Praying Mantis
La guerra di 24 ore dimenticata tra Stati Uniti e Iran
Immagine generata con AI che vuole rendere l'idea della potenza messa in campo dagli americani che di fatto con "Praying Mantis" combatterono la battaglia aereonavale di più ampio respiro dai tempi della seconda guerra mondiale.
Negli anni '80, si combattè tra Iran e Iraq una guerra estremamente sanguinosa, che a causa dello stallo aveva portato i due contendenti a colpire le navi commerciali nel golfo persico, con il fine di danneggiare l'economia dell'avversario e costringerlo alla resa. Gli Stati Uniti, desiderosi di recuperare influenza nell'area dopo la rivoluzione del 1979, che aveva spodestato uno dei loro principali alleati, ovvero lo Scià di Persia, attivarono una missione di pattugliamento navale nel golfo, in conformità alla risoluzione Onu del 20 luglio 1987. Da quel momento iniziò un'escalation, che avrebbe portato allo scontro diretto. Già il 2 settembre fu danneggiata, da barchini iraniani, la motonave italiana Jolly Rubino; ci fu quindi una prima risposta americana, che portò all'affondamento di un barchino iraniano. La misura era colma e l'anno dopo, in primavera, accadde il fattaccio: il 14 aprile la fregata americana Roberts incappò in un una mina iraniana, essendo la questione mine una linea rossa dettata molto chiaramente, si decise per la rappresaglia totale; l'obbiettivo erano le piattaforme petrolifere iraniane di Sassan e Sirri nel golfo, nome in codice dell'operazione "Praying Mantis". Furono mobilitate una portaerei, 3 fregate, 4 cacciatorpediniere e un incrociatore. Tra le 08:00 e le 12:00 del 18 aprile, 2 gruppi d'assalto attaccarono le piattaforme petrolifere danneggiandole pesantemente: la Sassan, abbandonata dagli iraniani fu minata e colata a picco, mentre la Sirri fu lasciata in piedi visto il sopraggiungere della flotta iraniana. L'iran mandò 2 fregate, una cannoniera supportate da circa 7 barchini d'assalto e alcuni aerei F4 phantom. I barchini furono per metà affondati grazie ad un tiro preciso di bombe a grappolo da parte di alcuni aerei d'attacco A-6; invece sia le due fregate, che la cannoniera, furono attaccate dal cielo e dal mare con missili Harpoon e caccia F-14 Tomcat, divenendo velocemente dei relitti mentre gli F4 iraniani furono costretti a ritirarsi dalla contraerea avversaria e dai precisi F-14, che si lanciarono sullo stormo avversario mettendolo in fuga. Fu il più imponente scontro aereonavale americano dalla seconda guerra mondiale.
Lorenzo Borsoi, Iran-Iraq il conflitto dimenticato della guerra fredda, L'Universale editore, 2024
03/03/2026