ARTICOLO DEL GIORNO

10/05/2026

Conquistare Napoleone III

Come la cugina di Cavour ammaliò l’imperatore di Francia

Virginia Oldoini (1837-1899). La foto la ritrae prima di uno dei tanti balli a cui amava presentarsi abbigliata in modo scenografico -Wikimedia Commons

È il 1855, subito dopo la Guerra di Crimea, che ha visto, tra le nazioni vincitrici, anche il Regno di Sardegna. Il Congresso di Parigi è alle porte e bisogna trovarsi un alleato a cui presentare la causa italiana. Chi meglio dell’imperatore francese, che da giovane aveva vissuto esule in Italia?

Inizia allora quello che sarà un vero e proprio accerchiamento su tutti i fronti. Tra le strategie messe in atto, una fu proprio quella di sedurre l’imperatore. Cavour si ricordò della sua lontana cugina, Virginia Oldoini, considerata una delle donne più affascinanti di quel periodo. Grazie alle sue conoscenze, riuscì a farla entrare, assieme al marito, negli ambienti più esclusivi della società parigina dell’epoca. Fu lì che il suo destino si intrecciò con quello dell’imperatore. Infatti, i tempi della relazione tra l’imperatore e la contessa coincisero con le prime simpatie di Napoleone III per il Piemonte.

Virginia era contessa di Castiglione e figlia del marchese Rapallini, primo deputato di La Spezia al Parlamento di Torino. Ebbe una vita movimentata, con talmente tanti amanti illustri che, alla sua morte, venne trafugato il suo archivio: si temeva che vi fossero nascosti documenti compromettenti sulle trame politiche piemontesi risorgimentali.

Aveva solo 18 anni ed era sposata da due. Il suo esordio nella società parigina avvenne durante un ballo alle Tuileries, dimora storica dei sovrani francesi. Si legge che “arrivò seminuda, come una dea dell’antichità”. Non mancano consigli espliciti: “Fatevi bionda, tanto bionda perché le bionde piacciono”, le scrive Nigra.

Infine, la testimonianza della marchesa Tisey-Chatenoy, alla quale Virginia aveva evidentemente raccontato una delle sue notti con l’imperatore: “L’imperatore che si offriva ai miei sguardi appariva un semplice mortale. […] Era bastata una sola mezz’ora per fare di me un’imperatrice”.

Nonostante Cavour la considerasse leggera e inaffidabile, è evidente che Virginia ebbe una certa influenza sull’imperatore. Anche grazie a questo, per Cavour fu più facile presentargli la causa italiana e ottenere la sua simpatia.

Oggi vi segnaliamo:



Bibliografia:

Gigi Di Fiore, Controstoria dell'unità d'Italia: fatti e misfatti del risorgimento, BUR Rizzoli, 2021

Autore:

Kevin Manfredi; laureando in Lettere moderne; Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio"

Data di pubblicazione:
10/05/2026