ARTICOLO DEL GIORNO

26/08/2026

Andreotti all'ombra di De Gasperi

I rapporti tra l'allievo e il maestro nella nascita della Repubblica

Un giovane Andreotti insieme a De Gasperi nel 1948 - giulioandreotti.org

Nel marzo del ’43 Andreotti conobbe Alcide De Gasperi nella casa di Giuseppe Spataro, che gli chiese di affiancare Guido Gonella nella redazione de “Il Popolo”, il futuro giornale del partito democristiano. Con De Gasperi ebbe un rapporto sempre più stretto, poichè svolgeva un lavoro di raccordo tra “Il Popolo” ed il politico trentino, diventando la sua voce ufficiosa. Ciò significava seguire sia la politica internazionale che quella interna, giacché dal dicembre ‘44 De Gasperi era sia ministro degli Esteri che segretario della Dc. 

Quando De Gasperi assunse la guida del governo, la funzione di Andreotti divenne più importante. A seguito della vittoria della Repubblica al referendum del 1946, Andreotti accompagnò De Gasperi dal re Umberto II: il trentino comunicò al Re che avrebbe assunto i poteri come capo provvisorio dello Stato, così Umberto II partì per l’esilio in Portogallo prima del riconteggio per evitare ulteriore spargimento di sangue in Italia.

Andreotti sostenne l’operato del governo De Gasperi sia per quanto riguarda il Trattato di pace che per la questione triestina, nella quale accusava la Jugoslavia di rifiutare il confronto. Difese inoltre il governo dagli attacchi del Pci, che cercava di cavalcare il malcontento per recuperare voti dopo la sconfitta di giugno. Le dinamiche della guerra fredda portarono la Dc a scontrarsi sempre di più con l'asse Pci-Psi e all'interno del partito democristiano, tra i quali c'era Andreotti, si spingeva per escludere i marxisti dal governo. De Gasperi si convinse nel maggio 1947 e formò un governo senza Pci e Psi, con Andreotti sottosegretario alla Presidenza.

In questa sede, aumentarono i compiti riservati ad Andreotti. A seguito delle fatidiche elezioni del 1948, egli divenne l’agente di De Gasperi sia per l’elezione del Presidente della Repubblica che per la formazione del nuovo governo. Egli sentì Einaudi, candidato della Dc come Presidente della Repubblica che, in effetti, venne eletto al quarto scrutinio. Andreotti aveva accumulato molte responsabilità e molto potere e ciò venne notato da molti all’interno della Dc; addirittura, secondo alcuni, controllava De Gasperi e decideva incarichi e nomine. Per Spataro, ad Andreotti erano attribuiti troppi incarichi, formali ed ufficiosi, come i contatti con il Vaticano. Il giovane politico romano sostenne sempre il suo maestro contro gli attacchi che arrivavano dai partiti di sinistra e dalla corrente dei dossettiani interna alla Dc, fino a quando nel 1953 De Gasperi si fece da parte e l'anno successivo morì.



Autore:

Diego Monaci

Data di pubblicazione:
26/08/2026