlocutori dell’opzione per un «accordo misurato, moderato e significativo» con il Pci nella maggioranza, che sarebbe dovuto durare fino alle elezioni presidenziali previste alla fine dell’anno. Strappò finalmente il consenso della Dc. Andreotti scrisse nel suo diario: «Il merito della mediazione va in gran parte a Moro che ha parlato con finezza concedendo ai contrari tutte le ragioni possibili, ma tornando sempre sulla necessità di non spezzare il filo della trattativa, anche da un punto di vista di alto interesse della Dc». Donat Cattin, uno dei più contrari al coinvolgimento del Pci nella maggioranza, parlò di capolavoro politico di Moro. Andreotti addirittura offrì al politico pugliese la guida del governo, che rifiutò.

Si apriva così la strada al Governo Andreotti IV, un monocolore democristiano sostenuto da Dc-Pci-Psi-Psdi-Pri, ma i nomi nella rosa ministeriale non trovavano il consenso pieno del Pci. Moro fece pervenire a Berlinguer un messaggio alla vigilia della presentazione del Governo in Parlamento, per evitare di disfare il faticoso lavoro di convincimento dei gruppi parlamentari democristiani. La mattina successiva, mentre si recava alla Camera per votare la fiducia al nuovo governo Andreotti (ancora in dubbio sotto tanti profili, dato lo scontento diffuso nella Dc e nel Pci), Moro venne rapito da un commando delle Brigate rosse che sterminò pure i cinque uomini della sua scorta.



Bibliografia:

G. Formigoni, P. Pombeni, G. Vecchio, Storia della Democrazia cristiana. 1943-1993, il Mulino, 2023

P. Carusi, The Christian Democrat Party: fifty years of Italian history, il Mulino, 2026.

Autore:

Diego Monaci

Data di pubblicazione:
04/09/2026