La morte di Enrico IV
Un assassinio improvviso che fece tremare la Francia nel momento della stabilità
Assassinio di Enrico IV e arresto di Ravaillac, dipinto di Charles-Gustave Housez - Wikimedia
Il 14 maggio 1610, a Parigi, Enrico IV di Borbone, uno dei sovrani più importanti della storia francese, venne assassinato nel traffico. Fermo in carrozza. L’assassino era Francois Ravaillac, un fanatico religioso.
Enrico IV era arrivato al potere dopo decenni di guerre di religione. Nato protestante, aveva combattuto come capo degli ugonotti (i calvinisti francesi), poi si era convertito al cattolicesimo per ottenere la corona. La sua scelta, riassunta nella frase “Parigi val bene una messa” che la cultura popolare gli ha affibbiato, gli aveva permesso di riportare una fragile stabilità in Francia. Con l’Editto di Nantes del 1598 aveva concesso libertà religiosa ai protestanti, cercando di chiudere un’epoca di violenze. Ma quella stabilità non era condivisa da tutti. Per molti cattolici radicali, Enrico restava un eretico convertito per opportunismo. Per alcuni protestanti, invece, era un traditore. Il suo regno, quindi, era segnato da un equilibrio delicato, costruito più su compromessi che su consenso pieno. Non a caso, era già sopravvissuto a numerosi tentativi di assassinio.
Il giorno dell’attentato, il re stava attraversando Parigi per visitare il suo ministro Sully. La carrozza si fermò nella stretta Rue de la Ferronnerie, bloccata dal traffico. Fu in quel momento che Ravaillac si avvicinò. Egli colpì il re più volte con un coltello, Enrico morì quasi subito. L’assassino venne catturato sul posto e giustiziato pochi giorni dopo. Il gesto fu presentato come un atto isolato, ma il clima che lo aveva reso possibile era molto più ampio, fatto di tensioni religiose, sospetti sulla legittimità del re e paura di nuove guerre.
La morte di Enrico IV fu la rottura di un equilibrio. Sul trono salì suo figlio, Luigi XIII, che aveva appena nove anni, perciò il potere di fatto passò alla reggenza di Maria de’ Medici. La Francia entrò in una nuova fase di instabilità, mentre il progetto politico di Enrico rimaneva incompiuto.
L’assassinio avvenne in un momento cruciale. Il re stava preparando una possibile guerra contro gli Asburgo e cercava di consolidare il ruolo della Francia in Europa. La sua morte interruppe questo processo e rallentò l’evoluzione dello Stato francese. Ma lasciò anche un’eredità. Enrico IV aveva dimostrato che, dopo decenni di guerre religiose, era possibile costruire un equilibrio, ma la sua fine mostrò quanto quell’equilibrio fosse fragile. Bastò un uomo, un coltello e una strada stretta per farlo crollare.
J. Garrisson, Enrico IV e la nascita della Francia moderna, Mursia, 2016.
Monaci Diego
28/10/2026