ARTICOLO DEL GIORNO

17/02/2026

Ironia e ingegno di un gentiluomo rinascimentale

Il Giuoco Piacevole di Ascanio De Mori da Ceno

In un'Italia sospesa tra arte e repressione, Il Giuoco Piacevole di Ascanio de’ Mori da Ceno, trasforma una partita a carte in un ritratto arguto della società del Cinquecento. Preti, dame e soldati si muovono in un gioco che è teatro, satira e filosofia, in cui il riso diventa critica e la leggerezza si fa intelligenza. Un capolavoro dimenticato che parla ancora al nostro tempo - Immagine generata con IA

Nella seconda metà del Cinquecento, in un Italia divisa da guerre, violenze e intrighi quanto da ricchezza artistica e innovazioni culturali, Ascanio de Mori, nobile e colto cortigiano della corte dei Gonzaga di Mantova, si cimentò nella scrittura di un opera poco conosciuta quanto curiosa e affascinante, un ritratto della cultura tardo rinascimentale italiana: Il Giuoco Piacevole. Pubblicato a Venezia nel 1564, il libro divenne un piccolo gioiello della letteratura italiana ludica e satirica. L'autore finge di cimentarsi in una partita a carte con degli amici, una scusa per ricostruire un dettagliato affresco della società del tempo, dietro al pretesto del ''Giuoco''. Una rappresentazione quasi teatrale nella quale preti, nobili, soldati e dame di corte vengono messe in scena con un retrogusto beffardo e a tratti quasi gogliardico.

Ascanio utilizza la forma del dialogo per condurre il lettore in un salotto immaginario dove si ride, si scherza e si parla del mondo con un tono scanzonato quanto filosofeggiante. Il testo riflette tutta l'ansia di ascesa sociale del tempo, la vanità della nobiltà, i paradossi quanto la miseria contadina. L'età è quella della Controriforma cattolica e il conformismo imposto è spesso opprimente quanto ipocrita, Ascanio ne è consapevole e lo riporta in un modo tanto efficace che potrebbe risultare adatto anche al lettore contemporaneo. Le osservazioni pungenti sul clero non mancano, quanto sulle contraddizioni e debolezze degli uomini di potere, che si ergono a paladini della moralità.

Pur essendo un'opera poco conosciuta al grande pubblico essa ha affascinato generazioni di letterati proprio per il suo tono anticonformista quanto brillante e scanzonato. Alcuni lo hanno paragonato (con le dovute precauzioni) a un nuovo Boccaccio per via della vivacità della narrazione. Ad oggi il libro di Ascanio rappresenta una ricca testimonianza della cultura italiana del Cinquecento, nonchè un efficace esempio di come autori del tempo potessero sottilmente muovere critiche sociali verso le autorità e i costumi senza direttamente attaccare le istituzioni con toni critici.



Bibliografia:

Daniele Ghirlanda. “Ascanio Pipino de Mori’.” In Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 76. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 2012. consultato in Marzo 2025, Treccani.it

Ascanio de’ Mori. Il giuoco piacevole. A cura di M. G. Sanjust, Bulzoni, 1989.

 

 

Autore:

Toniatti Francesco

Master of Arts in International Relations - University of Leiden

Master of Arts in History and Oriental Studies - University of Bologna

Former History Teacher - International European School of Warsaw

Data di pubblicazione:
17/02/2026