ARTICOLO DEL GIORNO

11/08/2026

Giulio II, il papa guerriero

Quando un pontefice cercò di ridisegnare l'Italia con la forza

Ritratto di papa Giulio II realizzato da Raffaello Sanzio - Wikimedia

In età rinascimentale il papato non era solo un'autorità spirituale, ma anche un potere politico e militare. Nessuno lo incarnò meglio di Giuliano Della Rovere, ovvero papa Giulio II.

Prima di diventare papa, Della Rovere costruì il proprio potere come cardinale (nominato dallo zio Sisto IV) acquisendo feudi in Umbria e nelle Marche. Fu coinvolto nelle grandi tensioni dell'epoca e, essendo un oppositore dei Borgia, fu costretto all'esilio in Francia durante il pontificato di Alessandro VI (Rodrigo Borgia). Poichè i Borgia si attirarono l'ostilità dei cardinali, alla morte di Alessandro, nel 1503, venne eletto papa proprio Giuliano Della Rovere col nome di Giulio II. Egli aveva un obiettivo chiaro: rafforzare lo Stato della Chiesa e restituirgli prestigio e controllo sui propri territori. Diversamente da molti suoi predecessori, Giulio II non esitò a indossare l'armatura e guidare personalmente le campagne militari. E' passato infatti alla storia come il "papa guerriero", un pontefice che guidava i suoi eserciti, deciso a riconquistare città ribelli, indebolire le famiglie rivali e limitare il potere delle grandi potenze straniere in Italia.

Uno dei suoi primi obiettivi fu quello di riportare sotto il controllo di Roma città come Bologna e Perugia. Nel 1506 guidò personalmente l'assedio di Bologna, passata sotto il controllo della famiglia Bentivoglio, riuscendo a riportarla sotto il controllo pontificio. Poi, nel 1508, entrò nella Lega di Cambrai, un'alleanza tra Francia, Impero e Spagna contro l'espansionismo di Venezia nel nord italiano e nella fascia adriatica romagnola. Le forze del re di Francia Luigi XII inflissero una pesante sconfitta a Venezia nella battaglia di Agnadello. Temendo però l'eccessiva potenza francese, Giulio II promosse la Lega Santa, un'alleanza tra Spagna, Impero, Inghilterra, Venezia e Roma per scacciare gli eserciti francesi da Milano. Nonostante i francesi avessero avuto la meglio nella battaglia di Ravenna (1512), subirono delle perdite enormi e, nel giro di pochi mesi, i francesi furono costretti ad evacuare l'Italia. Al di là di queste piroette diplomatiche, l'obiettivo di Giulio II restrava lo stesso, ovvero impedire che una sola potenza dominasse l'Italia, pena la perdita dell'indipendenza dello Stato della Chiesa.

Eppure Giulio II non fu solo un guerriero, ma anche il papa delle grandi opere. Chiamò Michelangelo Buonarroti per la Cappella Sistina e avviò la ricostruzione della Basilica di San Pietro. Morì nel 1513 lasciando un papato più forte, ma anche un'Italia più instabile e posta in gioco delle grandi potenze europee.



Bibliografia:

M. Pellegrini, Il papato nel Rinascimento, il Mulino, 2023.

Autore:

Diego Monaci

Data di pubblicazione:
11/08/2026