ARTICOLO DEL GIORNO

21/01/2026

Un rentier state medievale

La Rus’, i suoi eredi e la dipendenza dall’esportazione di pellicce

Il mercato di Novgorod (dipinto di Apollinarij Vasnecov, 1908-09 – Wikimedia Commons)

La dipendenza dall’esportazione di risorse naturali è un elemento costante della storia della Russia. Se oggi tale dinamica riguarda il gas e il petrolio, in passato, in un lungo periodo compreso quantomeno tra l’XI e il XVII secolo, essa era basata sulle pellicce di animali.

L’attestazione più risalente di questo fenomeno si trova nella Cronaca degli anni passati e si colloca nell’anno 1096: la fonte medievale narra di rapporti commerciali tra i Rus’ e i nativi ugro-finnici della regione dello Jugra basati sullo scambio di utensili come coltelli e asce con pellicce. La città di Novgorod fu la prima a centrare buona parte della sua economia su tale insieme di baratto e coercizione che essa estese sino ai monti Urali e a imprigionare le popolazioni artiche in un sistema commerciale che portò allo sterminio di animali e umani. Tale sistema si inceppò a metà Quattrocento a causa dell’esaurimento degli animali da pelliccia, uno sviluppo che portò al declino della potenza di Novgorod e alla sua conquista da parte di Mosca. Per farsi un’idea della portata di tali commerci, si considerino le cifre delle importazioni del principale cliente della città baltica, l’Inghilterra: nel solo 1381 Londra acquistò 350mila pelli di scoiattolo, mentre nel Quattrocento vennero utilizzati 12mila scoiattoli e 80 pelli d’ermellino per realizzare un solo abito destinato a re Enrico IV.

Nel corso dei secoli XVI e XVII Mosca, assurta a principale potenza dell’area, seguitò a dipendere dall’esportazione di pellicce; tuttavia, estese l’area del loro reperimento molto più ad est, oltre gli Urali, portando alla conquista russa della Siberia, avviata nel 1581. Qui venne esteso il sistema economico di cui sopra, portando all’uccisione di quantità ancora maggiori di animali e a veri e propri genocidi di nativi. Un nuovo esaurimento delle risorse commerciabili fu alla base di un’altra crisi economica dello Stato russo, che nel corso del XVIII secolo, complice l’espansione territoriale verso le fertili terre dell’Ucraina e del Caucaso, favorì lo sviluppo del proprio settore agrario al fine di rendere il grano e i prodotti cerealicoli il fulcro delle proprie esportazioni.



Bibliografia:

Alexander Etkind, Internal Colonization. Russia’s Imperial Experience, Cambridge-Malden, Polity, 2011.

AA.VV. Racconto dei tempi passati. Cronaca russa del XII secolo, a cura di I.P. Sbriziolo, trad. it, Torino, Einaudi, 1971.

Autore:

Marco Gianese - studente magistrale di Storia, Università Ca' Foscari Venezia.

Data di pubblicazione:
21/01/2026