ARTICOLO DEL GIORNO

02/01/2026

Il sacco di Roma fu causato dal vino?

Le (presunte) motivazioni dietro all'invasione dei Galli in Italia

Illustrazione del 1886 raffigurante il capotribù dei Galli Sènoni, Brenno, mentre impone il tributo d'oro che i romani devono pagare per far sì che i Galli abbandonino la città. In quella situazione avrebbe pronunciato la sua celebre frase "Vae victis!" (Guai ai vinti!). - Wikicommons.

A partire dall’inizio del IV secolo, diverse popolazioni celtiche, note ai romani col nome di “Galli” penetrarono in Italia attraverso le Alpi occidentali. Sconfitte le popolazioni locali, essi si stanziarono nella Pianura Padana, e alcuni di essi si mossero verso l’Adriatico, insediandosi nella regione del Piceno. Tra loro vi era la tribù dei Galli Sènoni, guidati da Brenno. Nel 390 a.C., questi si diressero verso Roma, sconfiggendo l’esercito romano presso il fiume Allia e mettendo a ferro e fuoco l’Urbe in quello che passò alla storia come il primo sacco di Roma. Gli storici romani si interrogarono in seguito sulle ragioni di tale invasione, e alcuni le ricollegarono alla passione dei Galli per il vino. Secondo Tito Livio, fu Arrunte, un nobile della città etrusca di Chiusi, a far conoscere il vino ai Galli; egli, per vendicarsi di un torto subito dal lucumone della sua città, si recò dai Galli per convincerli ad invadere le terre etrusche, portando con sé del vino per invogliarli. Plinio il Vecchio attribuisce invece la colpa ad un artigiano gallico stabilito a Roma, il quale, tornando nel proprio paese, avrebbe fatto assaggiare il vino ai suoi connazionali, instillando in loro il desiderio di insediarsi in Italia. Sempre Tito Livio, infatti, scrive che il popolo dei Galli aveva invaso l’Italia perché “attratto dalla dolcezza dei prodotti e soprattutto dal vino”. Queste teorie sono probabilmente dovute alla visione romana dei popoli “barbari” come incapaci di resistere ai propri istinti carnali. La realtà è probabilmente più complessa: il vino, infatti, era già presente nei banchetti delle aristocrazie galliche almeno dal V secolo, grazie ai contatti commerciali con greci ed etruschi. A motivare la penetrazione dei Galli in Italia è più probabile siano state ragioni legate l’aumento della popolazione e al conseguente desiderio di colonizzare nuovi spazi. Inoltre, i Galli si erano alleati con il tiranno di Siracusa, Dionigi I, il quale puntava ad espandere la propria influenza sul Mar Tirreno ai danni di Cartagine e di Roma, allora alleate tra loro. L’invasione gallica di Roma si inserirebbe dunque nel contesto internazionale del Mediterraneo di allora.



Bibliografia:

Olivier Buchsenschutz, I celti. Dal mito alla storia Lindau, 2008.

Giovannella Cresci Marrone, Francesca Rohr, Lorenzo Calvelli, Roma antica. Storia e documenti, il Mulino, 2020

 

Autore:

Leone Buggio, studente triennale dell'Università Ca'Foscari di Venezia

Data di pubblicazione:
02/01/2026