ARTICOLO DEL GIORNO

19/07/2026

Romani e Veneti erano cugini?

Uno strano legame di amicizia tra due popolazioni italiche sorto sulla costa dell'Asia Minore

Un Romano e un Veneto mentre banchettano felicemente assieme - Immagine creata con IA

La romanizzazione della penisola italica fu un processo lungo e complesso, che trasformò un territorio fortemente frammentario in un impero potente e duraturo. Roma seppe cambiare la propria strategia ogni volta che si andava a interfacciare con un popolo differente. Per esempio, con gli Umbri e i Sanniti venne scelto un metodo aspro basato sulla conquista e la sottomissione. In altri casi si optò per soluzioni più diplomatiche, basate soprattutto sulla costruzione di strade, ponti, acquedotti e città che invogliavano i locali a scegliere per la “civiltà” e abbandonare il loro status da “selvaggi”. Molte volte le città erano vere e proprie fortificazioni che garantivano il controllo diretto dei soldati romani di un territorio ancora caldo: ne è un esempio l’attuale Aosta, il cui nome deriva dal latino Augusta Prætoria, che ricorda proprio l’organo militare dei pretoriani.

Un caso molto particolare nel processo di romanizzazione si può ritrovare in quello che coinvolse l’antica popolazione dei Veneti. Essi non arrivarono mai allo scontro diretto con Roma, né furono invogliati a subentrare nella sua macchina politica. Questo perché i Veneti, unica popolazione della penisola italica, non vennero mai considerati inferiori ai Romani, ma di pari livello, soprattutto storico e culturale.

Il motivo di tale relazione, sfociata poi nella vera e propria amicizia tra i due popoli, ha origine nella tradizione mitologica. Si riteneva infatti che Enea, l’eroe per eccellenza dei Romani, avesse trovato aiuti militari proprio presso i Veneti nel momento in cui si trovava in guerra contro i Rutuli, i Prisci Latini e gli Etruschi di Cære.

Inoltre, a questo racconto, si aggiunge anche quello del principe troiano Antenore, uno dei principali compagni d’arme di Enea e scampato insieme a quest’ultimo alla distruzione di Troia. Secondo la tradizione, Antenore, dopo lunghe peregrinazioni, sarebbe approdato lungo le coste padovane e avrebbe poi fondato il sito di Patavium, l’odierna Padova. Ricorda inoltre lo storico Tito Livio, di origine proprio padovana, che in prossimità dell’agro patavino sorgeva il pagus Troianus.

Quello che possiamo domandarci è se davvero questa leggenda sia antica o sia stata invece elaborata dai Veneti nel momento in cui i Romani hanno iniziato la loro espansione. Non avendo una risposta sicura, si può comunque affermare che, leggenda oppure realtà, i Romani hanno sempre considerato i Veneti come loro pari, veri e propri cugini di sangue troiano.



Bibliografia:

E. Buchi, Venetorum Angulus. Este da comunità paleoveneta a colonia romana, Università degli Studi di Verona. Istituto di storia, Verona 1993

 

Autore:

Sara Menegoi, docente di storia

Data di pubblicazione:
19/07/2026