ARTICOLO DEL GIORNO

09/03/2026

Una data di sangue

L'inizio dello sterminio armeno

L'odierna Turchia orientale in passato era abitata prevalentemente dagli armeni, un antico popolo cristiano. Nel corso della Prima Guerra Mondiale però, la loro presenza venne sradicata completamente durante il primo genocidio del XX secolo. Uno sterminio, tuttora negato dal governo turco, che iniziò in una data simbolica, il 24 aprile, l'inizio della fine - Immagine generata con IA

Nel tardo 1914, l'Impero ottomano entrò nella Prima guerra mondiale a fianco degli Imperi centrali e attaccò la vicina Russia, sua tradizionale nemica, sul fronte del Caucaso. Dopo alcuni iniziali successi, però, l'esercito ottomano subì una grave sconfitta all'inizio del 1915, a seguito della quale i russi cominciarono ad avanzare; frattanto, la capitale Costantinopoli rischiò di finire nelle mani di Francia e Inghilterra, alleate dello zar. Vedendosi minacciati, i vertici dell'Impero sospettarono che i responsabili fossero gli armeni, una popolazione cristiana autoctona che viveva nell'Anatolia orientale (e nel Caucaso) da millenni e che per secoli era stata suddita del sultano turco. Accusati di collusione con i russi, i soldati ottomani di etnia armena vennero così disarmati e poco tempo dopo iniziarono i primi massacri ai danni del loro popolo, che di lì a poco avrebbe subito un vero e proprio sterminio. Ma la data simbolica dell'inizio di questa catastrofe è il 24 aprile 1915: quel giorno, decine di intellettuali e politici armeni che vivevano a Costantinopoli, vennero arrestati e successivamente assassinati su ordine del governo, che volle eliminarli per privare il loro popolo di una guida che potesse organizzare delle resistenze. L'arresto dei membri dell'intellighenzia armena diede i suoi frutti e le autorità ottomane poterono cominciare con le deportazioni e i massacri a danno degli armeni che vivevano nell'Impero: dopo che essi venivano allontanati dai loro villaggi, gli uomini venivano uccisi sul posto, mentre donne, vecchi e bambini venivano costretti a lunghe marce nel deserto senza cibo né acqua. Con questa strategia, nell'Anatolia orientale venne eliminata la trimillenaria presenza del popolo armeno; alcuni superstiti si sarebbero rifugiati nel Caucaso, ove già esistevano territori a maggioranza armena, mentre altri sarebbero fuggiti nei vicini Paesi arabi o in Occidente, dove avrebbero costituito delle proprie comunità. Ciascuna di esse, avrebbe tenuta viva la memoria del genocidio nei decenni seguenti; l'inizio di questa ecatombe venne identificato nel 24 aprile 1915, i cui arresti segnarono l'inizio di una carneficina per il popolo armeno.



Bibliografia:

Aldo Ferrari e Giusto Traina, "Storia degli armeni", Il Mulino, 2020

Aldo Ferrari, "Breve storia del Caucaso", Carocci, 2007

Razmik Panossia, "The Armenian: From kings and priests to merchant and commissarsi", Columbia University Press, 2006

Autore:

Saluzzo Marco, studente dell'Università Ca' Foscari di Venezia

Data di pubblicazione:
09/03/2026