La fondazione del Partito comunista americano
ll comunismo nell'emblema del capitalismo
Incontro fondativo del Partito comunista americano - Wikimedia
Secondo le teorie di Marx, il comunismo si sarebbe sviluppato in modo più violento e repentino negli stati che mostravano una propensione maggiore a uno sviluppo economico di stampo prettamente capitalista. Se questo poteva essere applicato chiaramente ai paesi del Vecchio mondo, allora era anche ampliamente accostabile a un esempio lampante di grande paese capitalista nel nuovo. Si parla ovviamente degli Stati Uniti d'America, un colosso economico e commerciale che dal XIX Secolo in poi monopolizzò gli affari del continente americano e indirizzò la propria economia verso un modello dichiaratamente consumistico e capitalista.
Proprio come teorizzato dal filosofo tedesco, anche nella nazione statunitense venne a crearsi un movimento orientato verso la sinistra dello spettro politico, dall'inizio del XX Secolo espresso dal Partito Socialista d'America, fondato nel 1901. Questo, però, fu sempre caratterizzato da un atteggiamento prettamente riformista e che non si discostava troppo dalle politiche proposte da altri partiti progressisti. Esponenti della sinistra del partito, come John Reed e Luigi Carlo Fraina si opposero sin da subito a questa tendenza generale e si accostarono nel tempo a movimenti sindacalisti rivoluzionari, come il noto Industrial Workers of the World.
Le fratture già esistenti all'interno del partito si esacerbarono a seguito del 1917 e dell'esponenziale aumento di forza del bolsevichi di Lenin in Russia. La propensione del movimento comunista americano all'avvicinarsi ai bolsevichi fu espresso dagli operai con gli imponenti scioperi di Seattle del febbraio 1919, mentre da parte dei politici con il voto favorevole della primavera dello stesso anno per l'accettazione dell'invito di Lenin ad entrare a far parte del Comintern. Questo voto venne però disatteso dalla componente moderata e più a destra del partito, portando alla fondazione di due partiti comunisti principali, tutti e due frutto del lavoro degli esponenti di sinistra espulsi dopo la votazione e divisi solamente da una diversa propensione verso il bolscevismo.
Ovviamente queste divisioni nello schieramento comunista statunitense fecero storcere sin da subito il naso agli esponenti sovietici, i quali spinsero verso una unificazione delle parti. Dopo anni di dubbi e tribolazioni finalmente il Partito Comunista degli Stati Uniti d'America, del quale solo il 5% dei membri era statunitense in una maggioranza di immigrati dall'Europa. Questo fattore segnò decenni di diffidenza nell'opinione pubblica statunitense, amplificata dalla crescente rivalità con l'Unione sovietica.
Harvey E. Klehr, John Earl Haynes; The American Communist Movement: Storming Heaven Itself; 1992; Twayne Pub
06/09/2026