Baba Jaga, la strega delle favole slave
Una misteriosa figura tra terrore e saggezza
Baba Jaga in un'illustrazione di Ivan Bilibin (XIX sec) - Wikimedia Commons
Nelle foreste dell’Europa orientale, tra Russia, Ucraina e Polonia, si racconta di una figura che incute timore ma affascina: Baba Jaga (pronuncia: rus. Baba Jigà, ucr. Baba Jahà). Apparsa nelle fiabe slave per secoli, questa strega è tra i personaggi più noti e ambigui della tradizione popolare, capace di essere sia ostacolo mortale sia guida misteriosa per chi sa affrontarla.
Baba Jaga non vive in una casa qualsiasi. La sua dimora è una izba, la tipica capanna lignea delle campagne del nord della Russia, che cammina su zampe di gallina, in mezzo ai boschi, circondata da recinzioni di ossa umane. Entrare significa correre rischi: molti racconti narrano che la strega possa mangiare gli ospiti o ridurli in schiavitù. Eppure, per gli eroi più coraggiosi, Baba Jaga spesso detiene oggetti magici o consigli indispensabili, diventando un alleato inatteso.
Il suo nome stesso è curioso: Baba significa semplicemente “vecchia donna” o “nonna” nelle lingue slave, mentre Jaga è legato a radici che indicano la paura, il male o la forza sovrannaturale. Il personaggio incarna quindi il paradosso della nonna temuta e rispettata, custode di potere e conoscenza ma anche di pericolo mortale.
Le storie su Baba Jaga sono ricche di dettagli che affascinano grandi e piccoli. Si dice che voli in un mortaio, spingendosi con il pestello e spostando una scopa davanti a sé per cancellare le tracce del suo passaggio. Alcuni racconti parlano di lei come di una creatura in grado di controllare la natura, far apparire o scomparire boschi e fiumi, e persino influenzare il destino degli uomini.
Il personaggio ha avuto anche un ruolo morale: nelle fiabe tradizionali, la strega mette alla prova l’eroe o l’eroina, testando coraggio, astuzia e rispetto delle regole. Chi affronta la prova con saggezza riceve ricompense; chi invece si comporta con arroganza o paura eccessiva rischia di soccombere. Baba Jaga diventa così uno strumento narrativo per insegnare comportamenti e valori, oltre che a creare suspense e terrore.
Curioso è il fatto che, pur essendo considerata una figura maligna, Baba Jaga non è mai totalmente cattiva. È più simile a una forza della natura, capace di distruzione ma anche di aiuto, rispettata quanto temuta. In tempi recenti, la strega è diventata protagonista di libri, film e giochi, trasformandosi da minaccia terribile a icona della cultura popolare.
E. Gasperini, Il matriarcato slavo. Antropologia culturale dei protoslavi, Florence, Florence University Press, 2010.
19/05/2026