Aerofono un "radar" cieco
Come i non vedenti risposero ad una mancanza tecnologica
Il duce e alti rappresentanti dell'esercito ispezionano un aerofono con il suo operatore al lavoro nella copertina della rivista - "L'illustrazione italiana"
Durante la seconda guerra mondiale, in Italia furono frequenti i bombardamenti prima inglesi e poi americani. Il paese aveva una grave mancanza tecnologica: non disponeva di radar per individuare gli stormi degli aerei nemici in caso di attacco. Vedette e riflettori non erano sufficienti poichè davano poco preavviso e non permettevano una risposta tempestiva degli aerei italiani, ma avvisavano solo quando le flotte aeree nemiche erano sopra l'obbiettivo. Per ovviare a questa mancanza, già da tempo nelle colline italiane erano attivi degli uomini che cercavano di ovviare alle mancanze tecnologiche del paese, erano gli addetti all'utilizzo degli aerofoni. si trattava di strumenti acustici che funzionavano amplificando i suoni prodotti dai motori degli aerei, permettendo agli operatori, di determinare la provenienza, il numero e i tipi di velivoli in avvicinamento. Gli operatori se ne stavano lì pazienti, con addosso le cuffie; pativano freddo e intemperie di ogni tipo ed erano tutti non vedenti. Scartati dal servizio militare perché ritenuti inadatti, questi uomini dimostrarono invece un'abilità straordinaria: contrariamente a quanto si può pensare chi è non vedente non possiede un udito più sviluppato di altri, bensì è portato ad affinarlo per capire al meglio possibile l'ambiente che lo circonda. Molti di loro erano reduci della Prima Guerra Mondiale o avevano perso la vista per incidenti o malattie. L’Esercito italiano intuì il valore di questa capacità e, con la Legge 20 novembre 1939 N.1827, permise loro di arruolarsi nelle Milizie Contraeree e nell’Artiglieria Marittima. Vestivano la stessa divisa dei soldati, con la scritta "cieco" in oro sul petto. Su oltre 2500 candidature, solo 823 superarono la durissima selezione, che richiedeva udito perfetto, resistenza e grande forza di volontà nonchè l'allenamento a riconoscere i rombi degli aerei. Per tutta la guerra con grande dedizione rimasero al loro posto anche durante i bombardamenti stessi rischiando spesso la vita pur non essendo in prima linea. L'Italia pur non raggiungendo l'efficienza dei radar inglesi riuscì a valorizzare caratteristiche umane che in altre circostanze erano state scartate.
Sito: Un mito da sfatare. IL RADAR (italiano) NELLA 2^ GM UNA GUERRA TECNOLOGICA ED UN’ OCCASIONE PERDUTA, Cesmar.it, Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima Circolo Fratelli Bonaldi, Consultato febbraio 2025
Sito: Irene Schiff, I soldati ciechi volontari in guerra, tratto da: Tratto da 'La Voce dell'UNUCI' Notiziario della Sezione di Bologna dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia di Gennaio-Aprile 2021, Istituto Ciechi Francesco Cavazza. Consultato febbraio 2025
30/03/2026