ARTICOLO DEL GIORNO

05/11/2026

Il principe contadino

Il duca degli Abruzzi e la SAIS

Immagine che raffigura l'arrivo del duca degli Abruzzi a Mogadiscio nel 1929.  Wikimedia

Nel novembre del '20 nella Somalia Italiana nacque la Società Agricola Italo-Somala (SAIS), grazie a Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, duca degli Abruzzi. Con la SAIS nacque anche un villaggio per i lavoratori che prendeva il nome di Villabruzzi, che distava alcune decine di km da Mogadiscio. Nei primissimi anni '20 la SAIS comprendeva 25 mila ettari di terreno che vedevano diverse colture: tabacco, canna da zucchero, arachidi, ricino, sesamo, banano, girasole e cereali. Per la realizzazione ci fu un'importante opera di bonifica di quelle terre e la creazione di una diga per evitare la distruzione delle colture. Negli anni successivi Villabruzzi arrivò a toccare i 9 mila abitanti, principalmente somali, e si fornì di diversi servizi e strutture come: ospedali, scuole, cinema, chiese, moschee e la ferrovia con Mogadiscio. In seguito, ci fu la creazione di un bazar e di un mercato italiano; si cercò sempre di rispettare la cultura e le tradizioni delle popolazioni locali come dimostrare la costruzione della moschea e del bazaar.

Con l'avvento del fascismo questo progetto fu “potenziato” con finanziamenti per la creazione di strutture e altro, ciò serve per avvalorare la tesi della colonizzazione agricola italiana della Somalia.

La SAIS ebbe dei contratti “nuovi” per il territorio coloniale e per l'Africa in generale; il contratto di lavoro garantiva al colone indigeno un podere per la propria famiglia, irrigato dalla SAIS, che doveva essere coltivato in due parti: la prima parte con colture alimentari quali granoturco, fagioli e la durra, un cereale, destinati alla famiglia del colone somalo; mentre la seconda parte doveva essere coltivata con colture industriali quali cotone e sesamo che spettavano alla SAIS. Nel contratto veniva garantita una rudimentale assistenza medica e un salario molto modesto.

Intorno agli anni '30 il numero dei coloni italiani crebbe e la SAIS divenne una delle principali esportatrici di banane per il Regno d'Italia, oltre che di zucchero. L'obiettivo del fascismo era l'autarchia e si cercò, anche grazie alle colonie, di ottenerla.

Il duca degli Abruzzi morì il 18 marzo del '33, a causa di un tumore, e decise di farsi tumulare nel villaggio che lui stesso aveva creato. Nel dopoguerra molti italiani tornarono nella penisola e il villaggio si spopolò quasi del tutto, anche se rimase attiva qualche coltivazione; il colpo di grazia arrivò con la guerra civile degli anni '90. Ad oggi resiste una piccola comunità di italo-somalo, circa 200 persone, nella zona che vive nella città di Johar che ha inglobato quello che restava di Villabruzzi.



Bibliografia:

Nicola Labanca, Oltremare. Storia dell'espansione coloniale italiana , Il Mulino, 2025.

Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale II , Mondadori, 2014.

Gigi Speroni,  Il duca degli Abruzzi ,  Carte Scoperte, 2015.

Autore:

Nicola Medda

Data di pubblicazione:
05/11/2026