L'uomo della foto che cambiò la Guerra del Vietnam
Il generale Loan, tra esecuzioni sommarie, musica raffinata e scampi
La celebre foto, intitolata "Giustizia sommaria in una strada di Saigon", che nel 1969 valse a Eddie Adams il premio Pulitzer. Il fotografo e la sua troupe non pensavano che il generale Loan stesse per sparare, pensando volesse solo intimidire il prigioniero. Nonostante il successo avuto dalla foto, Adams si sentì in colpa per aver ottenuto tanta fama per aver fotografato un uomo che ne uccideva un altro, affermando anche che la foto non aveva una buona luce. - Commons Wikimedia.
Nel 1968, il fotografo americano Eddie Adams si trovava a Saigon, allora capitale del Vietnam del Sud, per documentare le vicende legate alla Guerra del Vietnam. Egli scattò una foto destinata a passare alla storia, nella quale si vedeva un uomo intento a sparare ad un prigioniero legato con le mani dietro alla schiena, il tutto in mezzo alla strada. L’uomo che veniva ucciso era Nguyễn Văn Lém, il capo di un gruppo di Viet-cong accusato dell'uccisione di alcuni poliziotti, mentre l’uomo intento a sparare era il generale Nguyễn Ngọc Loan. Questi era nato in una famiglia vietnamita molto agiata e da giovane aveva studiato in Francia. Al suo ritorno in Vietnam, dopo essersi unito alla lotta contro l’occupazione francese, nel 1966 divenne il capo della polizia del nuovo Vietnam del Sud filoamericano. In questo periodo divenne noto come “il terrore di Saigon” per la brutalità e la spietatezza usata per reprimere, torturare e far uccidere gli oppositori comunisti e buddisti. In quel periodo infatti il regime sudvietnamita non era impegnato solo con i guerriglieri comunisti, ma portava avanti una politica volta a reprimere le sette e i monaci buddisti, e il generale Loan, che per di più era cristiano, era tra i protagonisti di tale repressione. La giornalista italiana Oriana Fallaci, che in quegli anni fece numerosi viaggi in Vietnam, ebbe più volte modo di incontrare il generale Loan, descrivendolo come un uomo spietato ma stranamente dotato di una particolare raffinatezza, visibile nella sua passione per le rose e la musica di Chopin e di Brahms. La diffusione della foto che lo ritraeva mentre sparava al Viet-cong ebbe una forte influenza, sia sulla vita di Loan che sugli esiti della guerra. La foto divenne infatti il simbolo della brutalità del regime sudvietnamita, incidendo fortemente sull’opinione pubblica americana. Nello stesso Vietnam del sud, i nemici politici del generale Loan approfittarono di quella foto per attaccarlo, sostenendo che un uomo che agiva così non poteva ricoprire tale ruolo di potere. Negli ultimi anni di guerra, Loan fu ferito ad una gamba che gli fu poi amputata, trovandosi confinato in un ospedale in cui, a detta della Fallaci, non faceva altro che baciare un’immagine di Gesù e leggere i fumetti di Topolino e Paperino. Nel 1975 riuscì a fuggire in America, aprendo un ristorante in Virginia dove cucinava scampi e granchi che servì alla stessa Fallaci anni dopo. Curiosamente, anche Hồ Chí Minh, il leader dei comunisti vietnamiti, per un periodo aveva fatto il cuoco: da giovane aveva infatti lavorato come pasticciere a Londra.
Oriana Fallaci, Intervista con il potere, Rizzoli, 2009.
15/05/2026