Caligola contro Nettuno
Dietro la "follia"
Caligola incita alla battaglia contro il mare, immagine creata con IA
Ancora oggi il nome di Caligola è sinonimo di follia e dissolutezza al potere. Nei suoi quattro anni di principato, l'imperatore pagò caro, presso la storiografia filosenatoria, il suo programma di realizzare a Roma una monarchia teocratico-ellenistica, precisamente di ispirazione tolemaica; Caligola fu infatti il primo a gettare il velo che copriva l'ambigua posizione del princeps rispetto al senato, manifestando apertamente il suo ruolo monarchico.
Tutto ciò, però, non fece che procurargli una fama sinistra presso le fonti, anche nei casi in cui alcune sue ambigue decisioni possono essere facilmente spiegate: tra queste, la sua famosa guerra contro Nettuno.
Facciamo un passo indietro: Caligola doveva la sua fama iniziale presso il popolo al fatto di essere figlio di Germanico, nipote di Tiberio e vendicatore di Teutoburgo; Germanico morì quando Caligola era bambino, presso Antiochia, nel 19 d.C., non senza sospetti di avvelenamento da parte dello zio. Inoltre, era nipote di Druso maggiore, che aveva portato il dominio romano fino al fiume Elba. In nome del padre e del nonno — oltre che della sua megalomania — Caligola decise di impegnarsi in nuove campagne non solo in Germania, ma anche in Britannia.
Le operazioni militari di Caligola iniziarono nel 39 d.C. e vengono narrate dalle fonti, in particolare da Svetonio, con toni quasi fantozziani: il princeps pare si divertisse a organizzare finti inseguimenti di nemici o si dimostrasse codardo davanti a quelli veri; in realtà, è dimostrato che Caligola, con i suoi luogotenenti, fra i quali il futuro imperatore Galba, avesse respinto diverse incursioni di Catti e Svevi verso la Gallia.
Diversa, invece, fu la questione britannica: dopo aver ordinato la costruzione di una flotta e ammassato presso la Manica vettovagliamenti e macchine da guerra, Caligola ordinò alle sue truppe di colpire il mare con le armi e raccogliere conchiglie per far guerra a Nettuno; successivamente ottenne la sottomissione del nobile britannico Admino e spacciò tale evento come una propria vittoria, tornando a Roma per il trionfo.
Al di là della risibile scena, si suppone che quella di Caligola non fosse altro che un’operazione di ricognizione e diplomazia costiera: le conchiglie potevano essere una metafora dei genitali femminili — e quindi dei bordelli locali — oppure riferirsi alle imbarcazioni britanniche; quanto alla resa di Adminio, sebbene modesta e amplificata dal princeps, essa dimostra come Roma fosse ormai entrata negli affari delle tribù britanniche. Non a caso, pochi anni dopo, Claudio avvierà la conquista dell’isola.
Svetonio, Vite dei Cesari, libro IV edito Bur-Rizzoli, Milano, 1982.
Cassio Dione, Storia Romana, vol. VI, libro LIX edito Bur-Rizzoli, Milano, 2018.
Zerbini L., Caligola, edito Salerno editrice, Roma, 2023.
Winterling A., Caligula: a biography, edito University of California Press, Berkeley, California (US), 2011.
31/05/2026