ARTICOLO DEL GIORNO

28/03/2026

L’Evergetismo romano

La magnanimità

Athen  Odeon Herodes Atticus - WikimediaBerthold Werner

 

 

L’evergentismo fu un costume civico delle città dell’Impero Romano e la magnanimità civica del potente oligarca cittadino, continuò a costituire una delle espressioni di comportamento civico. L’uomo potente faceva uso delle sue ricchezze per far costruire monumenti cittadini, riparare edifici religiosi e organizzare giochi a beneficio dei concittadini. Il magnatismo privato riguardante l’organizzazione, era dunque un modello culturale. Ciò comportava l’ottenimento del pubblico encomio da parte dei cittadini, in virtù dell’amor civico dimostrato, con il quale veniva applaudito e otteneva il titolo di amor patriae, ovvero un cittadino benemerito per le sue azioni a favore della città.

Nelle città romane veniva apprezzato l’investimento monetario che costui utilizzava per gli spettacoli pubblici e i giochi circensi; queste attività includevano vari intrattenimenti come festival musicali oppure incontri di pugilato. Gli evergeti guadagnavano subito popolarità perché i giochi erano direttamente e personalmente associati alla figura del loro promotore. Il singolo magnate li utilizzava come un “marchio” personale da cui ricavava risonanza ed eco popolare. Ciò che la cultura dell’evegetismo premiava era l’amore per la città.

Il populus era considerato come un soggetto collettivo che, grazie alla partecipazione agli eventi pubblici, ricavava la sua identità. A dispetto dell’estrema disuguaglianza che caratterizzava la società romana, la divisione concettuale fondamentale distingueva fra cittadini e non cittadini. I ricchi benefattori offrivano giochi, intrattenimenti e servizi annonari ai concittadini, non ai poveri in quanto poveri.

 



Bibliografia:

Rossana Vespoli, La grande storia di Roma: dalle origini alla caduta, HOW2 edizioni, Luglio 2023

Alberto Angela, Impero. Viaggio nell’impero di Roma seguendo una moneta, Mondadori, Maggio 2016

 

 

Autore:

Lissoni Sofia, studentessa dell'università degli studi dell'Insubria 

Data di pubblicazione:
28/03/2026