L’ideatore del “Colpo di Falce”
La terza campagna di Francia
Il generale Erich von Manstein, in piedi su un'auto, con unità tedesche e rumene sul fronte vicino a Kerch in Ucraina. - wikimedia commons
La mattina del 10 gennaio 1940, l’Oberkommando des Heer e Hitler erano fermamente intenzionati a mettere fine alla guerra non guerreggiata, anche detta la “guerra strana o fasulla”, fissando l’inizio dell’offensiva per il 17 gennaio. I piani d’invasione, approvati dallo Stato Maggiore tedesco con Hitler, prevedevano che la principale forza passasse da Belgio e Olanda. Questi piani avevano già causato molte polemiche da parte del Tenente Generale Erich von Manstein, che si definì, nelle sue memorie la “Vecchia Ricetta”, sorpreso che la sua generazione non fosse in grado di produrre qualcosa di nuovo. Per la sua reazione venne trasferito al 38° corpo d’armata, con quartier generale a Stettino, in Pomerania, lontano dalla zona di operazioni. Nonostante ciò ideò un nuovo piano autonomamente, che sarebbe rimasto inascoltato, se non fosse stato per la straordinaria coincidenza di eventi che seguirono. La stessa mattina del 10 alle 11.40, un ufficiale di collegamento presso una squadra aerea, il maggiore Helmut Reinberger, accettò un passaggio da un amico pilota per Colonia, portando con sé un fagotto di biancheria da lavare e una borsa in cuoio contenente i piani d’invasione. Purtroppo, per lui, l’aereo a causa del maltempo fu costretto a un atterraggio di fortuna in Belgio. I soldati belgi trovarono il Maggiore che cercava disperatamente di bruciare dietro un cespuglio i documenti in suo possesso. La notizia giunse al comando e causò l’ira di Hitler. Dopo un consulto con Jodl e Göring, in un primo momento, si pensò di proseguire con i piani stabiliti, considerando che il nemico non avrebbe avuto il tempo per prepararsi. Con l’aumento dell’incertezza il 12, Jodl ammise che “se il nemico è in possesso di tutti i documenti, la situazione è catastrofica”. Inoltre si aggiunse il maltempo e Hitler decise di rinviare l’operazione. La notizia che Belgio e Olanda iniziavano una parziale mobilitazione, convinse definitivamente Hitler a ordinare di rielaborare il piano, dando così la possibilità a von Manstein di portare all’attenzione del Führer ciò che aveva programmato, piano che prenderà forma in quella che è passata alla storia come la Terza Campagna di Francia.
Erich von Manstein, “Vittorie perdute”, a cura di Andrea Lombardi, Italia Storica, Genova, 2017
Raccolta di articoli a cura di Giuseppe Mayda, Luigi Testori e Vittorio Lunichinat con materiali degli archivi Corriere della Sera, Fabbri Editore e Rizzoli Editore
18/01/2026