ARTICOLO DEL GIORNO

03/02/2026

La personalità di Carlo Magno

La ricchezza e le sfaccettature di un uomo che ha plasmato l'Europa

Statuetta equestre in bronzo di Carlo Magno (o del nipote Carlo il Calvo) creata attorno all'870 - Wikimedia

Per quanto riguarda il Medioevo, un genealogista deve rassegnarsi: la laconicità di fonti permette raramente di delineare la genealogia di una stirpe eccelsa di epoca moderna, rilevando tutt'al più dei semplici nomi maschili (raramente femminili) legati tra di loro talvolta in modo incerto, vedendosi costretto solo ad ipotizzare i legami familiari sulla base ad esempio dei Leitname. Risulta quindi impossibile attribuire un carattere e una personalità a queste persone. Tuttavia, si può intravedere una luce in un'epoca segnata dalla scarsità di fonti: Carlo Magno. Uno dei più grandi sovrani europei, le fonti abbondano di sue citazioni e non solo: grazie alla biografia di Eginardo, possiamo analizzare un poco la sua figura, non solo quella di re dei Franchi e Imperatore, ma anche di quella più intima e personale. Eginardo ci ha lasciato un ritratto vivo del sovrano, anche a livello fisico: egli riporta che era molto alto (cosa confermata dall'analisi dei resti nella sua tomba ad Aquisgrana) e robusto, con una testa rotonda sorretta da un collo grasso, gli occhi grandi e vivaci e con un naso più grande del normale; dai modi virili, aveva tuttavia una voce acuta.

Caratterialmente, Carlo era molto conviviale e faceva molto facilmente amicizia, riuscendo a mantenere anche le vecchie amicizie, ad era incline al riso. Questa facilità nell'amicizia e nella cortesia è riscontrabile dal fatto che, quando faceva i bagni termali ad Aquisgrana, invitava talvolta l'intera corte a fare il bagno con lui. Oltre al franco, imparò il latino molto bene, mentre capiva bene il greco ma non lo parlava bene; non eccelleva, invece nella scrittura. Carlo si vestiva al modo franco rifiutandosi di vestirsi in altro modo, eccetto quando fu incoronato a Roma; quando necessario, vestiva elegante, ma altrimenti preferiva vestirsi come un suddito normale. Odiava l'ubriachezza, ma tale odio non era riposto nel cibo, mangiando molto e amando soprattutto lo spiedo. Amava molto le figlie, tanto che non le diede in sposa per non doversene separare.

Eginardo ci consegna quindi un Carlo "vivo", con anche difetti caratteriali e fisici, non riducendosi alla redazione di un banale panegirico.



Bibliografia:

Eginardo, Vita di Carlo Magno, a cura di Valerio Marucci, Roma, Salerno Editrice, 2006, pp. 95-107.

Autore:

Fabio Daziano

Data di pubblicazione:
03/02/2026