ARTICOLO DEL GIORNO

02/09/2026

Il re Santo

La santità di Luigi IX di Francia raccontata da Jean de Joinville

Ritratto ottocentesco di re Luigi IX - Wikimedia Images

Jean De Joinville (1224 -1317) è stato un nobile e cavaliere francese, signore dell'omonimo castello e territorio, le cui memorie sono a posteriori uno straordinario documento storico di come pensava un uomo del suo tempo ed inoltre una grande fonte di informazioni sulla vita del suo re ed amico personale: Luigi IX di Francia detto "il Santo" (1214 -1270). 

La santità del re francese - il quale venne canonizzato nel 1297 da papa Bonifacio VIII - era talmente evidente ai suoi contemporanei tanto da essere considerato Santo già nel periodo nel quale era ancora in vita; caso più unico che raro. "Il re non si preoccupava di avere un seguito di nobili, ma preferiva essere accompagnato dalla preghiere e dai suffragi dei poveri." Raccontava Joinville. Ciò era dovuto alla sua grande devozione, al suo carattere buono e mite ed in particolare a certe azioni ritenute attuabili solo da un Santo (gli erano conferite anche proprietà taumaturgiche). Promotore di grandi attività legislative, costruttore di fortificazioni, di chiese e di opere di cristianizzazione, le attività di Luigi IX vennero raccontate con straordinaria precisione dal suo cavaliere ed amico, il quale lo seguì anche durante la VI Crociata: spedizione militare in cui il re venne fatto anche prigioniero. Jean De Joinville racconta a tal proposito di come, una volta naufragati in Terra Santa e presi prigionieri dai Musulmani, venne imposto a lui ed ai suoi uomini una cifra esorbitante per liberare il re Santo ed altri cavalieri. Una volta messa insieme, non senza fatica e consegnata agli infedeli, venne detto a re Luigi che in realtà era stata consegnata una cifra inferiore a quella pattuita, imbrogliando così il nemico. Venuto a sapere di ciò il re capetingio si infuriò ed ordinò che venisse consegnata anche la restante parte in quanto mentire, anche al proprio nemico dopo aver dato la propria parola, non era un atteggiamento degno né di un nobile né di un bravo cristiano. Un altro giorno, dopo una battaglia, i cadaveri dei crociati erano rimasti a marcire fuori l'accampamento e nessuno voleva occuparsene. Così re Luigi in persona si mise con pala e terra a dare degna sepoltura ai suoi uomini destando scalpore ed ammirazione. Sempre a proposito dei suoi uomini Luigi IX si rifiutò di lasciare la Terra Santa a seguito del mal andamento della Crociata in quanto non c'erano i mezzi per "portare in patria tutti i suoi uomini" dimostrando quanto tenesse di più alle vite di migliaia di persone piuttosto che alla sua.

Lo stesso Joinville dirà del re e delle sue qualità che era "il cavaliere più bello mai visto".

 

 



Autore:

Marco Locatelli, laureando in Scienze Storiche presso Unimi

Data di pubblicazione:
02/09/2026