9 Termidoro 1794, il giorno in cui la Rivoluzione divorò Robespierre
Dall’uomo del Terrore alla ghigliottina
Una carretta di condannati al patibolo durante il Terrore - Wikimedia
Maximilien Robespierre era stato per mesi l’uomo più potente della Francia rivoluzionaria. Leader dei giacobini, membro del Comitato di salute pubblica, volto del Terrore. In nome della virtù e della rivoluzione, aveva mandato alla ghigliottina migliaia di nemici reali o presunti.
Ma nel 1794 qualcosa cambiò. La guerra contro la "prima coalizione" andava meglio, il pericolo esterno diminuiva, così il Terrore, che prima sembrava necessario, iniziò a sembrare eccessivo. A Parigi cadevano decine di teste al giorno. La legge del 22 pratile (10 giugno) aveva eliminato quasi ogni garanzia per gli imputati: bastava un sospetto per morire. Robespierre, invece di rallentare, accelerò. Eliminò i suoi rivali, tra cui gli estremisti di Hébert e i moderati di Danton. Alla fine rimase solo e, isolato politicamente, iniziò a essere temuto da tutti e nessuno si sentiva più al sicuro. Il 26 luglio 1794 (8 Termidoro), Robespierre tornò alla Convenzione e fece un discorso violento, denunciando una cospirazione e parlando di traditori, senza fare nomi; ma fu un disastro. La paura creò un’alleanza improbabile tra nemici, con moderati, ex giacobini e semplici opportunisti, tutti uniti dall’unico obiettivo di sopravvivere.
Il giorno dopo, 27 luglio (9 Termidoro), la Convenzione reagì. Durante il dibattito, Robespierre cercò di parlare, ma venne interrotto da urla: “Abbasso il tiranno!” Nel giro di poche ore, Robespierre venne arrestato insieme ai suoi alleati, tra cui Saint-Just e Couthon. Peró i suoi sostenitori, soprattutto nella Comune di Parigi, lo liberarono e lo portarono all’Hotel de Ville. La Convenzione peró reagì più velocemente e dichiarò Robespierre “fuorilegge”. Questo significava che poteva essere giustiziato senza processo. Così all’alba del 28 luglio, le truppe fedeli alla Convenzione entrarono nell’edificio. Robespierre venne catturato e, poche ore dopo, salì sulla ghigliottina insieme ai suoi più stretti collaboratori. Era la fine del Terrore.
Per mesi, la politica era stata guidata dalla paura, dalla violenza, dall’idea che per salvare la Repubblica fosse necessario eliminare ogni nemico. Dopo Termidoro, i giacobini vennero smantellati e iniziò una fase più moderata, anche più instabile.
P. McPhee, Robespierre. Una vita rivoluzionaria, Il Saggiatore, 2015.
Monaci Diego
16/10/2026