Quando il caffè venne proibito dal sultano
Il divieto del caffè nell'impero ottomano
La storia del caffè nell'impero ottomano e Medio Oriente, una semplice bevanda che portò a grandi cambiamenti nella socialità urbana e nella circolazione delle notizie - Immagine generata con AI
Una bevanda così popolare e diffusa come il caffè oggigiorno passa quasi inosservata, ma nel dinamismo culturale e politico del XVI e XVII secolo divenne una vera e propria forza rivoluzionaria. Originario dell'Etiopia il caffè si diffuse rapidamente nel mondo arabo nel corso del XV secolo fino a raggiungere l'impero ottomano e la sua fiorente capitale Istanbul, nella quale il caffè e le caffetterie divennero ben presto un elemento centrale della cultura locale. I cittadini ottomani si ritrovavano nei caffè per parlare di politica, commentare le notizie recenti e raccontarsi storie e pettegolezzi, divennero un luogo di riunione sociale senza precedenti per la popolazione.
Le caffetterie si diffusero rapidamente in tutto l’impero, da Damasco al Cairo. Non erano semplici locali erano spazi pubblici di confronto, frequentati da mercanti, artigiani, funzionari, religiosi e soldati. In un’epoca in cui non esistevano giornali né sofisticati mezzi di comunicazione, le caffetterie rappresentavano luoghi strategici della politica e dell'informazione. La presa di consapevolezza delle loro pericolosità nella possibile pianificazione di rivolte e movimenti di dissenso spinse le autorità imperiali ad agire. Nel 1632 il sultano Murad IV proibì ufficialmente non solo le caffetterie, ma anche lo stesso consumo di caffè in luoghi pubblici da tutta Istanbul. Le ragioni principali erano che il sultano temeva il diffondersi di complotti e ribellioni che potenzialmente avrebbero potuto utilizzare le caffetterie come veicolo di diffusione dei loro movimenti. In quei luoghi si commentavano le decisioni del governo, si criticavano funzionari, si diffondevano voci e satire. Per un sistema politico fondato sull’autorità centrale e sul controllo dell’ordine pubblico, questi spazi rappresentavano un rischio. Le caffetterie diventavano veicoli dell'espressione dell'opinione pubblica.
Storicamente non era la prima volta che il caffè veniva ostacolato dalle autorità. Le autorità arabe della Mecca lo avevano proibito nel 1511 temendo le sue alterazioni fisiche sui fedeli musulmani. Il divieto ottomano, tuttavia, ebbe vita relativamente breve. La popolarità del caffè era troppo radicata e la sua dimensione sociale troppo forte per essere eliminata stabilmente. Dopo la morte di Murad IV, le restrizioni si allentarono e le caffetterie tornarono a prosperare, consolidandosi come elemento fondamentale della cultura urbana ottomana.
La storia del caffè mostra un affascinante aspetto dell'inizio della modernità che si fece strada proprio a partire dai luoghi della socialità mondana.
Saidi, Dana. Ottoman Tulips, Ottoman Coffee : Leisure and Lifestyle in the Eighteenth Century. London: I. B. Tauris.
HATTOX, RALPH S. Coffee and Coffeehouses: The Origins of a Social Beverage in the Medieval Near East. University of Washington Press, 1985. JSTOR: jstor.com, Accessed 13 Feb. 2026.
Toniatti Francesco
Master of Arts in International Relations - University of Leiden
Master of Arts in History and Oriental Studies - University of Bologna
Former History Teacher - International European School of Warsaw
13/09/2026