La lettera di Papa Gregorio VII ai giudici sardi
La prima vera testimonianza dei giudicati sardi
La Sardegna giudicale in una mappa araba- Wikimedia
Nel 1073 il periodo di buio che sperimentiamo studiando la storia della Sardegna a seguito dell'indipendenza dall'Impero Romano d'Oriente viene meno e ci si presenta davanti la visione di un'isola rigidamente organizzata dal punto di vista amministrativo. I sardi, infatti, si trovano divisi in quattro regni retti da un giudice, figura unica nel quadro istituzionale europeo medioevale: il Giudicato d'Arborea, il Giudicato di Torres, il Giudicato di Gallura e il Giudicato di Càlari.
Dal 534 - anno di fine della Guerra vandalica, combattuta tra bizantini e vandali - la Sardegna fece parte dei possedimenti dell'Imperatore romano d'oriente, facendo propri i caratteri culturali ellenici bizantini e la forma caratteristica di governo presieduta da un dux con funzioni militari e un praeses con compiti di tipo civile. Con l'arrivo degli arabi e l'incombenza della loro minaccia sul Mediterraneo occidentale, le fonti che possediamo sulle sorti dell'isola e della propria forma di governo diventano sempre più offuscate. L'unica figura che riusciamo a intravedere prima del palesarsi dei giudicati è quella dell'arconte, il quale era un alto funzionario bizantino che unificava le funzioni militari e civili, probabilmente per una più celere risposta contro le sempre più frequenti incursioni arabe contro le coste isolane.
La famosa versione quadripartita in giudicati della Sardegna medioevale ci viene mostrata senza dubbi dalle fonti solo nel 1073. Più precisamente la certezza della loro esistenza da questa data in poi è assicurata da una lettera inviata da Gregorio VII ai quattro giudici, Orzocco d'Arborea, Orzocco di Càlari, Mariano di Torres e Costantino di Gallura. In questa il Pontefice esprime la sua contrarietà verso la poca diffusione del Cristianesimo nell'entroterra in cui, a detta sua, si veneravano ancora degli dei falsi e la vicinanza del credo religioso isolano con quello orientale - cosa testimoniata tutt'ora dalla venerazione di San Costantino, santo per la chiesa ortodossa ma non per quella cattolica, in molteplici parti della Sardegna -.
Quello che, ovviamente, non ci viene spiegato da questa lettera è il processo storico che ci ha portato dal governo dell'arconte alla quadripartizione della Sardegna nei vari giudicati. Qui purtroppo dobbiamo affidarci alle ipotesi, come quella più accreditata che sostiene, con l'autonomia crescente da Costantinopoli dovuta alle conquiste arabe nel Nordafrica, la creazione di una carica del tutto indipendente dall'Imperatore che cedette potere a famiglie locali molto potenti, le quali poi divennero le dinastie giudicali.
Sito: Lettera di papa Gregorio VII ai quattro Regoli o Giudici sardi; Repertorio informatizzato delle fonti documentarie e letterarie della Sardegna, (consultato marzo 2026)
Gian Giacomo Ortu, La Sardegna dei Giudici, Edizioni Maestrale, 2005, pp.43-44
01/08/2026