ARTICOLO DEL GIORNO

23/09/2026

Cremona romana

La difficoltosa fondazione del capoluogo cremonese

I romani costruiscono le fondamenta di Cremona (riconoscibile dall'aggiunta del Torrazzo) - Immagine generata con IA

Acquedotti, ponti, strade, reti fognarie... i romani, lo sappiamo, passarono alla storia oltre che per essere militarmente straordinari, anche per essere stati grandi costruttori di opere pubbliche. Ma non sempre erano all'altezza di tale fama, come nel caso della costruzione della città di Cremona.

Nel III sec. a.C., la Repubblica di Roma entrava nel suo secondo conflitto contro Cartagine (II Guerra Punica) e, di conseguenza, necessitava di fortificare i confini a nord della penisola per resistere a un'eventuale invasione. Spinti quindi dal bisogno di controllare militarmente la Pianura Padana (all'epoca controllata da popolazioni galliche), i romani si trovarono alle prese con un terreno paludoso e ostile ancora tutto da fortificare. In questo slancio urbanistico/militare voluto dal Senato nel 218 a.C. venne fondata la città di Cremona sulla riva settentrionale del Po. Il console Gaio Flaminio, con le sue legioni, trovò un terreno più pianeggiante possibile e ordinò di piantare i primi pali della futura città lombarda, non rendendosi  però conto che il paludoso terreno della Pianura rese presto vano ogni tentativo di edificazione. La situazione era talmente disperata che perfino le tribù ostili (Insubri e Cenomani) si misero ad aiutare i legionari a costruire la fortificazione, costringendo il disperato ed imbarazzato Flaminio a stipulare un foedera aequa con i barbari, ovvero degli accordi paritari reciproci con altre popolazioni sulla base di indipendenza ed aiuto reciproco. Gaio Flaminio, però, non era uno sprovveduto e così, una volta che i barbari ebbero aiutato i romani a costruire il forte militare, diede ordine ai soldati di attaccarli, costringendoli alla fuga. Con le fondamenta solide e il territorio libero, i romani ultimarono poi la costruzione di Cremona, che, per via della sua posizione strategica, divenne ben presto un importante avamposto militare e commerciale, con il quale la Repubblica gestiva i traffici di merci e denaro e poteva difendere Roma.

Durante l’età imperiale, Cremona raggiunse un notevole livello di ricchezza, tanto che le fonti (vedi Tacito) la descrivono come una città elegante e ben urbanizzata. Lo stesso imperatore Vespasiano ne promosse la ricostruzione e la fortuna nel 69 d.C.

 



Bibliografia:

Giovanni Geraci, Storia romana. maior, Mondadori, 2017

Autore:

Marco Locatelli, laureando in Scienze Storiche presso Unimi

Data di pubblicazione:
23/09/2026