ARTICOLO DEL GIORNO

10/08/2026

Chicago e la società di massa

Il prototipo della città contemporanea

Downtown Chicago nel 1874 - Wikimedia

Chicago fu fondata nel 1803 nella regione dei Grandi Laghi, all'interno dello stato dell'Illinois. Nel 1833 contava solo 350 abitanti e nel 1900 1.685.000. Una crescita esponenziale che mise in discussione il concetto di urbanizzazione e di città che fino a quel momento il mondo e il pensiero occidentale avevano avuto. Un mondo in cui i centri urbani venivano creati razionalmente e secondo dei piani ben precisi stava cominciando e l'origine è da ricondurre proprio all'esempio di questa città statunitense. 

Oltre a diventare dal 1850 il centro della rete ferroviaria statunitense, unendo attraverso la propria posizione strategica le due aree più popolose della Costa est e ovest degli Stati Uniti, divenne in breve tempo dalla sua fondazione uno dei massimi centri produttivi dell'economia mondiale. Nel 1848 venne fondato il Chicago Board of Trade, una importantissima Borsa dei cereali e vennero costruite vent'anni dopo gli Stock Yards, il più grande mattatoio della sua epoca. Proprio in questo momento, con l'avvento della carne in scatola, nacque il principio della alimentazione di massa. 

Tutto era razionalmente pensato sotto i principi produttivi di scalabilità e intensività, in modo da permettere il massimo rendimento con il minimo dispendio possibile di forza-lavoro operaia. Per fare questo serviva, però, anche una città razionalmente pensata per sostenere l'intero apparato produttivo. Proprio qua vennero creati i primi grattaceli, edifici imponenti che permettevano lo svolgimento di attività quotidiane o lavorative a migliaia di persone contemporaneamente nello stesso luogo fisico. Questo ovviamente comportava una grandissima componente di anonimato dell'individuo e di alienazione causata dallo standard edilizio che la costruzione di edifici così grandi e pensati solamente per aumentare la produttività dei lavoratori. 

Insomma, Chicago è l'origine di tutto ciò che noi definiamo moderno nelle nostre città, dal grande potere produttivo e commerciale, alla funzionalità della disposizione degli edifici e del reticolato urbano e dei mezzi di trasporto. Ovviamente questo comporta che in essa siano nate anche tutte le cose negative che delle nostre città noi critichiamo, come il grigiore e l'alienazione che si può provare vivendoci per tutta la vita. Il nostro modello urbano rimane comunque un esempio di grande ingegno umano, praticabilità e resistenza al tempo, cosa che viene testimoniata dalla stessa Chicago che, distrutta nel 1871 da un enorme incendio, si risollevò in pochi anni fino ad ospitae l'Esposizione Universale del 1893.



Bibliografia:

Luca Caracciolo, Andrea Roccucci, Storia contemporanea: Dal mondo europeo al mondo senza centro, Le Monnier Università, 2017

Autore:

Lilliu Federico, laureando in Lettere storiche all'Università degli Studi di Cagliari

Data di pubblicazione:
10/08/2026