ARTICOLO DEL GIORNO

18/04/2026

L'impero mancato

La "empresa de China": quando la Spagna progettò di conquistare la Cina

I piani spagnoli per la conquista della Cina, ca. 1588 - Wikimedia Commons

Nel cuore del XVI secolo, mentre l’Impero spagnolo dominava su territori vastissimi — dalle Americhe alle Filippine — qualcuno osò sognare ancora più in grande. Un piano segreto, visionario e folle prese forma tra i governatori e i conquistadores: invadere la Cina e farne una nuova colonia spagnola. Lo chiamarono la empresa de China, "l’impresa della Cina".

Sembra incredibile, ma fu davvero discusso e pianificato negli anni ’80 del Cinquecento. L’idea nacque nelle Filippine, dove i funzionari spagnoli — reduci dal successo con gli imperi azteco e inca — si convinsero che anche il grande Impero Ming potesse essere piegato. Bastava, dicevano, una buona combinazione di soldati europei, missionari cristiani, mercanti locali e alleanze strategiche.

Uno dei promotori più entusiasti fu Alonso Sánchez, un gesuita che aveva vissuto in Asia e sognava la conversione dell’intero Oriente. Propose a Filippo II un progetto dettagliato: 20.000 uomini ben armati, alleanze con popolazioni cinesi scontente, supporto dei portoghesi a Macao e persino un pretesto morale — portare il Vangelo in una terra "pagana".

Il piano prevedeva uno sbarco rapido, la presa di alcune città costiere e, passo dopo passo, la conquista dell’interno. A detta dei suoi ideatori, l’impresa era realistica: “I cinesi — si diceva — sono numerosi, ma mal addestrati; basta colpirli con decisione”. In pratica, si immaginava di replicare la “formula Cortés” su scala asiatica.

Ma la Cina non era il Messico. E alcuni, a corte, lo sapevano bene. Filippo II, pur affascinato, non diede mai il via libera. Troppe incognite, troppi costi, troppe distanze. Ma la cosa più curiosa è che l’idea non fu mai abbandonata del tutto: tornò in varie forme per decenni, finché non svanì del tutto con la fine del sogno imperiale spagnolo.

La empresa de China non divenne mai realtà, rimase un'utopia coloniale certamente spaventosa e apparentemente assurda, ma allo stesso tempo intrigante: è affascinante pensare a cosa sarebbe potuto succedere in un mondo in cui il mandarino sisarebbe intrecciato col castigliano, dove chiese barocche sorgevano accanto a pagode, e missionari europei si confrontavano con i funzionari della burocrazia Ming.



Bibliografia:

Rady, M., The Hasburgs. The Rise and Fall of a World Power, Penguin, London, 2025

Autore:

Marco Gianese - studente magistrale di Storia, Università Ca' Foscari Venezia.

Data di pubblicazione:
18/04/2026