Il Senatore Cappelli
Un grano duro per un piatto di pasta
Un genetista italiano interviene sul grano secondo l'IA.
Quando pensiamo alla nostra cucina tipica è inevitabile pensare ad un buon piatto di pasta. Tuttavia, quello che noi pensiamo sia un prodotto dalle origini antichissime è in realtà un'invenzione molto più recente. Agli inizi del XX secolo, il genetista marchigiano Nazareno Strampelli inventò una tipologia di grano, frutto di manipolazione genetica, destinato ad avere un grandissimo successo per la produzione della pasta - il Senatore Cappelli. Questo grano era stato nominato in onore di Raffaele Cappelli, il senatore che aveva finanziato le ricerche di Strampelli. L'obiettivo di quest'ultimo non era quello di ottenere un grano duro particolarmente pregiato, ma quello di incrementare la produttività delle varietà di grano tenero usate nella panificazione. Tra le due guerre mondiali in Italia poi salì al potere il fascismo e con esso la celeberrima politica della "battaglia del grano": Strampelli e il grano da lui inventato furono cruciali in questa politica agraria. Infatti, il Senatore Cappelli divenne in poco tempo il grano duro più diffuso in Italia, grazie - come dicevamo poc'anzi - alla sua resa più efficiente rispetto alle altre varietà di grano tipicamente in uso. L'autarchia però era un mito: infatti, tra le diverse tipologie di varietà incrociate da Strampelli per ottenere il Senatore Cappelli ve n'era anche una proveniente dalla Tunisia. Come scrive provocatoriamente il Professor Alberto Grandi: "Possiamo dire che la pasta italiana sia stata a lungo più africana che italiana in senso stretto". Un'evoluzione in questo senso si ebbe negli anni '70 quando, partendo dagli incroci di Strampelli, si ottennero varietà di grano ancora più efficienti grazie all'uso delle tecnologie di ultima creazione. Il risultato di questa di queste ulteriori ricerche scientifiche è il grano Creso, creato alla fine degli anni '60 ed entrato in commercio nel 1974, considerabile come il successore del Senatore Cappelli in quanto sua derivazione diretta. Per concludere, sempre per usare le parole di Grandi: "Il grano duro italiano con il quale si fa la nostra famosa pasta e il frutto della manipolazione genetica di un grano africano".
Alberto Grandi, Denominazione di origine inventata: Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani, Mondadori, Milano, 2018, pp. 117-120.
12/03/2026