Il viaggio di Ahmad ibn Fadlān
Un viaggiatore arabo nelle terre dei Bulgari del Volga
Henryk Siemiradzki, «Funerale di un capo Rus’ a Bolğar», Mosca, Museo statale di storia, 1884 - Wikimedia
Nel corso del IX secolo i Bulgari del Volga, una popolazione di origine turcica insediata nell’area del medio Volga, formarono, nonostante il loro nomadismo originario, un’entità politico-militare con a capo un sovrano noto come khagan. Nel X secolo, poi, l’élite bulgara si convertì all’islam, assumendo una rilevanza diplomatica e commerciale internazionale, tale da ricevere la visita di una delegazione del sultano abbaside al-Muqtadir (922). Tale visita si collocò all’interno dei complessi rapporti che i Bulgari intrattenevano al tempo coi Cazari, inizialmente dominatori ai quali dovevano un tributo, ma che successivamente, grazie al crescere della potenza bulgara, divennero dei rivali dai quali provare a smarcarsi. In tale ottica va letta l’islamizzazione del khagan bulgaro: alla ricerca di alleati nel mondo musulmano, egli richiese agli Abbasidi assistenza nel costruire una moschea e una fortezza che sarebbe servita proprio contro i Cazari. Baghdad rispose positivamente e inviò un’ambasceria presso le terre del Volga.
A guidare tale delegazione fu Ahmad ibn Faḍlān, viaggiatore nativo di Baghdad, che documentò accuratamente la spedizione in un racconto estremamente coinvolgente.
Il viaggio di Ahmad prese avvio a Baghdad il 21 giugno 921 e proseguì in direzione nord verso le grandi steppe dell’Asia Centrale, attraverso gelidi deserti e grandi fiumi, incontrando le più svariate popolazioni. Inizialmente si diresse verso la regione del Khorasan, la città di Buchara (nell’odierno Uzbekistan) e il grande fiume Amu Darya, procedendo poi verso la ricca Corasmia, terra di astuti mercanti, dove Ahmad trascorse l’inverno. Nel marzo del 922 Ahmad si unì ad una carovana e riprese il suo viaggio lungo le gelide terre situate tra la costa orientale del mar Caspio e il lago d’Aral, attraversando ben sette fiumi e incontrando popolazioni nomadi come i Turchi Oğuz, i Peceneghi e i Baschiri. A maggio, a quasi un anno dalla sua partenza, Ahmad giunse presso le terre dei Bulgari, dove incontrò il loro sovrano Almış iltäbär.
Nel suo racconto Ahmad si lascia andare a commenti e considerazioni in merito ai luoghi e ai popoli incontrati lungo il suo viaggio. Critica, ad esempio, gli elementi della vendetta e del riscatto presenti presso la società degli Oğuz, la tendenza dei popoli turchi a rasarsi la barba ma non i baffi, la venerazione di idoli dalla forma fallica presso i Baschiri, la sporcizia dei Rus’ e altro ancora.
S. Franklin, J. Shepard, The Emergence of Rus, 750-1200, Abingdon-New York, Routledge, 1996.
A. Ibn Fadlàn, A.M. Martelli (tradotto da), Un viaggiatore arabo nelle oscure terre del lontano Nord, Milano, Luni Editrice, 2021.
07/05/2026