ARTICOLO DEL GIORNO

19/10/2026

Il potere nelle mani di Caterina de’ Medici

La regina che teneva in equilibrio la Francia

Caterina osserva gli ugonotti massacrati a seguito della notte di San Bartolomeo, in un dipinto di Édouard Debat-Ponsan del 1880 - Wikimedia

Nel XVI secolo, la Francia rischiò più volte di crollare tra guerre civili, tensioni religiose e rivolte della nobiltà. In mezzo a questo caos, Caterina de’ Medici riuscì per anni a tenere insieme il sistema. Fiorentina, membro della famiglia Medici, arrivò a corte giovanissima, sposando Enrico II. All’inizio fu una figura marginale, oscurata dalle favorite del re, ma, dopo la morte del marito nel 1559, tutto cambiò. I suoi figli erano ancora giovani e qualcuno doveva governare al loro posto. Caterina diventò reggente e da quel momento la politica francese passò attraverso di lei.
La Francia era divisa tra cattolici e ugonotti, i calvinisti francesi. Caterina inizialmente tentò la mediazione, cercando di bilanciare le fazioni ed evitando che una prevalesse sull’altra, poichè, se una parte avesse vinto, sarebbe diventata troppo forte e la monarchia avrebbe perso il controllo. Per anni, Caterina fu davvero un ago della bilancia: ella trattava con i protestanti, rassicurava i cattolici e cercava di mantenere il potere reale al centro.
Nel 1572, però, tutto esplose. Durante il matrimonio tra la figlia Margherita e il protestante Enrico di Borbone, Parigi, città cattolica, era piena di nobili ugonotti accorsi per celebrare l'evento. Pochi giorni dopo ci fu la notte di San Bartolomeo, durante la quale gli ugonotti a Parigi vennero massacrati. Caterina non fu probabilmente l’unica responsabile, ma fu certamente al centro delle decisioni. La sua politica cambiò e dalla mediazione passò alla repressione. L’equilibrio si trasformò in controllo attraverso la forza. La sua immagine cambiò per sempre. Per i contemporanei e per secoli successivi, Caterina divenne la “regina nera”, manipolatrice, spietata e machiavellica. Ma, in realtà, il suo obiettivo rimase sempre lo stesso, ovvero salvare la monarchia dall'anarchia.
Governò attraverso tre re, tutti suoi figli: Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, tutte personalità piuttosto deboli, inadeguate a gestire una crisi che avrebbe potuto degenerare. Per oltre trent’anni, Caterina fu il vero centro del potere.
Alla sua morte, nel gennaio 1589, le guerre continuarono e solo con Enrico IV di Borbone si arrivò a una nuova stabilità. Egli, protestante, si convertì al cattolicesimo per potersi prendere il trono di Parigi, riuscendo a pacificare il regno concedendo larghe libertà agli ugonotti, isolando gli estremisti cattolici e protestanti, che si appellavano anche a potenze straniere, e sconfiggendoli definitivamente. 



Bibliografia:

A. Necci, Caterina de' Medici. Un'italiana alla conquista della Francia, Marsilio, 2019.

Autore:

Andrea Ricasoli

Data di pubblicazione:
19/10/2026