La conversione religiosa di Vladimir il Grande
«Bere è la gioia dei Rus. Non potremmo esistere senza siffatto piacere».
Monumento dedicato a Vladimir il Grande - Wikicommons
Vladimir il Grande (980-1015) deve il suo epiteto a tutte le azioni da lui svolte una volta divenuto re dei Rus: fece uccidere i principi locali che potevano diventare potenti nemici politici, nominò personalmente dei luogotenenti che dovevano provvedere alle poliudie, si impossessò di nuove fortezze e tentò di rendere le frontiere con la steppa, dei luoghi meno pericolosi. Tra questi, però, il maggior merito fu quello di aver promosso la religione cristiana nel suo principato e aver fatto convertire la sua popolazione.
La ricostruzione della conversione religiosa di Vladimir si basa soprattutto sulle parole di Nestore.
Secondo questa fonte, durante il suo regno, Vladimir ricevette molte visite da parte di alcuni rappresentanti delle diverse religioni; i primi furono degli emmissari musulmani bulgari che non incontrarono il favore del principe, in quanto la loro religione avrebbe vietato l’uso degli alcolici. Nestore riporta così la risposta di Vladimir: «bere è la gioia dei Rus. Non potremmo esistere senza siffatto piacere».
Il secondo gruppo era composto da cristiani latini germanici, i quali vennero allontanati senza spiegazione. Giunse poi un gruppo di ambasciatori ebrei, allontanati dal principe perché gli ebrei erano stati espulsi in precedenza dalle sue terre. Infine, giunse a corte un rappresentante del culto greco.
Ascoltati i discorsi di tutti i diversi orientamenti religiosi, Vladimir non sapeva quale preferire; i suoi funzionari gli consigliarono di inviare alcuni ambasciatori a visionare di persona come veniva officiato il culto. Questi rimasero estremamente colpiti dalla monumentalità della cattedrale di Santa Sofia presso Costantinopoli e dalla liturgia greca.
Vladimir preferì comunque tardare il battesimo. L’anno seguente decise di attaccare Cherson e le trattative di pace che si avviarono con Costantinopoli lo portarono alla scelta del battesimo per ottenere in sposa Anna.
La narrazione religiosa aggiunge anche che nel momento in cui Vladimir attaccò Cherson iniziò a soffrire di una malattia agli occhi che lo condusse alla cecità. Il principe riuscì a guarire solo quando accettò il battesimo e Anna giunse nella città della Crimea.
Leciejwicz L., La nuova forma del mondo. La nascita della civiltà europea medievale, Il Mulino, Bologna, 2004
Sito: Poppe A., The Political Background to the Baptism of Rus': Byzantine-Russian Relations between 986-89, in Dumbarton Oaks Papers, vol. 30, Cambridge, 1975, Jstor.org (consultato febbraio 2025)
Wilken R., I primi mille anni. Storia globale del cristianesimo, Enaudi editore, Torino, 2013,
06/02/2026