ARTICOLO DEL GIORNO

23/04/2026

Le SS o il paese della cuccagna?

Come e perché Adolf Eichmann entrò nel partito nazista

Fotografia di Adolf Eichmann in uniforme nazista risalente al 1942. Il suo nome e la sua figura sono fortemente legati all'opera della filosofia Annah Arendt, che nel suo celebre libro La banalità del male si servì della sua storia per riflettere su come anche il più atroce dei crimini possa essere commesso da persone ordinarie e senza forti convinzioni, come Eichmann. - Commons Wikimedia

Adolf Eichmann nacque nel 1906 a Solingen, in Renania, da una famiglia della piccola borghesia, che nel 1914 si trasferì in Austria dopo la morte della madre. Il padre possedeva una piccola impresa mineraria. Il giovane Adolf non dimostrò particolare attitudine agli studi, non riuscendo a diplomarsi presso l’istituto all’avviamento professionale. Cominciò dunque a lavorare come operaio presso la ditta del padre, per poi essere assunto nell’ufficio vendite di un’azienda di elettronica. In seguito, gli venne offerto un lavoro come rappresentante delle vendite della ditta petrolifera Vacuum, con sede in Austria, presso cui lavorò dal 1928 al 1933. Nel 1932 si iscrisse al partito nazista: fino a quel momento, non aveva nutrito particolari ideali politici, se non da studente, quando aveva aderito ad un’organizzazione filotedesca e antirepubblicana. Le motivazioni che lo portarono ad iscriversi al partito nazista riguardavano la sua convinzione che il Trattato di Versailles fosse stato ingiusto e che fosse necessario risolvere il problema della disoccupazione. Per il resto, non aveva letto il Mein Kampf e non aveva particolare antipatia per gli ebrei. Questo perché era stato proprio grazie alla raccomandazione di alcuni parenti ebrei della seconda moglie di suo padre, che era stato assunto dalla Vacuum come addetto vendite. Sempre nel 1932, si trovò a decidere se entrare nelle SS oppure divenire membro della Schlaraffia. Questa era una specie di loggia massonica, il cui nome completo era Schlaraffenland, “Il paese della cuccagna”, frequentata da industriali, medici, attori e funzionari che si riunivano periodicamente in incontri durante i quali ogni membro era tenuto a tenere una conferenza a base di raffinato umorismo. L’adesione alle SS non era conciliabile con quella alla Schlaraffia: i nazisti, infatti, si rifiutavano di ammettere massoni tra le loro fila. In ogni caso, alla fine la Schlaraffia gli chiuse le porte in faccia, dal momento che, contravvenendo ai regolamenti della loggia, una volta aveva provato ad invitare i suoi compagni fuori a bere. Eichmann, dunque, su invito del futuro gerarca nazista Ernst Kaltenbrunner, entrò nelle SS. Egli così raccontò della sua decisione: Kaltenbrunner gli aveva chiesto: “Perché non entri nelle SS?” e lui aveva risposto “Già, perché no?”. Cominciò così la sua carriera all’interno del partito nazista, che lo porterà durante la guerra, a occuparsi dell’aspetto organizzativo dello sterminio degli ebrei d’Europa, crimine per cui fu condannato a morte per impiccagione nel 1962 a seguito del processo di Gerusalemme.



Bibliografia:

Hannah Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, 1964

Autore:

Leone Buggio

Data di pubblicazione:
23/04/2026