L'oscura ascesa di Adriano
La porpora ottenuta col sangue
Adriano medita la repressione - Immagine generata con IA.
L'ascesa al potere di Adriano, dopo la morte di Traiano nel 117 d.C. a Selinunte in Cilicia, è ancora oggi oggetto di speculazioni, in quanto avvenuta attraverso dinamiche mai del tutto chiarite e, per certi versi, violente. Innanzitutto, non è chiaro se Traiano avesse ufficialmente designato Adriano, figlio di un suo cugino e da lui tutelato, come suo successore, anche perché non risulta che lo abbia mai presentato come tale in senato.
L'Historia Augusta, fonte a cui attingere con cautela, presenta un quadro in cui un Traiano morente – forse colpito da un ictus – nomina Adriano suo successore grazie al probabile consiglio della moglie Plotina, della quale Adriano era il favorito, e con l’appoggio del prefetto del pretorio Attiano.
In realtà, i candidati più vicini ai disegni di Traiano per la successione sembravano essere altri: Luso Quieto, Gaio Nigrino, Cornelio Palma e Publilio Celso; uomini che dovevano la propria carriera alle campagne traianee, quasi tutti di rango consolare. Che cosa aveva Adriano di diverso rispetto a loro? A dispetto dell’immagine convenzionale di amante delle arti e spirito romantico che emerge dalle "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar, anche Adriano si era formato nelle armi: ottimo soldato, era capace di condividere la vita dura dei suoi camerati. Ma fu forse proprio questa sua sensibilità alla dimensione militare a spingerlo a frenare nuove campagne espansionistiche – forse anche in virtù della loro dispendiosità, come dimostrava la recente campagna partica – preferendo invece dedicarsi all’amministrazione, al consolidamento dei confini e a un più ampio impulso edilizio in tutto l’impero.
Per tutelare al meglio la propria posizione, Adriano, dopo aver fatto ratificare dal senato la sua nomina – già conferitagli dall’esercito – e aver presentato i suoi progetti per la Mesopotamia, che prevedevano la rinuncia alla sua annessione diretta e l’affidamento a un sovrano cliente, organizzò la repressione dei consolari sopracitati. Accusati di stare organizzando un colpo di mano contro l’imperatore - operazione che pare prevedesse la mobilitazione di reparti fedeli ai consolari, questi furono processati dal prefetto Attiano e infine assassinati sommariamente in diverse località, tra l'Italia e il medioriente romano.
La repressione fu tale che Adriano non ebbe alcun pericolo di sedizione per tutta la durata del suo principato, ma ciò gli costò, da parte senatoriale, l'immagine di una personalità autoritaria e inflessibile che mal si concilia con quella moderna del "buon imperatore" tramandata da Gibbon.
Cassio Dione, "Storia Romana", books LXVIII-LXXII edited Bur-Rizzoli, 2019.
Anonimo,"Historia Augusta", Independently published, 2021..
Santo Mazzarino, "L'Impero Romano", edited Bari, Laterza 2024.
14/05/2026