Fozio di Costantinopoli
Due volte Patriarca tra Oriente e Occidente
Fozio Patriarca di Costantinopoli - Immagine creata con AI
Uomo di vasta erudizione, capo della cancelleria imperiale e, soprattutto, laico, Fozio fu nominato Patriarca in un momento di fragilità del potere imperiale. Il governo era retto dallo zio dell’erede al trono Michele III, il Cesare Bardas, che depose ed esiliò il precedente Patriarca, Ignazio, accusandolo di complotto perché fedele alla madre del giovane sovrano, Teodora. Nell’858 salì, così, sul trono patriarcale Fozio, che in cinque giorni ricevette gli ordini e il giorno di Natale fu consacrato. I sostenitori di Ignazio, indignati per un’elezione che era tutt’altro che canonica, si appellarono al papa. Nel frattempo, Michele III, spinto da Fozio, convocò un concilio sulla questione delle immagini nell’860-61 che decretò il trionfo del patriarca. Poco dopo, a causa delle questioni religiose in Bulgaria, papa Niccolò I, con un sinodo in Laterano scomunicò Fozio e proclamò il ritorno di Ignazio. Nell’867, tuttavia, Fozio convocò un concilio sulla questione del Filioque, durante il quale scomunicò il papa con l’accusa di eresia. Tutto sembrò andare a gonfie vele per il Patriarca, finché non giunse dalla Macedonia un contadino di origine armena che cambiò tutto: Basilio I, il futuro imperatore. Salito al trono, Basilio, per prima cosa, costrinse o fece destituire Fozio perché troppo legato al governo precedente e richiamò l’ex-patriarca Ignazio. Fozio fu quindi esiliato nel monastero di Skepi e, pochi anni dopo, durante il famoso concilio di Costantinopoli dell’869-70, dove venne ratificata la decisione imperiale, Fozio venne definitivamente scomunicato. Tuttavia, Fozio riuscì a rientrare nelle grazie dell’Imperatore, tornando sul trono patriarcale alla morte di Ignazio nell’877. Annullate tutte le decisioni sinodali e conciliari degli anni precedenti, i suoi problemi sembrarono solo un lontano ricordo. E invece no. Quando il figlio di Basilio I, Leone VI, entrò in conflitto con il padre e venne accusato di cospirare contro di lui, Fozio si schierò con il sovrano. Fu una scelta che gli costerà cara. Alla morte di Basilio nell’886, Fozio fu costretto di nuovo ad abbandonare la sua carica e venne esiliato nel monastero di Bordi, in Armenia, dove morì nell’893.
J-C., Cheynet, Il mondo bizantino. L'Impero bizantino (641-1204), ed. it. a cura di S., Ronchey, T., Braccini, Torino, Einaudi, 2008.
Deborah Scarpato - studentessa magistrale di Storia e Lettere Classiche - Università Ca' Foscari di Venezia
18/03/2026