ARTICOLO DEL GIORNO

05/01/2026

Caterina “l'ammazza Zar”

Il colpo di stato di Caterina II e le riforme dell’impero russo

Ritratto di Caterina II, - wikimedia commons

A sei mesi dall’inizio del nuovo regno di Pietro III, incoronato nel gennaio 1762, Caterina, consorte del nuovo Zar, guidò un esercito di 12 mila soldati e artiglieri contro il marito, forzandone l’abdicazione. L’appena incoronato Zar, non era ben visto dai suoi sudditi, specie dal suo esercito. Il malcontento permise a Caterina di tramare e stringere alleanze, dandole modo di mettere in atto un colpo di stato ai danni di Pietro III. Poco tempo dopo la sua abdicazione, Pietro III venne strangolato. Si sospettava, ed è possibile, che Caterina fosse complice del suo assassinio, infatti qualche straniero la definì “l’ammazza Zar”. Il regno della nuova sovrana non nasceva sotto i migliori auspici non avendo alcun diritto al trono e spesso criticata per il suo stile di vita libertino. Non a caso la satira dell’epoca, la rappresentava in modo osceno e i diplomatici non esitavano a inserire nella loro corrispondenza queste caricature.

Caterina era la figlia di un alto ufficiale prussiano e si chiamava Sofia di Anhalt-Zerbst. Era stata scelta come sposa del futuro Zar nel 1744 dalla zia di Pietro III, la Zarina Elisabetta. La ragazza fu costretta a convertirsi alla religione ortodossa, assunse il nome di Ekaterina Alekseevna e imparò il russo. Le nozze furono celebrate nel 1745 e si rivelarono disastrose e uno scandalo per entrambi. Alla morte dell’imperatrice Elisabetta nel 1762, Caterina aveva già partorito 2 figli illegittimi. Dopo il colpo di stato salì al trono con il nome di Caterina II. Fu una sovrana illuminata, ma non troppo, e molto bellicosa. Tra le letture dell’imperatrice vi erano lo Spirito delle leggi di Montesquieu, Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria e Encyclopédie. Queste opere influenzarono una pseudo costituzione scritta di suo pugno, chiamata Nakaz. Il documento non voleva essere una costituzione, perché non è mai stata nell’intenzione dell’imperatrice mettere in dubbio l’assolutismo, anzi il documento mette subito in chiaro che “il sovrano è assoluto, perché solo poteri assoluti concessi a un’unica persona sono appropriati a un impero tanto vasto”. Allo stesso tempo l’assolutismo non doveva privare il popolo della sua “naturale libertà”.



Autore:

Gianluca Ravasi - Studente Magistrale - Ca' Foscari

Data di pubblicazione:
05/01/2026