L'Uomo che Cercò di Contenere il Nazismo ( 1937 - 1940)
Il Tragico Fallimento della Politica di Contenimento di Neville Chamberlain
Nel 1937 Neville Chamberlain scelse la strada del compromesso con Hitler, convinto che piccole concessioni avrebbero salvato l’Europa da una nuova guerra. L’Accordo di Monaco del 1938 fu accolto come un trionfo diplomatico, ma in realtà segnò il fallimento della sua strategia: non fermò l’espansionismo nazista, lo incoraggiò - Wikmedia commons - Bundesarchiv
L'ascesa di Hitler al potere in Germania nel 1933 segnò l'inizio di una stagione estremamente turbolenta e incerta per gli equilibri europei. Fin dalla loro prima comparsa nel panorama i nazisti si erano dimostrati determinati a ribaltare gli assetti continentali stabiliti dalla conferenza di Versailles del 1919, considerata dallo stesso Hitler come una profonda umiliazione inferta all'orgoglio nazionale tedesco. Fin da subito Hitler mostrò chiaramente la sua intenzione di riscattare la Germania propononendo un vasto programma di progressiva riannessione e integrazione di tutte le minoranze e paesi di lingua tedesca all'interno del Reich.
Il Primo Ministro Neville Chamberlain, eletto in Gran Bretagna nel 1937, non sapeva tuttavia quali fossero le reali intenzioni di Hitler. Il cancelliere non mirava soltanto alla reintegrazione dei tedeschi in un solo paese, che era solamente una scusa, ma ambiva ad espandere l'egemonia tedesca a tutto il continente, eliminando Francia e Gran Bretagna come rivali nel controllo geopolitico dell'Europa. Chamberlain si convinse che la via più saggia fosse quella del compromesso. La sua logica era semplice: concedere ad Hitler quelle che apparivano rivendicazioni “legittime” per prevenire un conflitto più vasto. Così, di fronte all’Anschluss del 1938, la Gran Bretagna non mosse un dito: l’annessione dell’Austria fu letta come un inevitabile riavvicinamento di due popoli “fratelli”. Ma la realtà era diversa: si trattava del primo passo di un progetto ben più ambizioso.
Il vero banco di prova arrivò con la crisi dei Sudeti, regione chiave della Cecoslovacchia abitata da popolazioni germanofone. Qui Chamberlain cercò di giocare la sua carta diplomatica: volò tre volte in Germania, incontrò Hitler e accettò di sacrificare i Sudeti in nome della pace. Il risultato fu il celebre Accordo di Monaco del settembre 1938, accolto come un trionfo in patria, ma in realtà un clamoroso errore strategico. Hitler non era stato placato, bensì incoraggiato. Marzo 1939 fu la prova definitiva: le truppe tedesche occuparono il resto della Cecoslovacchia, svelando al mondo che non si trattava affatto di “rettifiche territoriali”. Hitler voleva dominare l’Europa, e l’illusione di poterlo contenere con la diplomazia si rivelò tragica. La politica di appeasement di Chamberlain aveva fallito, regalando tempo prezioso al regime nazista per rafforzarsi militarmente e spingendo l’Europa intera verso il baratro della guerra. Un doloroso promemoria alle conseguenze delle trattative tra dittature e democrazie.
Sito: Kershaw, Ian. Hitler: A Biography. New York: W.W. Norton, 2008. internetarchive.com. (consultato sett. 2025)
Sito: Jeffrey Record, Appeasement Reconsidered: Investigating the Mythology of the 1930s,” Research Report no. 11,202, jstor.com. (consultato sett. 2025)
Toniatti Francesco
Master of Arts in International Relations - University of Leiden
Master of Arts in History and Oriental Studies - University of Bologna
Former History Teacher - International European School of Warsaw
21/05/2026