«Il Carnevale è la perdita del decoro!»
Strane usanze “destabilizzanti” del Carnevale veneziano del XVI secolo
Due persone travestite con il classico costume veneziano chiamato "Bauta" - Wikicommons
I visitatori stranieri del XVI secolo erano convinti che a Venezia, durante il periodo di Carnevale che durava circa sei mesi, le maschere godessero di molta licenza, forse anche troppa; l’uso smodato di queste poteva favorire i malviventi e quindi destabilizzare l’ordine pubblico. Ne può essere un esempio la maschera della Bauta, un travestimento esclusivamente veneziano composto da un mantello e da un tricorno neri su di un volto completamente bianco. Questo costume poteva essere indossato sia da uomini che da donne e la particolare forma della maschera, con il labbro superiore allargato e sporgente, consentiva di mangiare e bere senza che fosse necessario toglierla. Inoltre, lo spazio molto stretto per il naso alterava anche la voce stessa di chi la indossava.
A destabilizzare i visitatori stranieri non era solo la totale anonimità garantita dal costume e dalle maschere, ma soprattutto come questi elementi fossero ben integrati e accettati nella vita quotidiana della città. Fino alla metà del XVIII secolo, secondo la chiesa veneziana «quantunque siano in maschera non si scordano, così travestiti che sono, di portarsi alla chiesa». Gli stessi religiosi si dilettavano nel periodo carnevalesco indossando costumi di ogni specie, così come i laici spesso optavano, come scelta di travestimento, ad abiti talari se non addirittura ad imitazione del doge e della sua corte. Una libertà questa che sicuramente appariva agli stranieri totalmente inappropriata nei canoni del buon decoro.
Il Consiglio dei Dieci sin dal XVI secolo tentò con diversi regolamenti di frenare l’uso smodato della maschera; fu fatto divieto di travestirsi da santi, di mascherarsi nei periodi dell’anno che non riguardavano il Carnevale, di andare a messa con i travestimenti e di portare armi. La costante presenza di queste direttive, che si perpetuarono per due secoli, fa intuire che la questione era assai complessa a Venezia e che il Consiglio dei Dieci non riuscì mai a regolamentare in maniera definitiva un corretto uso del travestimento.
Bertellli S. Il Carnevale di Venezia nel Settecento. Jouvence, Roma, 2002
Burke P. Scene di vita quotidiana nell’Italia moderna. Laterza, Roma-Bari, 1988
Sito: La Storia del Carnevale di Venezia, consultato in data 7 febbraio 2026
11/02/2026