ARTICOLO DEL GIORNO

29/08/2026

Portella della Ginestra, la strage dimenticata

Storia della prima strage della Repubblica

Il memoriale della strage a Portella della Ginestra - Wikimedia

Il 1° maggio 1947 a Portella della Ginestra, località in provincia di Palermo, la festa dei lavoratori si trasformò in tragedia. Migliaia di contadini, famiglie e militanti di sinistra si erano riuniti per celebrare il Primo Maggio e, soprattutto, il recente successo elettorale del Blocco del Popolo, la lista unita di comunisti e socialisti, alle elezioni regionali siciliane del 20 aprile. Era un momento carico di speranza, con riforme agrarie, fine del latifondo e più diritti in vista. I contadini occupavano le terre incolte delle campagne siciliane e chiedevano l'applicazione del decreto Gullo, secondo cui le terre incolte e quelle mal coltivate potevano essere assegnate temporaneamente a cooperative di contadini. Ciò allarmava latifondisti, mafia e settori conservatori.

All'improvviso, dalle alture circostanti, partirono raffiche di mitra per diversi minuti ed il panico fu immediato. Il fuoco colpì la folla inerme e morirono 11 persone, tra cui donne e bambini, oltre alle decine di feriti. L'autore materiale fu la banda del bandito Salvatore Giuliano, che rivendicò l'azione come atto contro i comunisti, ma fin da subito emersero dubbi e sospetti su mandanti e coperture. La strage non fu un episodio isolato di banditismo, ma il clima era già carico di tensione politica e sociale: le lotte contadine mettevano in discussione il potere dei grandi proprietari terrieri, mentre l'avanzata delle sinistre spaventava ampi settori dello Stato e delle elite. Divenne quindi un segnale violento per fermare il cambiamento.

I processi che seguirono non riuscirono mai a chiarire fino in fondo responsabilità e mandanti. Giuliano venne ucciso nel 1950 in uno scontro a fuoco, ma molti parlano di eliminazione mirata. Così come venne avvelenato in carcere il suo luogotenente, Gaspare Pisciotta, nel 1954, dopo che accusò politici e mandanti. Con loro scomparve gran parte della verità. Restavano, e restano, dubbi su chi avesse ordinato quella strage e chi avesse avuto interesse a colpire dei contadini disarmati. Fu il primo grande eccidio della storia dell'Italia repubblicana, ma soprattutto l'inizio di una stagione in cui la violenza politica sarebbe diventata uno strumento per orientare il destino del paese. Alcuni storici vedono nella strage di Portella della Ginestra il primo atto della "strategia della tensione" in Italia, che si accenderà drammaticamente negli anni Settanta.



Bibliografia:

Giuseppe Casarrubea, Portella della Ginestra. Microstoria di una strage di Stato, Franco Angeli, 2016.

Autore:

Diego Monaci

Data di pubblicazione:
29/08/2026