ARTICOLO DEL GIORNO

14/09/2026

L'esilio di Umberto II

La fine silenziosa della monarchia italiana

13 giugno 1946, il re Umberto II mentre sale sull'aeroplano che lo porterà in Portogallo - Wikimedia

Non ci furono rivoluzioni, ma un voto referendario e pressioni politiche. Così finì la monarchia italiana. È il 13 giugno 1946 quando Umberto II di Savoia, da appena un mese sul trono, decide di partire per l'esilio in Portogallo. Umberto II è il “re di maggio”, salito al trono il 9 maggio dopo l’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, compromesso con il fascismo. La sua figura dovrebbe salvare la monarchia, ripulirla e renderla accettabile per un Paese uscito distrutto dalla guerra. Ma il tempo è troppo poco e il peso del passato è troppo grande. 
Il 2 e 3 giugno gli italiani hanno votato per scegliere tra monarchia e repubblica. È la prima consultazione a suffragio universale, dove votano anche le donne. I risultati arrivano lenti e contestati. Alla fine, la Repubblica prevale con circa 12,7 milioni di voti contro i 10,7 della monarchia, ma il margine non è tale da spegnere i sospetti. I monarchici denunciano irregolarità, chiedono verifiche, parlano di brogli. Nei giorni successivi al voto la tensione cresce e il governo guidato da Alcide De Gasperi spinge per una soluzione rapida. Il 10 giugno la Corte di Cassazione comunica i risultati provvisori, rinviando la proclamazione definitiva. Il momento è delicato, perchè la monarchia esiste ancora, ma è già stata respinta nelle urne.
Umberto II reagisce con un gesto che ha il sapore della resa, ma anche della scelta politica. Il 12 giugno diffonde un proclama in cui contesta la legittimità del passaggio dei poteri e denuncia una decisione “rivoluzionaria”. Tuttavia, il giorno dopo lascia l’Italia. È un’uscita studiata per evitare lo scontro. Il rischio è concreto, perché le piazze sono armate, l'esercito è diviso e il paese è ancora pieno di armi dopo la guerra civile. Restare potrebbe significare trasformare una crisi istituzionale in un conflitto aperto. Partire, invece, significa disinnescare la miccia. Alle 15:00 circa del 13 giugno, dall’aeroporto di Ciampino, l’aereo reale decolla con destinazione la località balneare di Cascais, vicino Lisbona. A bordo, il re senza regno. Non tornerà mai più in Italia. Nel frattempo, a Roma, il governo assume i poteri. De Gasperi diventa capo provvisorio dello Stato e il 18 giugno la Cassazione proclama ufficialmente la vittoria della Repubblica. È la fine formale della monarchia, ma quella sostanziale è già avvenuta cinque giorni prima, su una pista d’atterraggio.



Bibliografia:

D. M. Smith, I Savoia re d'Italia, Rizzoli, 1992.

Autore:

Monaci Diego

Data di pubblicazione:
14/09/2026