ARTICOLO DEL GIORNO

30/11/2025

La sanguinosa battaglia del Raxa

Le tattiche del terrore di Ottone I

Ottone I e Ermanno Billung. Entrambi dovettero a più riprese lottare contro i loro stessi familiari - Wikimedia

L'ascesa al trono dei Franchi Orientali di Ottone I fu segnata da forti opposizioni, in particolare all'interno della sua stessa famiglia. Tra i primi a contrastarlo fu il fratello Enrico, sostenuto dalla madre Matilde; poi il fratellastro Tankmaro, appoggiato da figure influenti come Wichmann I il Vecchio, della stirpe dei Billunghi. Quest'ultimo nutriva rancore per essere stato scavalcato dal fratello minore Ermanno (futuro duca di Sassonia), preferito dal re e fedele a Ottone, scelta che causò una divisione tra i Billunghi. Nacque così una frattura insanabile tra due rami della stessa stirpe: una, fedele a Ermanno e Ottone, e l'altra che, per generazioni, si rivelò ostile al sovrano sassone. Alla morte di Tankmaro, ucciso nella chiesa di Eresburgo (un tempo luogo di culto per l'Irminsul, "esorcizzata" da papa Leone III su richiesta di Carlo Magno durante il viaggio del primo a Paderborn), Wichmann si riconciliò con Ottone. I suoi figli, Wichmann II il Giovane ed Ecberto “il Guercio” (perse un occhio proprio durante alcuni scontri contro Ottone), crebbero alla corte ottoniana, ma sfruttarono una successiva ribellione di Liudolfo, figlio di Ottone, per schierarsi contro il re e il loro zio Ermanno. Sebbene Wichmann II fosse stato catturato e perdonato, nel 955 si ribellò nuovamente, alleandosi con gli slavi Obodriti. Questi ultimi vennero sconfitti nella battaglia del Raxa. Se i fratelli Wichmann riuscirono a fuggire presso la corte di Ugo il Grande in Francia, il re obodrita Stoignew e altri non furono altrettanto fortunati: Nakon, co-re degli Obodriti assieme fratello di Stoignew, riuscì a mettersi in salvo, mentre Stoignew venne ucciso e un uomo della sua scorta fu costretto a portare la testa del suo sovrano a Ottone. Il destino riservato ai prigionieri slavi fu ancora più crudele: il giorno seguente, 700 furono decapitati, le loro teste ammucchiate intorno a quella del loro sovrano, mentre il consigliere di Stoignew, che aveva fomentato la rivolta, fu accecato, mutilato della lingua e lasciato vivo tra i compagni caduti. I due fratelli, specie poi Ecberto "il Guercio" continuarono ad essere una spina al fianco della stirpe regnante fino ad Ottone III.



Bibliografia:

Widukind di Corvey, Le imprese dei Sassoni, Firenze University Press, Firenze, 2021, pp.96-98.

Autore:

Fabio Daziano

Data di pubblicazione:
30/11/2025