ARTICOLO DEL GIORNO

25/10/2026

La fine di Carlo I

Il giorno in cui l’Inghilterra uccise il suo sovrano

Disegno tedesco raffigurante l'esecuzione capitale di Carlo I - Wikimedia

A Londra, il 30 gennaio 1649, davanti alla Banqueting House di Whitehall, una folla silenziosa osserva un palco di legno. Sopra c'è il re, Carlo I d’Inghilterra, che posa la testa sul ceppo e, con un colpo secco, viene decapitato. Per la prima volta nella storia europea moderna, un popolo giustizia il proprio sovrano.
Per capire quel momento bisogna tornare indietro. Carlo I crede in un principio semplice e pericoloso: il re governa per diritto divino. Non deve rendere conto al Parlamento, né al popolo. Ma l’Inghilterra del Seicento non è più quella medievale. Quando Carlo tenta di governare senza Parlamento e impone tasse arbitrarie, lo scontro diventa inevitabile e le tensioni religiose (tra anglicani, puritani e cattolici) fanno il resto. Il Paese si spacca e nel 1642 scoppia la guerra civile. Da una parte i realisti, fedeli al re. Dall’altra i parlamentari, guidati da figure come Oliver Cromwell, che trasforma un esercito improvvisato in una macchina militare disciplinata, ovvero il New Model Army.
La guerra dura diversi anni, ma alla fine prevalgono i secondi. Quando Carlo viene sconfitto, sembra ancora possibile una trattativa, ma il re gioca su più tavoli, negozia in segreto, cerca alleati stranieri ed in particolare la Francia. Per i suoi avversari non è più solo un nemico politico, è un traditore.
Così, nel 1649, il Parlamento istituisce un tribunale speciale per processare nientemeno che il re. Carlo rifiuta di riconoscerne l’autorità. Per lui, nessun tribunale umano può giudicare un sovrano scelto da Dio. Rimane in silenzio, mentre l’accusa lo definisce “tiranno, traditore e nemico del popolo”. Venne quindi condannato a morte. Sul patibolo, Carlo controlla ogni dettaglio. Non si dichiara colpevole, ma difende l’ordine monarchico fino all’ultimo respiro. Dopo l'esecuzione, un testimone racconta un gemito collettivo della folla, ma non è esultanza, è shock.
Dopo l’esecuzione, l’Inghilterra diventa una repubblica. La monarchia è abolita, la Camera dei Lord sciolta, ma il vuoto lasciato da Carlo non porta stabilità. Oliver Cromwell concentra il potere nelle proprie mani, fino a diventare Lord Protettore. Una nuova forma di autorità, diversa ma non meno rigida.
Nel 1660, solo undici anni dopo, la monarchia viene restaurata. Il figlio del re giustiziato torna sul trono come Carlo II d’Inghilterra. La rivoluzione non è fallita. Ma nemmeno compiuta.



Bibliografia:

G. Walter, La rivoluzione inglese. Storia e documenti, Iduna, 2020.

Autore:

Monaci Diego

Data di pubblicazione:
25/10/2026