Diario di un mercenario
La storia di Peter Hagendorf: un "signor nessuno"
Peter Hagendorf scrive il suo diario nell'accampamento di guerra - Immagine generata con IA
La storia è composta dai racconti - più o meno leggendari - di re, imperatori e grandi condottieri. Personaggi dalle gesta incredibili attraverso le quali ricostruiamo le pagine del nostro passato. Questi personaggi sono solo una minoranza però e quasi nulla sappiamo della "gente comune", condannata a restare nell'oblio del tempo.
La guerra dei trent'anni ci offre in quest'ottica una testimonianza più unica che rara: quella di Peter Hagendorf (1602 - 1679). Nato a Nedlitz (odierna Germania), Peter si ritrovò come tanti giovani catapultato nell'esercito imperiale come semplice soldato nel tentativo di guadagnarsi da vivere con la paga militare e le opportunità che la guerra offriva a gente come lui. L'anonimo diario che tenne durante i suoi anni di servizio (poi trascritto da lui stesso in bella copia) offrono una testimonianza unica della guerra vista con gli occhi della semplice gente e di come era veramente combattere e vivere all'interno di un esercito del XVII secolo.
Le pagine superstiti coprono il periodo che va dal 1625 a poco dopo la fine del conflitto, nel 1649. In questi 20 anni Peter percorse più di 22.000 km in giro per un'Europa devastata dalla fame, dalle carestie, dalle epidemie e dalla guerra che il suo stesso esercito conduceva. Prese parte e descrisse l'assedio di Magdeburgo e alla battaglia di Nördlingen (1634), scontri dopo i quali venne catturato dai protestanti svedesi per passare nelle loro file mettendo in luce la natura di molti altri suoi commilitoni: persone semplici estranei agli intrighi di potere e religiosi, senza parte ma combattenti solo per avere una paga di cui vivere. Descrisse anche la vita negli accampamenti, luoghi pieni non solo di soldati ma anche delle loro famiglie, mercanti in cerca di fortuna, donne e bambini. Insomma una vera comunità mobile che portava morte e distruzione lungo tutta l'Europa.
Lo stesso Peter esprimerà sentimenti contrastanti per la fine della guerra in quanto era di fatto senza un lavoro aprendo a posteriori un interessante dibattito su come i conflitti vengono percepiti dalle varie parti in causa. Finita la guerra di lui si perderanno le tracce tornando nell'anonimato dal quale era venuto.
Richard Bonney, The Thirty Years' War 1618–1648, Osprey Publishing, 2014
27/05/2026