Lo stravagante al-Hākim
La storia di un sovrano eccentrico nella corte Fatimide
Frammento di affresco dell'XI secolo rinvenuto a Fustat, ora conservato al Museo d'arte islamica del Cairo (Fonte dell'informazione: O'Kane (2012), The Illustrated Guide to the Museum of Islamic Art in Cairo , p. 50 - Wikimedia Commons
Nella storia della dinastia Fatimide nessuna guida della comunità fu ritenuta tanto eterodossa quanto al-Hākim: questi, succeduto in giovane età al padre al-Aziz morto nel 996, iniziò il suo governo in autonomia a partire dall’anno Mille. La designazione di questo giovane ragazzo non fu che un evento drammatico per tutta la popolazione femminile e non solo: estremamente misogino e xenofobo, prese misure a dir poco bizzarre e folli contro le donne del regno, colpendo comunità cristiane, ebree ma anche gli stessi musulmani sunniti. La personalità di al-Hakim era molto stravagante: era solito uscire di notte dal palazzo per contemplare le stelle, ritrovandosi a passeggiare per le strade dal Cairo anche più volte nella stessa notte. Ciò avveniva sempre più spesso e perciò si iniziò a credere che soffrisse di una grave insonnia e questo spiegherebbe anche perché fece uccidere tutti i cani della città che con il loro abbaiare gli impedivano il sonno. Forse anche per questo motivo fu imposto ai commercianti e agli artigiani di lavorare di notte e quindi di riposarsi di giorno in modo che il corteo di al-Hakim, che lo seguiva in queste sue passeggiate notturne, fosse ben ammirato. La vita notturna divenne fonte di svago e di divertimento, ma al-Hakim vedeva in questa mondanità cittadina un ruolo giocato dalle donne fin troppo dissoluto: decise allora di proibire a queste di uscire di notte. Le limitazioni successivamente si estesero a una serie infinita di attività, valide sia per la donna come per l’uomo. Particolarmente ossessive furono inoltre le sue azioni nei confronti di una delle sorellastre, Sitt- alMulk, la quale era sopraffatta dall’ossessiva gelosia del fratello, il quale vedeva gli amanti della donna ovunque, anche fra gli alti generali del suo esercito. Questa oppressiva situazione si protrasse per ben sette anni, fino a quando al-Hakim non scomparve misteriosamente durante una delle sue passeggiate notturne, forse vittima delle trame della sua stessa sorellastra.
Fatima Mernissi, Le sultane dimenticate. Donne capi di stato dell’Islam, Editore Marietti, Torino seconda edizione 2009
Taef El-Azhari, Queens, Eunuchs and Concubines in Islamic History, 661- 1257, Edinburgh University Press 2009
Di Folco Virginia
02/04/2026