ARTICOLO DEL GIORNO

02/07/2026

La spada di Allah

Khālid ibn al-Walīd l'invincibile

La "spada di Allah": Khālid ibn al-Walīd - Immagine generata con IA

La storia occidentale è ricca di uomini passati ai posteri come grandi condottieri e conquistatori: da Alessandro Magno, passando per Riccardo "cuor di leone" fino ad arrivare a Napoleone. Anche dalla parte orientale però, la storiografia propone uomini passati alla storia come eroi nazionali e guerrieri formidabili. Questo è il caso di Khālid ibn al-Walīd (592 -642). 

Sulla sua gioventù si conosce ben poco, Khalid entra nella storia solo nel 627 d.C. (5 anni dell'Egira islamica) anno in cui decide di convertirsi all'Islam passando dalla parte dei convertiti di Medina; la fazione del Profeta Maometto. Precedentemente Khalid, combattè proprio contro le due fazioni credenti della Mecca e di Medina di Maometto, in quanto lui - nell'ambito delle guerre civili post Egira - era schierato nella fazione dei pagani. Khalid riportò qui una grande vittoria facendo segnare la prima sconfitta musulmana. Con la sua conversione - segnata da queste parole: "O Messaggero di Allah! Invoca Dio a mio favore affinché assolva i miei peccati passati" - Khalid pose la sua spada e la sua abilità al servizio del Califfato degli Ortodossi (632 - 661) diventando ben presto una figura rispettata e temuta. Desideroso di espiare i suoi peccati, Khalid partecipò tra il 629 e il 638 a ben 3 guerre (contro Persia, Siria e i bizantini) e a ben 11 battaglie; non venendo mai sconfitto e portando alla grandezza il neonato califfato arabo. Divenuto una figura leggendaria, ammirato per la sua leadership e per la sua fede; Khalid venne soprannominato "la spada di Allah", per via della sua invincibilità in battaglia; come se fosse Dio stesso a guidare la sua spada contro i nemici della fede. 

Ma c'era un nemico che nemmeno un guerriero come Khalid poteva vincere: la malattia. All'età di 50 anni morirà in un letto contro un nemico troppo forte anche per la sua spada. "Ho partecipato a molte battaglie, il mio corpo è stato attraversato da colpi di spada e di lancia, e ora sto morendo nel mio letto come muore un cammello. Che gli occhi dei codardi siano privati del sonno" dirà in punto di morte. Le sue vittorie lo rendono oggi uno dei guerrieri più forti della storia.



Bibliografia:

A. I. Akram, The Sword of Allah, Khalid Bin Al-Waleed: His Life and Campaigns, Adam Publishers & Distributors, 2009

Autore:

Marco Locatelli, laureando in Scienze Storiche presso Unimi

Data di pubblicazione:
02/07/2026