ARTICOLO DEL GIORNO

25/04/2026

O la barba o la modernità

La tassa sulle barbe di Pietro il Grande

Raffigurazione satirica di un nobile russo a cui viene tagliata la barba (anonimo, XVIII secolo) - Wikimedia Commons

Nel 1698, dopo un lungo viaggio in Europa, lo zar Pietro I di Russia tornò a Mosca con un’idea fissa: modernizzare il suo impero. Aveva visto l’Occidente e ne era rimasto affascinato. Le città ordinate, gli abiti alla moda, i palazzi, le navi, i metodi militari. E una cosa gli era sembrata particolarmente vecchia, arretrata, ostinata: la barba dei suoi sudditi.

In Russia, portare la barba era considerato un segno di religiosità e rispetto per la tradizione ortodossa. Tagliarsela, al contrario, era visto come un gesto impuro, quasi eretico. Ma Pietro aveva deciso: se l’Europa era sbarbata, lo sarebbe stata anche la Russia.

Così introdusse la tassa sulle barbe. Chi voleva tenerla doveva pagare, e non poco. Chi si rifiutava, doveva radersi. Lo zar arrivò persino a tagliare le barbe con le proprie mani ai nobili che si presentavano a corte, armato di forbici come un barbiere improvvisato.

Il sistema era tanto assurdo quanto geniale. I cittadini che pagavano la tassa ricevevano una “medaglietta della barba”, un gettone in rame o argento che dovevano portare sempre con sé. Su un lato c’era inciso il volto barbuto di un uomo, sull’altro la scritta “La barba è un peso inutile”.

Il costo variava a seconda del ceto sociale - i nobili pagavano cifre altissime, i contadini molto meno - ma il messaggio era chiaro: radersi significava essere moderni, civilizzati, europei. Tenersi la barba era un atto di resistenza nonché un lusso.

La misura, ovviamente, non fu accolta con entusiasmo. Molti nobili "conservatori" vedevano in quel taglio forzato un insulto alla fede e all’identità russa. Alcuni cercarono di nascondere la barba, altri pagarono controvoglia. Ma Pietro non arretrò: per lui la barba era simbolo di un passato che doveva essere lasciato alle spalle.

La tassa durò per decenni. Alla fine fu abolita, ma l’episodio è rimasto uno dei più curiosi e emblematici del regno di Pietro il Grande, un uomo deciso a cambiare il suo impero anche partendo dai dettagli più visibili, come le barbe.



Bibliografia:

A. Ferrari, Russia. Storia di un impero eurasiatico, Milano, Mondadori, 2024.

O. Figes, Storia della Russia. Mito e potere da Vladimir il Grande a Vladimir Putin, Milano, Mondadori, 2024.

Autore:

Marco Gianese - studente magistrale di Storia, Università Ca' Foscari Venezia.

Data di pubblicazione:
25/04/2026