Domenico Mondelli: il primo aviatore nero
Un volto dimenticato dell’Italia afrodiscendente del primo Novecento
Durante la Prima guerra mondiale, tra le fila dell'esercito italiano militò un pilota di nome Domenico Mondelli. Egli si sarebbe distinto per il suo valore militare e avrebbe lasciato un segno nella storia militare, ma anche sociale, dell'Italia, poiché sarebbe divenuto il primo aviatore militare nero del mondo. Foto di Domenico Mondelli presente su Wikicommons: - Wikimedia Commons
Wolde Selassie nacque ad Asmara, in Eritrea, nel 1886. All'età di 5 anni, incontrò Attilio Mondelli, ufficiale di fanteria parmense di stanza in Eritrea, che disse di averlo trovato in una strada, abbandonato, sebbene alcuni ipotizzano che in realtà il bambino fosse il figlio dello stesso ufficiale e di una donna eritrea. Ad ogni modo, giunto in Italia venne battezzato con il nome di Domenico e crebbe a Parma assieme a due figlie illegittime dello stesso Attilio. Nel 1900, seguendo la tradizione militare della famiglia adottiva, iniziò a frequentare il Collegio militare di Roma, per passare poi alla Regia Accademia Militare di Modena, da cui uscì nel 1905 con il grado di sottotenente assegnato al Corpo dei bersaglieri, con i quali combatté in Libia durante la guerra italo-turca. Nel 1912, egli divenne membro della Massoneria e al contempo si appassionò di aviazione, tanto che nel 1914 ottenne il brevetto da pilota presso la Fédération aéronautique internationale. Con l'ingresso dell'Italia nella Prima guerra mondiale, egli vi partecipò come pilota, divenendo il primo aviatore militare nero al mondo, e nel corso del conflitto si distinse per le sue grandi doti, che gli valsero tre medaglie di bronzo, due d'argento, il titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia e la promozione a tenente colonnello. Con l'avvento del fascismo in Italia, entrò nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nel 1923, ma fu costretto a lasciarla solo 2 anni dopo poiché il regime emanò una nuova legge che impediva ai massoni come lui di farne parte, cosa che mise fine alla sua carriera militare e lo spinse a ritirarsi a vita privata a Desio, in Lombardia. In seguito, con l'emanazione di decreti razziali che colpirono gli indigeni delle colonie italiane e il meticciato, la sua figura finì nell'oblio e dovette aspettare la fine della Seconda guerra mondiale perché il suo prestigio tornasse a splendere. Questo gli permise di tornare nell'esercito (come riserva) col grado di generale di brigata (1959), di divisione (1963) e di corpo d'armata (1968), per poi raggiungere l'apice ricevendo nel 1970 il titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, divenendo la prima persona nera ad ottenere tutti questi riconoscimenti. La fine del fascismo, al contempo, gli permise di riprendere l'attività massonica e nel 1956 fu insignito del 33º grado (Sovrano grande ispettore generale), il più alto grado della Massoneria. Domenico Mondelli si spense nel 1974 a Roma, presso l'Ospedale militare del Celio.
Mauro Valeri, Generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito, Odadrek, 2016.
Site: Robert Fikes, Domenico Mondelli: The Rise, Fall, and Restoration of a Black Italian Hero, Afropean.com, February 3, 2023 (consulted on October 24, 2025).
Site: Alberto Alpozzi, Wolde Selassie, l'eritreo che divenne Generale italiano. Una vita di primati, Italiacoloniale.com, July 24, 2018 (consulted on October 24, 2025).
11/06/2026